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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06457 presentata da MARENCO FRANCESCO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19950111

Al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che: da parte di addetti del settore dell'amministrazione delle dogane, nel cui ambito opera anche la Guardia di finanza con funzioni di collaborazione, si lamenta che quest'ultima - spesso grazie a compiacenti appoggi - tenterebbe ricorrentemente di appropriarsi, anche in campo comunitario, delle funzioni di accertamento sugli illeciti fiscali emersi negli scambi internazionali, che avvengono comunque sotto l'egida delle dogane: cio' in aperto contrasto con quanto accade nei Paesi comunitari dove la Guardia di finanza e' inesistente e le dogane esercitano integralmente la propria attivita'; si fa poi notare che per dare maggiore impulso all'attivita' da esse svolta, occorrerebbe adeguare le dogane all'ordinamento vigente negli altri Paesi comunitari, dove l'attivita' doganale e' affidata completamente al personale dei ruoli organici di appartenenza, opportunamente integrati con una propria polizia di settore, dotati dei mezzi operativi richiesti dalle esigenze del servizio, eliminando lo stato di confusione e di conflittualita' permanente esistente negli spazi doganali italiani, determinato dal dualismo fra il personale delle due Amministrazioni; l'ultima relazione annuale del SECIT, inviata al Ministro interrogato, pone in rilievo come l'attuale sistema dei controlli investigativi appaia inadeguato rispetto alle esigenze effettive del servizio, in quanto esercitato con la convinzione che sia importante soprattutto privilegiare il numero dei controlli; ne consegue una limitata ed imprecisa visione collettiva dell'attivita' svolta (i cui risultati gonfiano i dati da consuntivare, a danno di un'incisiva e penetrante attivita' di controllo) alla quale devesi aggiungere la tendenza ad esaminare categorie "facili", ma di scarso peso fiscale, al fine di raggiungere prima l'obbiettivo numerico prefissato come risultato di servizio, a prescindere dalla sostanza del gettito delle evasioni; la carenza del sistema dei controlli anche negli scambi internazionali si evince dal fatto che almeno 3000 miliardi vengono annualmente sottratti allo Stato per le frodi connesse agli scambi soggetti al FEOGA ed alla stessa IVA in campo comunitario, dalle rapine e dalla scomparsa di circa 9000 TIR provenienti dall'estero - la cui perdita economica e' valutabile, per il 1993, intorno ai 6000 miliardi -, dall'enorme quantita' di droga introdotta e rispedita - lavorata - all'estero e dal riciclaggio del relativo denaro sporco, con un rilevante danno alla stessa immagine del nostro Paese; rispetto a tali problemi, i predecessori del Ministro interrogato sembrano avere sempre incentrato la propria attenzione prevalentemente sulle entrate afferenti al bilancio nazionale, trascurando il grande filone degli scambi import-export, confidando in questo campo sull'attivita' repressiva della Guardia di Finanza; e' evidente che, a causa dell'enorme quantita' di automezzi transitanti con merce ai confini, non e' possibile per le Dogane effettuare i controlli accurati sul posto, pena la paralisi del traffico: per ovviare a cio', le Dogane degli Stati piu' progrediti in materia (Inghilterra, Francia, Germania) hanno adottato una fitta rete informatica, collegata sia in campo nazionale che comunitario, che consente loro di raccogliere tanto gli elementi concernenti le frodi, quanto i mezzi all'uopo impiegati; detto sistema - che per mancanza di strutture stenta di decollare in Italia - consente in piu' di entrare facilmente in possesso delle referenze relative al grado di affidabilita' che offrono gli operatori dei singoli Stati membri, la cui conoscenza appare basilare ai fini della prevenzione e della repressione dei summenzionati illeciti: risulta percio' evidente che un'efficace azione investigativa e preventiva nell'ambito dei traffici internazionali illeciti potrebbe essere compiuta solo dalle Dogane, essendo soltanto queste ultime in possesso di tutti i documenti necessari per eseguire efficacemente tale compito; va infine considerato che per dare maggiore impulso alla lotta contro le frodi e gli illeciti fiscali, le stesse Dogane dei paesi comunitari collaborano anche con l'organo del Coordinamento nazionale, nella cui operativita' rappresentano componente essenziale circa l'attivita' investigativa sviluppata per la prevenzione e la repressione di detti traffici internazionali: esse fanno parte integrante dello stesso organo, mentre in Italia, le Dogane sono tenute fuori da esso, che viene cosi' privato dell'apporto della componente gia' qualificata in materia; la responsabilita' di tale stato di cose - che produce gravi danni al paese, specialmente dopo l'abolizione delle frontiere comunitarie dal 1^ Gennaio 1993 - va totalmente da attribuirsi - come riconosciuto dalla XXI Direzione della Comunita' durante il "Seminario Europeo delle Dogane" (Bruxelles, 17 Dicembre 1993) - a "quella parte della dirigenza del Ministero delle Finanze che continua ad avere comportamenti miopi e legati ad interessi prevalentemente settoriali" -: quali siano le valutazioni del Ministro interrogato sui problemi posti in esame e quali provvedimenti intenda adottare per risolverli. (4-06457)

 
Cronologia
domenica 1° gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    L'Italia entra a far parte del Consiglio di sicurezza dell'ONU per il biennio 1995-96.

venerdì 13 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica conferisce a Lamberto Dini, già Ministro del Tesoro nel precedente governo Berlusconi, l'incarico di formare un nuovo governo.