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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06594 presentata da ONNIS FRANCESCO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19950117

Ai Ministri della sanita' e delle risorse agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che: presso i competenti organi della Comunita' Europea dovra' riconsiderarsi, nella prospettiva di una prossima abrogazione, il divieto all'esportazione di carni suine prodotte in Sardegna; tale divieto, vigente da ben sedici anni, ed a suo tempo introdotto per scongiurare il rischio di diffusione epidemica della peste suina africana purtroppo riscontrata nell'isola, risulta oggi ingiustamente penalizzante per gli allevatori sardi, privati di vantaggiose opportunita' di mercato benche' la pericolosa malattia possa ritenersi debellata; infatti, la puntuale attuazione del piano di eradicazione della peste suina africana, e gli scrupolosi controlli eseguiti con continuita' dall'autorita' sanitaria, attestano la scomparsa di qualsivoglia focolaio virale di attitudine diffusiva; condizione indispensabile per consentire l'esportazione delle carni suine prodotte in Sardegna sara' comunque l'esito negativo del controllo sierologico da effettuare con congruo anticipo su ciascun capo anteriormente alla esportazione; benche' tali verifiche debbano eseguirsi sull'animale vivo, e nonostante l'indiscutibile, oggettiva certezza offerta dall'esame sierologico in ordine all'assenza del virus infettante, il provvedimento che dovra' essere approvato in sede comunitaria ammetterebbe all'esportazione le carni macellate ed i prodotti delle loro lavorazioni, ma lascerebbe intatto il divieto con riguardo ai suini vivi; il perdurare di queste restrizioni, sicuramente non motivabile con l'esigenza di prevenire il contagio vanificherebbe per la gran parte il beneficio che si attende dalla decisione comunitaria, in quanto gli allevatori sardi da tempo lamentano l'assenza di adeguate strutture per la macellazione e per la classificazione qualitativa delle carni, pure pretesa dalla normativa in vigore; se, come si auspica, fosse ammessa l'esportazione dei suini vivi provenienti dalla Sardegna senza sacrificare in alcun modo le ragioni della prevenzione sanitaria si favorirebbe finalmente un settore economico suscettibile di positiva espansione, evitando, in analogia a quanto gia' accade nel comparto ovi-caprino, che gli allevatori debbano sopportare i costi della macellazione -: se non intendano assumere, presso gli organi comunitari prossimamente investiti delle decisioni sul tema, le piu' opportune iniziative affinche', non limitandosi la soppressione del divieto di esportazione alle sole carni suine provenienti dalla Sardegna, sia finalmente ammessa anche l'esportazione dei suini vivi. (4-06594)

In merito all'auspicio espresso nell'atto parlamentare summenzionato, questo Ministero, pur comprendendo le giuste esigenze e le motivazioni di carattere economico-produttivo in esso recepite, non puo' far a meno di rilevare che sotto il profilo della zooprofilassi, istituzionalmente affidato all'Amministrazione sanitaria, non risultano, purtroppo, venute meno quelle peculiari condizioni di rischio infettivo che da tempo affliggono gli allevamenti suini della Sardegna e che, come ricordato nell'interrogazione, sono all'origine delle rigorose cautele in esame. Infatti, la natura ormai endemica della "peste suina africana" ha reso e rende tuttora indispensabile, a scopo profilattico, l'adozione di provvedimenti di tipo fortemente restrittivo, di recente ribaditi dalla Commissione dell'Unione Europea, che, con Decisione del Comitato Veterinario Permanente dell'11 gennaio 1995, ha vietato il traffico di suini vivi provenienti dall'isola, disponendo anche notevoli restrizioni alla distribuzione di carni suine fresche e di prodotti di carne suina dalla Sardegna verso il continente e da questo nel territorio comunitario. Cio' renderebbe inopportuna e prematura, evidentemente, qualsiasi iniziativa di questo Ministero nei confronti della Commissione europea, oggi intrapresa al fine di ottenere la revoca dei relativi provvedimenti senza risultare in grado di offrire le indispensabili garanzie sanitarie al riguardo necessarie. Il Ministro della sanita': Guzzanti.



 
Cronologia
venerdì 13 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente della Repubblica conferisce a Lamberto Dini, già Ministro del Tesoro nel precedente governo Berlusconi, l'incarico di formare un nuovo governo.

martedì 17 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Dini scioglie positivamente la riserva e forma un ministero composto esclusivamente da tecnici, con un programma definito di governo, che comprende la manovra correttiva, la riforma del sistema pensionistico, la legge elettorale per le regioni e la riforma dell'informazione. Il Governo sarà sostenuto dal PPI, dalla Lega nord, dal Patto Segni e dai Progressisti ad eccezione degli esponenti del Partito della rifondazione comunista.

lunedì 23 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente del Consiglio presenta il Governo alle Camere e ne illustra le linee programmatiche.