Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06473 presentata da VOCCOLI FRANCESCO PAOLO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19950111

Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: la societa' IFAP-IRI svolge la propria attivita' nel settore strategico della formazione e della riqualificazione continua; dopo anni di ristrutturazioni, cassa integrazione, mobilita', che hanno comportato la riduzione dell'organico alle attuali unita', era stato raggiunto un accordo tra organizzazioni sindacali e dirigenza dell'IRI il 6 ottobre 1993 su un piano di risanamento aziendale; non e' mai stato definito con chiarezza il ruolo che l'IRI intende assegnare all'IFAP, se si considera che, mentre nel 1992 era stata realizzata la fusione delle tre aziende che all'interno del gruppo si occupavano di formazione (STOA', IFAP e ANCIFAP), nel giugno 1993 la stessa dirigenza dell'IRI favoriva la costituzione di altre societa' di formazione (IRI management e Consiel) con parte delle risorse dell'IFAP; il Ministro del lavoro in un suo comunicato del 19 dicembre 1994 dopo una riunione tra i rappresentanti dell'IFAP-IRI, assistiti dall'Intersind e le organizzazioni sindacali rilevando come "l'obiettivo degli accordi sindacali sottoscritti era il mantenimento di un'attivita' formativa in IFAP-IRI per almeno 80 unita' (riteneva) che le decisioni diverse annunciate dovrebbero conseguentemente essere oggetto di una verifica degli accordi sindacali, svolta con tempi ed informazioni adeguate. Cio' anche nei confronti degli impegni dello stesso Ministero del lavoro, sia nel campo degli ammortizzatori sociali resi disponibili, che nel campo della formazione professionale"; in tale comunicato il Ministero del lavoro invitava "l'IRI a non assumere decisioni irreversibili, al di fuori di un quadro di consenso coerente con gli accordi sottoscritti e con il protocollo IRI-organizzazioni sindacali sin qui rispettato anche nella delicata fase di trasformazione dell'Istituto" ed invitava l'IRI a "garantire comunque la salvaguardia dei livelli occupazionali e prospettive adeguate di valorizzazione delle risorse professionali e tecniche tuttora esistenti, anche in territori di grande importanza per i processi di ristrutturazione del gruppo in atto"; il 20 dicembre 1994 venendo contro gli auspici del Ministro del lavoro e smentendo gli accordi del 6 ottobre 1993, l'assemblea dei soci deliberava la messa in liquidazione della societa'; appare opportuno evidenziare che una tale scelta ha conseguenze particolarmente negative in una realta' quale quella della provincia di Taranto gia' caratterizzata da una profonda crisi economica e occupazionale, i cui sbocchi vanno individuati proprio nel settore della formazione, in relazione agli impegni assunti da tempo, in sede governativa, in ordine alla reindustrializzazione del territorio. Peraltro, l'attivita' svolta dall'IFAP trova sbocchi significativi sul mercato locale e vi sono quindi, evidenti prospettive di sviluppo; si e' venuti a conoscenza dell'esistenza di una lettera di intenti e di un progetto di dettaglio per l'acquisizione dell'attivita' e delle risorse di IFAP-IRI da parte della Soft Group associates Spa; la cessione a privati dell'attivita' e dei dipendenti di IFAP-IRI si configura come una palese violazione dell'accordo del 13 aprile 1994 in sede Ministero del lavoro -: se non ritenga il Governo tali decisioni e comportamenti della dirigenza dell'IRI gravemente scorretti stante l'impegno, a suo tempo preso dall'IRI, di non uscire completamente dal sistema formativo e dopo anni di malgoverno del gruppo dirigente che ha usato in modo distorto le risorse finanziarie e umane, e quali siano gli orientamenti del Governo sulla questione IFAP-IRI e come intenda attivarsi perche' non vada disperso un patrimonio formativo che ha trovato riscontri positivi sul mercato. (4-06473)

