Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06589 presentata da TANZARELLA SERGIO (PROG.FEDER.) in data 19950117
Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che: il Senato della Repubblica, nella seduta del 2 agosto 1994, ha approvato quasi all'unanimita' la mozione n. 1-00009, che impegna formalmente il Governo ad attivare immediatamente gli strumenti necessari per il varo di una moratoria unilaterale sulla vendita delle mine anti-persona, per il blocco della loro produzione da parte di aziende italiane o operanti sul territorio italiano e, conseguentemente, per il sostegno alla retribuzione ed alla occupazione dei circa 200 dipendenti impiegati in questo settore; il Ministro degli esteri Antonio Martino davanti alla Assemblea generale delle Nazioni Unite il 29 settembre scorso, ha stabilito un termine alla moratoria italiana sul commercio delle mine anti-persona, dichiarando che essa avra' validita' fino all'entrata in vigore di un nuovo regime di esportazione delle armi convenzionali; la Camera dei deputati, nella seduta del 6 dicembre 1994, ha finalmente ratificato con il disegno di legge S. 593 la Convenzione delle Nazioni Unite del 1980 sulle armi indiscriminate, il cui Protocollo II prevede restrizioni sull'uso delle mine terrestri, anti-persona ed anticarro; l'ordine del giorno della mozione di ratifica presentata alla Camera, e approvata con 385 voti favorevoli e 2 contrari, vincola il Governo italiano a sostenere - nella attuale fase preparatoria della Conferenza di Revisione di suddetta Convenzione - la posizione del Governo svedese, gia' appoggiata da Austria, Irlanda, Messico ed Estonia, che prevede l'adozione del bando totale dell'uso, lo sviluppo, la produzione, il commercio, lo stoccaggio, il trasferimento delle mine anti-persona, come richiesto dallo stesso Segretario generale dell'ONU, dalla Croce Rossa Internazionale, dall'Unicef e dall'Alto Commissario dell'ONU per i Rifugiati, nonche' la distruzione delle scorte possedute dagli Stati aderenti alla Convenzione; il Ministro della difesa olandese, il 30 novembre 1994, ha comunicato al Parlamento nazionale la decisione del Governo di distruggere le 423.000 mine terrestri a disposizione dell'esercito olandese, per una spesa di 5 milioni di dollari; le mine anticarro seminate in decine di Paesi risultano ordigni non meno pericolosi per la popolazione civile delle mine antipersona, alle quali sono spesso associate; tra le imprese italiane impegnate nella produzione di mine terrestri sembra che almeno una, la Valsella Meccanotecnica di Brescia, stia proseguendo le attivita' di ricerca e di sviluppo in quel campo, e che, secondo informazioni di cui e' difficile verificare la fondatezza, stia attivando nuovi contratti internazionali con l'Arabia Saudita e la Cina; ai sensi dell'articolo 5 della legge n. 185 del 1990 il Presidente del Consiglio dei ministri riferisce al Parlamento con propria relazione entro il 31 marzo di ciascun anno in ordine alle operazioni di esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento autorizzate e svolte entro il 31 dicembre dell'anno precedente -: se l'Italia abbia effettivamente bloccato la produzione delle mine antipersona, e quali strumenti di verifica abbia adottato nei confronti delle aziende italiane produttrici; quale sia la posizione ufficiale della delegazione italiana che partecipa con diritto di voto alla quarta ed ultima sessione preparatoria della Conferenza di revisione della Convenzione dell'ONU, in svolgimento a Ginevra dal 9 al 20 gennaio, soprattutto in ordine al bando totale delle mine anti-persona proposto dalla Svezia; quale sia la posizione dell'Italia nei confronti della proposta di attuazione di un regime internazionale di contratti sulle esportazioni delle armi convenzionali, avanzata dagli Stati Uniti; se non ritenga inoltre che l'Italia debba sollevare la questione delle mine anticarro, del cui uso peraltro anche la Convenzione dell'ONU tenta una regolamentazione, adottando un regime di controllo sulla vendita ed esportazione