Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06519 presentata da BRACCI MARINAI MARIA GLORIA (PROG.FEDER.) in data 19950111
Al Ministro per i beni culturali e ambientali. - Per sapere - premesso che: nel comune di Santa Maria a Monte (Pisa), sono stati effettuati nel centro del capoluogo, fin dal 1985, ritrovamenti archeologici di eccezionale importanza; tali ritrovamenti, fra l'altro, hanno portato alla luce tracce della Pieve del 1199 e dell'annesso Battistero preromanico, con numerosi frammenti della sua decorazione ad affresco e il fonte battesimale; sono stati rinvenuti inoltre frammenti di sculture alto-medievali, appartenenti alla chiesa di eta' longobarda, una moneta greca del II-I secolo a.C. e frammenti di ceramica del III secolo a.C., che testimoniano la preesistenza di un insediamento in quell'epoca; l'area interessata allo scavo, situata nel centro storico del paese e fortemente degradata, e' di proprieta' del comune di Santa Maria a Monte che intende recuperarla a verde pubblico o a parco archeologico attrezzato; tuttavia, essendo l'area archeologica, il comune non puo' procedere al suo recupero prima che sia stato effettuato lo scavo archeologico; tale scavo dal 1985 e' stato affidato dal competente Ministero, all'Universita' di Pisa (Dipartimento di medievistica) con convenzioni annuali e finanziamenti a totale carico del comune. L'Universita' di Pisa ha affidato l'incarico di direttore degli scavi al professor Fabio Redi docente della stessa Universita' e attualmente ordinario di archeologia medievale all'Universita' dell'Aquila; gli scavi sono stati interrotti nel 1992, perche' la Soprintendenza archeologica della Toscana e il Ministero per i beni culturali per due anni consecutivi (il 1993 e il 1994), con disposizioni fra loro non coordinate o comunque emesse dopo che i tempi utili per l'effettuazione dello scavo erano gia' scaduti, hanno impedito il proseguimento dell'intervento, non rinnovando la concessione annualmente richiesta dall'Universita' di Pisa; in un'ottica esclusivamente burocratica e disgiunta da ogni reale interesse di arricchimento del patrimonio archeologico, sono stati richiesti, come condizioni per il rinnovo della concessione, adempimenti cui il concessionario degli scavi aveva gia' fatto fronte quali: 1) l'assicurazione della presenza di archeologi antichisti per lo scavo degli strati di IV e III secolo e di altri eventuali strati premedievali, nonche' il loro curriculum scientifico; 2) il programma operativo dei lavoratori di scavo concordato con la Soprintendenza per i beni beni AASS di Pisa, per il restauro e il consolidamento delle strutture postclassiche rinvenute nello scavo; tali richieste sono apparse pretestuose e animate da un'inspiegabile intento dilatorio in quanto: a) il Concessionario dello scavo aveva gia' comunicato fin dal 1992 il nome e i titoli accademici dell'archeologo antichista, con le competenze tecnico scientifiche richieste cui era stato affidato lo scavo degli strati premedievali; b) il programma operativo di scavo concordato con la soprintendenza per i beni AASS di Pisa, richiesto dalla soprintendenza archeologica di Firenze con nota del 29 luglio 1994, era gia' stato inviato fin dal 30 marzo 1994; a causa di tali incomprensibili incongruenze burocratiche, lo scavo e' rimasto interrotto per due anni e questo fatto, come ha rilevato anche il Commissario governativo del comune di Santa Maria a Monte con lettera al Ministro per i beni culturali del 3 novembre 1994, non solo ha provocato notevoli disagi ai cittadini, perche' la zona centrale del capoluogo, oggetto degli scavi, non e' piu' fruibile al pubblico, ma ha creato oneri aggiuntivi a carico del comune per la vigilanza e la conservazione dei ritrovamenti effettuati; inoltre pur essendo stata attuata ogni forma possibile di salvaguardia, il patrimonio archeologico, a causa del lungo periodo di interruzione degli scavi, e' stato oggetto di depredamenti e di degrado ad opera degli agenti atmosferici -: se il Ministero e le Soprintendenze intendano curare i beni archeologici del paese o se, invece, ponendo intralci burocratici e richieste pretestuose, non vogliono accelerarne il degrado; se, comunque, essendo stata data esauriente risposta da parte del Dipartimento di medievistica dell'universita' di Pisa, a tutti gli adempimenti richiesti, il Ministero e la Soprintendenza archeologica della Toscana abbiano finalmente intenzione di rendere possibile lo scavo nel periodo 22 maggio-15 luglio 1995, come richiesto dal Concessionario agli scavi, nell'ultima domanda inviata agli organi competenti il 2 ottobre 1994. (4-06519)
In merito all'interrogazione parlamentare in oggetto si comunica che la concessione di scavo per il 1995 e' stata autorizzata con ministeriale del 1^ giugno 1995 prot. n. 5372/IVF9, sentito il competente Comitato di settore per i beni archeologici del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali. Il Ministro dei beni culturali e ambientali: Paolucci.