Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06033 presentata da LAZZARINI GIUSEPPE (LEGA NORD) in data 19941212
Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: gi organi Nazionali dell'Unione Italiana Ciechi con provvedimento di dubbia legittimita' hanno sciolto il Consiglio Regionale del Lazio di quel sodalizio ed espulso il Presidente della sezione UIC di Latina; con provvedimenti successivi ugualmente irrispettosi dello Statuto e del regolamento interno, il Commissario regionale ha proceduto, in spregio alle piu' elementari norme statutarie, al commissariamento di altre due sezioni provinciali (Latina, Viterbo) e promosso un ulteriore procedimento di espulsione dall'Associazione del Presidente della sezione di Viterbo; dal mese di giugno a tutt'oggi non risulta ancora convocata l'Assemblea regionale UIC del Lazio, esautorando di fatto i delegati espressi dalla base associativa dall'esercizio del loro diritto di tutela e rappresentanza; tra i ciechi e i Dirigenti dell'UIC del Lazio serpeggia un manifesto malcontento che a portato a reiterati esposti al Ministero dell'interno e all'autorita' giudiziaria; presso la sezione UIC di Viterbo spontanee iniziative della base associativa, sono sfociate nella sottoscrizione di un documento di protesta da parte a tutt'oggi di 323 soci non vedenti ai quali si sono uniti diverse centinaia di semplici cittadini; tale protesta appare ampiamente giustificata da assurdi e illegittimi comportamenti del commissario regionale UIC che hanno comportato il blocco del conto corrente bancario e di ogni iniziativa di assistenza agli anziani, agli studenti ed ai disoccupati non vedenti; il blocco delle attivita' della sezione UIC di Viterbo puo' addirittura configurarsi come interruzione di un servizio di pubblico interesse; lo statuto dell'UIC e' approvato con decreto del Presidente della Repubblica del 10 gennaio 1985 ed e' legge dello Stato, e il Ministero dell'interno con proprio Decreto del 12 settembre 1991 esercita la vigilanza sulla corretta applicazione dello Statuto Sociale e comunque su tutta la politica gestionale dell'UIC stessa -: se non ritenga opportuno rendere noti gli interventi posti in essere dal Ministero dell'interno per l'esercizio del proprio dovere di vigilanza sull'Unione Italiana dei ciechi cosi' come sancito dal Decreto Ministeriale del 12 settembre 1991; quali iniziative siano state intraprese e quali intenda intraprendere per assicurare il rispetto delle regole di democrazia all'interno dell'UIC e per tutelare i diritti dei non vedenti che hanno richiesto ripetutamente l'intervento dell'Organo Tutorio per la convocazione dell'Assemblea regionale del Lazio, l'insediamento del nuovo Consiglio regionale e il ripristino della Ordinaria Gestione; quali iniziative si intendano intraprendere per assicurare ai non vedenti di Viterbo e della provincia, l'immediato ritorno alla gestione ordinaria e il ripristino dei servizi essenziali oggi interrotti. (4-06033)
La S.V. onorevole ha presentato l'interrogazione, della quale si unisce il testo, con richiesta di risposta scritta. Si risponde. Le funzioni di vigilanza sull'Unione Italiana Ciechi, gia' esercitate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e quindi trasferite a questo Ministero ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 27 febbraio 1990, non hanno finora avuto una precisa configurazione su base normativa, non potendo in particolare essere assimilate a quelle proprie di controllo, e sono comunque riconducibili, come ha rilevato in pi' occasioni la Corte dei Conti, all'esigenza di verificare che l'impiego dei finanziamenti statali continuativi di cui beneficia l'Associazione (in parte a carico del bilancio di questo Ministero) sia sempre aderente alle finalita' istituzionali dell'associazione medesima. Sottolineo ancora che quest'ultima e' persona giuridica di diritto privato, soggetta alla disciplina del Codice civile (articoli 12 e segg.) e dello Statuto sociale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1985 e successivamente modificato, nonch! al controllo della Corte dei Conti ai sensi della L. 21 marzo 1958 n. 259 quale Ente destinatario di contributi statali in via continuativa. Cio' premesso, faccio presente che dopo lo scioglimento del Consiglio regionale U.I.C. del Lazio il Ministero - istituzionalmente interessato a garantire la migliore funzionalita' dell'associazione - si e' rivolto, con lettere in data 8 settembre e 3 novembre 1994, alla Presidenza nazionale della medesima per auspicare un sollecito superamento della situazione di commissariamento e per conoscere - in modo specifico - se non esistessero le condizioni per una convocazione dell'Assemblea regionale del Lazio, competente - ai sensi dell'articolo 41 dello Statuto - ad eleggere i membri non di diritto del nuovo Consiglio regionale, essendone stata fatta richiesta da numerosi componenti. La Presidenza dell'U.I.C. rispondeva, in data 23 settembre 1994, informando sull'impossibilita' di procedere all'immediata convocazione dell'Assemblea regionale e comunicando che il Commissario straordinario al Consiglio regionale del Lazio aveva a sua volta provveduto a sciogliere i Consigli provinciali delle Sezioni di Latina e di Viterbo per riscontrate irregolarita'. La menzionata impossibilita' era confermata dall'U.I.C. in una successiva lettera del 2.12.1994, con la quale si riferiva anche che il Commissario straordinario per la Sezione provinciale di Viterbo non aveva potuto ancora insediarsi nell'incarico per la resistenza del Presidente del Consiglio sezionale e che, al fine di garantire in qualche modo una gestione collegiale dell'Unione Italiana Ciechi nell'ambito regionale, il Commissario straordinario regionale aveva costituito un comitato, composto dai presidenti e dai commissari di tutte le sezioni provinciali, operante con regolarita' e continuita'. Alla citata lettera seguiva l'invio, con una nota del 13.12. 1994, di una lettera circolare, spedita dal Presidente nazionale dell'U.I.C. ai presidenti dei Consigli provinciali, con alcune spiegazioni sulle cause dello scioglimento del Consiglio sezionale di Viterbo e con l'assicurazione che appena possibile sarebbe stata indetta 'l'assemblea generale straordinaria per la elezione degli organi previsti dallo Statuto'. Il Ministero continuera' a seguire la complessa vicenda. Il Ministro dell'interno: Coronas.