di questi ordigni; quali siano state nel 1994 le nuove autorizzazioni all'esportazione concesse, le proroghe di autorizzazioni precedenti, le esportazioni effettivamente avvenute anche a fronte di autorizzazioni degli anni precedenti, le cessioni all'estero di licenze di produzione di mine terrestri, anti-persona ed anticarro, nonche' le autorizzazioni alle trattative contrattuali ai sensi dell'articolo 9 della legge n. 185 del 1990 che riguardano mine terrestri; quali siano stati dunque in tutti questi casi la data dell'autorizzazione, l'impresa autorizzata, l'oggetto dell'operazione, il valore dell'operazione, il Paese destinatario dell'esportazione; quale sia, ad oggi, la situazione delle autorizzazioni alla esportazione di mine terrestri, anti-persona ed anticarro, ancora in corso di validita'; in particolare, se si sia provveduto a sospendere la validita' delle autorizzazioni dopo la mozione del Senato del 2 agosto scorso; se si sia provveduto, coerentemente alle risoluzioni parlamentari, in particolare al testo della mozione n. 1-00009 che equipara le mine antipersona alle armi chimiche, a distruggere la dotazione di mine anti-persona delle Forze armate italiane. (4-06589)
Il Governo italiano e' sensibile agli aspetti umanitari connessi con l'uso indiscriminato delle mine ed alle conseguenze che esse provocano alle popolazioni civili e da tempo ha intensificato la propria azione al fine di ridurne gli effetti nefasti. Dal 1990 la legislazione italiana in materia di esportazione di armamenti e' divenuta tra le piu' restrittive, dando luogo ad un decremento significativo del volume complessivo delle esportazioni, ivi incluse quello delle mine. In tale spirito l'Italia, nel 1993 e nel 1994, ha votato a favore e sponsorizzato le Risoluzioni dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite concernenti la moratoria della esportazione delle mine antiuomo. Dal novembre 1993 non e' piu' stata concessa alcuna autorizzazione alle esportazioni di mine antiuomo. Il Governo, in occasione della 49ma Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel settembre 1994, ha ufficializzato una moratoria unilaterale su tutte le esportazioni, vendite o altri trasferimenti di mine antiuomo, ai sensi della Risoluzione dell'Assemblea Generale n. 48/75K. L'Italia favorisce, di concerto con i partner dell'Unione Europea ed altri Paesi occidentali, iniziative di promozione e finanziamento di operazioni di sminamento da parte delle Nazioni Unite ed altri organismi internazionali con fini umanitari. Il 20 gennaio scorso e' stato depositato presso il Segretario Generale delle Nazioni Unite lo strumento italiano di ratifica della Convenzione sulle cosiddette "armi inumane". In occasione della quarta ed ultima sessione del Gruppo di Esperti governativi, preparatoria della Conferenza di riesame di tale Convenzione svoltasi a Ginevra dal 9 al 20 gennaio scorso, la delegazione italiana ha illustrato la propria posizione concordata in seno all'Unione Europea e condivisa anche dalla Svezia che, come e' noto, e' membro dell'Unione dal 1^ gennaio 1995. Si e' cercato in particolare di mirare a soluzioni che potessero ottenere il piu' ampio consenso possibile affinche' il nuovo Protocollo II della Convenzione, che mira ad impedire un uso indiscriminato delle mine antiuomo, divenga uno strumento utile e realmente efficace sul piano internazionale. Grazie anche all'azione della delegazione italiana e' stato favorito l'orientamento di proibire le importazioni, le esportazioni ed i trasferimenti, a qualsiasi titolo, di tutte le mine il cui uso e' proibito dal Protocollo II. Quanto alla proposta avanzata dagli Stati Uniti, l'Italia auspica la conclusione di una nuova intesa internazionale che disciplini l'esportazione e la produzione di mine. Il Governo italiano intende dare il proprio attivo contributo alla predisposizione di una tale normativa dotata adeguate e credibili misure internazionali di verifica. Il Sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri: Scammacca del Murgo e dell'Agnone.