Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00346 presentata da TURRONI SAURO (PROG.FEDER.) in data 19941130

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: i tragici eventi che hanno colpito in questi giorni l'Italia Nord Occidentale hanno ancora una volta messo in evidenza la straordinaria fragilita' del territorio. Alluvioni e frane hanno causato molte vittime tra la popolazione ed hanno prodotto migliaia di miliardi di danni. Una intera regione e' andata sott'acqua insieme con altre zone del Paese, i collegamenti sono interrotti, le citta' sommerse dal fango, le attivita' produttive bloccate; attribuire la responsabilita' di tutto cio' all'inevitabilita' degli eventi e' certamente sbagliato e consentirebbe di continuare a vivere la drammatica situazione territoriale del nostro Paese con una rassegnazione ed un fatalismo inaccettabili; la pioggia caduta copiosamente in questi giorni e' riuscita a disegnare lo scenario di distruzione che abbiamo davanti agli occhi solo in virtu' della scellerata politica di abbandono e/o di sfruttamento del territorio perpetrata in questi ultimi decenni dai governi che si sono succeduti alla guida del Paese; e' quella stessa politica che ci ha portato oggi a dover registrare, anche dal solo punto di vista conoscitivo dello stato del nostro territorio, delle carenze inaccettabili; il problema del dissesto idrogeologico e dell'instabilita' del nostro territorio sembra quindi risolversi esclusivamente nell'intervento di emergenza operato dal Dipartimento di Protezione Civile sulla base della straordinarieta' degli eventi catastrofici che si verificano; la prevenzione dipende dalla cura del territorio e dalla capacita' di prevedere, attraverso la conoscenza e la raccolta dei dati, gli eventi che su di esso si verificano, elaborando di conseguenza programmi che individuino le specifiche attivita' da intraprendere; quest'ultima alluvione ha evidenziato una situazione di assoluta non attuazione della legge n. 183 del 1989, in particolare per quanto riguarda l'attivita' conoscitiva e di monitoraggio affidata ai Servizi Tecnici dello Stato; in particolare i Servizi geologico, sismico, idrografico-mareografico e delle dighe, devono realizzare l'attivita' conoscitiva e di monitoraggio sul territorio nazionale, fornendo i presupposti conoscitivi per lo sviluppo di azioni concrete sul territorio tese a limitare le condizioni di rischio; il territorio nazionale e' caratterizzato da: una particolare precarieta' dell'assetto geomorfologico, geologico-strutturale e idrogeologico, tale da determinare eventi alluvionali ricorrenti e disastrosi; una intensa sismicita': oltre 20 mila terremoti in questo millennio; 10 terremoti distruttivi negli ultimi 25 anni, che hanno causato poco meno di 4.000 morti e circa 150 mila miliardi di danni; un diffuso dissesto ed un numero di frane incredibilmente alto (delle quali non esiste un censimento completo ed aggiornato), con una pesantissima incidenza economica in termini di danni agli insediamenti ed alle reti infrastrutturali; una forte pressione antropica sul territorio che spesso sfugge al controllo in termini di sicurezza; e' il caso eclatante dei vasi artificiali: 530 grandi dighe sottoposte ad un controllo precario o assente; altre 1.700 grandi dighe, solo recentemente "scoperte", delle quali nulla o poco si conosce e prive di controlli; alcune migliaia di invasi piu' piccoli, quantomeno da sottoporre a verifica; infine e' compito fondamentale dei Servizi Tecnici realizzare un sistema informativo territoriale unico integrato con le reti di monitoraggio; a fronte di questi importanti ed insostituibili compiti i Servizi Tecnici versano in una condizione inaccettabile che rischia di vanificare ogni sforzo, in particolare il Servizio dighe ha solo 18 tecnici di ruolo ed il Servizio sismico solo 12. Il Servizio geologico ha solo 41 geologi: la legge finanziaria del 1988 aveva previsto l'assunzione di 150 geologi e la norma non e' stata attuata -: se non ritenga necessario attuare finalmente il potenziamento dei Servizi Tecnici nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri previsto dalle legge n. 183 del 1989, sulla difesa del suolo, dotandoli, a tal fine, in tempi brevissimi di personale qualificato e delle piu' moderne tecnologie consentendo loro di esercitare il complesso delle attivita' connesse con la difesa del suolo e con la protezione civile, garantendo un regolare funzionamento operativo, sia al centro che in periferia, in condizioni di normalita' ed in situazioni di emergenza; se non ritenga necessario ed urgente che i Servizi realizzino reti in tempo reale per la misurazione dei parametri significativi nonche' un sistema informativo in grado di raccogliere i dati rilevati anche dalle altre amministrazioni; e di effettuare le elaborazioni necessarie ai fini della previsione e prevenzione delle catastrofi; se non ritenga doveroso che i dati raccolti dai Servizi tecnici nazionali e da tutti gli enti pubblici competenti in materia di difesa del suolo siano scambiati, e messi a disposizione di tutti i soggetti interessati, unitamente alle relative elaborazioni, con particolare riferimento a quelle indispensabili per una efficace azione di previsione e prevenzione delle calamita'; se non ritenga altresi' necessario che le regioni e lo Stato coordinino l'attivita' di conoscenza, integrandola ed unificando gli indirizzi, omogeneizzando i sistemi organizzativi; se non ritenga, infine, che lo Stato debba mettersi in condizione di espletare le funzioni previste dalla legge n. 183 del 1989, rafforzando la propria struttura tecnica (i Servizi Tecnici dello Stato) con risorse, uomini e tecnologie, adottando in tal caso anche un provvedimento speciale per il loro potenziamento, nell'ambito del pacchetto dei provvedimenti per l'alluvione del novembre 1994. (2-00346)

 
Cronologia
domenica 27 novembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Con una maggioranza dell'88,4%, i norvegesi bocciano l'ingresso nell'Unione europea già sottoscritto dal Governo.

giovedì 1° dicembre
  • Politica, cultura e società
    Dopo una lunga trattativa Governo e sindacati firmano l'accordo sulle pensioni, che elimina le penalizzazioni per le pensioni d'anzianità e sblocca le pensioni per i lavoratori con 35 anni di servizio dal giugno 1995. Cgil, Cisl e Uil revocano lo sciopero previsto per il 2 dicembre.