Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06428 presentata da PERABONI CORRADO ARTURO (MISTO) in data 19950111
Al Ministro per il coordinamento delle politiche dell'Unione europea. - Per sapere - premesso che: il giorno 1^ gennaio 1995 sono entrate in vigore in maniera definitiva la direttiva comunitaria n. 392 del 1989 e la direttiva n. 368 del 1991 che ne modifica e completa alcune parti; tali direttive definiscono gli standard di progettazione e costruzione necessari per costruire una macchina industriale sicura; le direttive erano gia' entrate in vigore in via facoltativa il 1^ gennaio 1993; l'Italia e' l'unico paese dell'Unione europea a non aver recepito nel proprio ordinamento le direttive in questione, quindi il nostro mercato nazionale e' l'unico tra quelli comunitari in cui possano essere trattati macchinari senza il marchio; se il mancato recepimento delle direttive non rappresenta un problema per la maggioranza dei produttori italiani che, esportando in Europa, deve comunque adeguarsi alla normativa, macchinari provenienti da paesi che non fanno parte dell'Unione europea, e che quindi non hanno l'obbligo di apporre il marchio Ce, possono farci concorrenza sul prezzo sul mercato interno; la nostra normativa (decreto del Presidente della Repubblica n. 537 del 1955) risulta essere appropriata nella definizione delle specifiche tecniche di sicurezza, ma non fornisce garanzie legali per tutti i campi di applicazione comunitari; elementi nuovi sulla normativa per la sicurezza dei macchinari sono contenuti nelle direttive n. 44 e n. 68 del 1993, che sono entrate in vigore in via facoltativa il 1^ gennaio 1995 e diventeranno obbligatorie dall'inizio del 1997; si stima che le aziende interessate dalle sopracitate direttive siano centomila, per un totale di un milione e trecentomila addetti -: se risultino i motivi per cui il Consiglio di Stato non si sia ancora pronunciato sulla bozza di decreto di recepimento elaborata dal Ministero dell'industria per rendere piu' semplice e rigorosa l'interpretazione effettiva delle norme, finora lasciata al buon senso delle singole imprese; se il Ministro non ritenga opportuno che l'Italia sia, una volta tanto, la prima e non l'ultima in Europa, elaborando un testo unico che recepisca non solo le direttive comunitarie 89/392 e 91/368, ma anche le 93/44 e 93/68, in modo da rendere piu' facile e pratico il loro utilizzo da parte dei singoli fabbricanti. (4-06428)