L'interrogazione parlamentare ripercorre, per grandi linee, l'evolversi della situazione della Societa' IFAP IRI, richiamando anche l'attivita' di mediazione tra le parti sociali espletata in piu' occasioni (6 ottobre 1993 - 13 aprile 1994) dal Ministero del Lavoro. In merito alle ragioni che hanno portato alla liquidazione della societa', deliberata dall'Assemblea degli azionisti nella seduta del 20 dicembre 1994, il Ministero dell'Industria ha fatto pervenire una nota informativa predisposta dall'IRI. Al riguardo l'Istituto ha evidenziato che, pur avendo l'IFAP IRI posto in essere alcuni interventi volti al contenimento dei costi (chiusura di sedi periferiche, smobilizzo di alcuni cespiti e razionalizzazione dell'organico), la situazione della Societa' si e' evoluta in senso negativo. In particolare e' stato segnalato il perdurare di uno stato di difficolta' connesso sia alla progressiva riduzione del volume di attivita' sia alla riscossione dei crediti maturati per le attivita' formative commissionate dalle regioni. Un ulteriore fattore di aggravamento della condizione economica-gestionale e' stato individuato, infine, nei processi di liquidazione e di privatizzazione in atto nel gruppo, che riducono il numero dei consorziati, nella loro veste di soci e di utenti dei servizi. Le argomentazioni sopra esposte sono state esplicitate dai rappresentanti dell'azienda in occasione della riunione convocata presso il Ministero il 19 dicembre 1994. In quella sede il Ministero ha evidenziato l'esigenza che le decisioni inerenti IFAP IRI fossero oggetto di consultazione preventiva con le parti sociali, tenuto conto del quadro delineato dai precedenti accordi. Nel contempo, e' stata confermata la disponibilita' dell'amministrazione ad una costruttiva mediazione tra le parti al fine di garantire, comunque, la salvaguardia dei livelli occupazionali e prospettive adeguate di valorizzazione delle risorse professionali e tecniche esistenti. In tale prospettiva si inserisce l'incontro tenutosi il 6 marzo u.s. presso il Ministero, nel corso del quale e' stato sottoscritto dalle parti sociali un accordo, i cui punti essenziali possono cosi' sintetizzarsi: 1) mantenimento in servizio, presso la Sede Centrale della Societa', in relazione alle esigenze connesse alla attivita' di liquidazione, di 16 unita'; 2) riallocazione di risorse all'interno di Societa' del Gruppo IRI, attraverso l'individuazione e messa a disposizione di non meno di 58 posizioni lavorative, da effettuarsi secondo criteri e priorita' compatibili con le esigenze tecnico-operative delle societa' accipienti; 3) assistenza e supporto al personale interessato per l'avvio di attivita' imprenditoriali in forma cooperativa, in alternativa alla mobilita'; 4) sempre in alternativa alla mobilita', interventi di incentivazione all'esodo volontario nei confronti del personale interessato. Un'ulteriore previsione contenuta nel verbale di accordo siglato il 6 marzo u.s. concerne la possibilita' di porre in cassa integrazione guadagni straordinaria, per un numero massimo di 20 unita', il personale non impegnato nel completamento delle attivita' in corso e/o in quelle direttamente connesse con le pratiche di liquidazione. In tal senso l'azienda si e' impegnata ad inoltrare apposita richiesta al Ministero, ai sensi della normativa prevista dalla legge n. 56/94 e dal decreto legge n. 31/95, reiterato dal d.l. n. 105/95 e dal d.l. n. 232/95, configurandosi, nel caso specifico, la fattispecie di gestione di esuberi. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale: Treu.



 
Cronologia
domenica 1° gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    L'Italia entra a far parte del Consiglio di sicurezza dell'ONU per il biennio 1995-96.

venerdì 13 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica conferisce a Lamberto Dini, già Ministro del Tesoro nel precedente governo Berlusconi, l'incarico di formare un nuovo governo.