Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00351 presentata da VALENSISE RAFFAELE (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19941207
I sottoscritti chiedo di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i Ministri degli affari esteri e delle risorse agricole, alimentari e forestali, per sapere - premesso che: la Commissione U.E. ha presentato il 13 giugno 1994 la proposta di regolamento del Consiglio recante la riforma dell'organizzazione comune dei mercati nel settore vitivinicolo; tale proposta si pone l'obiettivo di raggiungere l'equilibrio di mercato e di migliorare la qualita' della produzione attraverso, in particolare, la fissazione di produzioni di riferimento nazionali (quote), l'adozione di programmi regionali pluriennali di adattamento della viticoltura, una ristrutturazione del sistema di distillazione, misure per favorire la commercializzazione dei prodotti vitivinicoli, modifiche del regime delle pratiche enologiche e segnatamente dell'arricchimento; la proposta della Commissione non tiene alcun conto di quanto in proposito e' stato osservato dal Parlamento Europeo, ne' tanto meno delle indicazioni che erano state fornite dal nostro Paese con il "documento italiano" trasmesso alla Commissione stessa nel mese di giugno 1993; l'analisi della proposta evidenzia che a fronte di obblighi e vincoli non viene prevista nessuna misura per il sostegno del reddito dei produttori, e cio' in contrasto con i princi'pi posti alla base della riforma per gli altri settori. La logica, sancita peraltro anche dal Trattato di Roma, vorrebbe dire che a fronte di certi vincoli venga garantito al produttore un equo reddito; i princi'pi su cui si fonda la proposta sono inaccettabili in quanto prevedono la fissazione della quantita' di riferimento a livello comunitario, calcolata sulla previsione di una diminuzione dei consumi e la ripartizione dei quantitativi medesimi a livello dei singoli Paesi in funzione delle "eccedenze" determinate da ciascun Paese; i programmi regionali di adttamento della viticoltura si configurano, nella sostanza, in piani di estirpazione e di riduzione della produzione che non tengono conto degli aspetti di tradizione, di salvaguardia ambientale e del paesaggio, e, pertanto, non sono condivisibili nella loro impostazione; sono assolutamente inaccettabili le proposte volte a consentire, seppure a discrezione degli Stati membri, l'impiego del saccarosio in tutta la Comunita', nonche' la gradazione minima naturale di 6^ per la zona N; non e' condivisibile il principio del calcolo delle eccedenze da avviare alla distillazione obbligatoria, basato sulle produzioni di riferimento; non si condividono le semplici enunciazioni di principio in ordine alla promozione dei prodotti del settore vitivinicolo, mentre e' fin troppo ovvio che attraverso questa via si puo' egregiamente contribuire all'equilibrio del mercato nonche' attraverso la realizzazione a livello comunitario di una vera armonizzazione dei regimi fiscali -: se il Governo non ritenga opportuno: opporsi fermamente alla proposta di riforma dell'O.C.M. del settore vitivinicolo; impegnare tutte le forze economiche e sociali a salvaguardia di un settore particolarmente importante nell'ambito dell'economia agricola nazionale; proporre altresi' che la riforma dell'O.C.M. del settore vitivinicolo sia basata sui seguenti princi'pi: collocazione della viticoltura nelle aree ecopedologiche caratteristiche dell'habitat naturale della vitis vinifera; mantenimento della viticoltura nelle zone tradizionali dove essa e' fonte di reddito, di occupazione, di equilibrio ambientale e dove non esiste la possibilita' di colture alternative; contenimento selettivo e riduzione della produzione nelle zone tradizionali che consentono la riconversione e l'alternativa colturale; riconversione varietale, ove necessaria, che esalti la perfetta combinazione tra varieta', contesto pedoclimatico e tecnica di cantina; esaltazione della qualita' dei prodotti vitivinicoli; armonizzazione in ambito U.E. delle tecniche di produzione e delle pratiche enologiche; divieto all'uso del saccarosio ed utilizzo per l'arricchimento, ove necessario, dei soli prodotti provenienti dalla vite (mosto concentrato e mosto concentrato rettificato) e senza aiuti; che la riforma dell'O.C.M. del settore vitivinicolo debba prevedere le seguenti misure che consentono il raggiungimento dell'equilibrio del mercato, senza ricorrere alla fissazione di obiettivi di produzione ed all'attuazione dei programmi regionali di adattamento della viticoltura: divieto di nuovi impianti di vigneto; aiuti comunitari all'estirpazione dei vigneti proporzionalmente maggiori nelle zone meno vocate e dove e' possibile la riconversione e l'alternativa colturale; divieto di trasferimento dei diritti di reimpianto nelle zone a scarsa vocazione viticola; aiuti comunitari per la ristrutturazione dei vigneti nelle zone vocate; nuova delimitazione delle attuali zone viticole dove le gradazioni minime naturali non devono in alcun caso essere inferiori a 8 per cento vol.; esclusione delle uve da mensa dall'O.C.M. vitivinicolo e divieto della loro vinificazione; aumento delle prestazioni viniche al 15 per cento con adeguato prezzo di consegna di tali sottoprodotti; norme comuni a tutti gli Stati membri per i V.Q.P.R.D.; norme comunitarie per avviare efficaci campagne di informazione e di promozione del vino, idonee a stabilizzare gli attuali consumi nei Paesi produttori e ad incrementarli nei Paesi non produttori; norme comunitarie che consentano una vera armonizzazione dei regimi fiscali oggi esistenti nei diversi Paesi dell'Unione Europea; l'adozione di una distillazione facoltativa a carattere preventivo decisa all'inizio di ogni campagna, allo scopo di consentire di eliminare da subito le eccedenze produttive; una distillazione obbligatoria penalizzante, in caso di presenza di ulteriori eccedenze, ripartita a livello dei singoli Stati membri sulla base delle produzioni medie delle ultime campagne vitivinicole; il potenziamento dei controlli e la lotta alle frodi attraverso l'incremento del numero degli agenti controllori e degli strumenti di controllo (schedario viticolo, metodo di analisi della risonanza magnetica nucleare). (2-00351)