Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06677 presentata da DEVETAG FLAVIO (LEGA NORD) in data 19950118
Ai Ministri dei lavori pubblici, dell'ambiente e per le risorse agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che: piu' del 50 per cento del territorio del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi continua ad essere gestito dall'Ex Azienda di Stato per le Foreste Demaniali sebbene da oltre un anno sia stato formalmente istituito l'Ente Parco oggi operativo in tutti i suoi assetti istituzionali. In particolare mi riferisco a riserve naturali-integrali-biogenetiche, malghe, fabbricati ed altre aree significative che tra gli anni sessanta e settanta furono cedute allo Stato da comuni, Enti e privati proprio per favorirne la tutela e la valorizzazione in vista della realizzazione di un Parco Nazionale. Non e' superfluo ricordare che tali beni furono acquisiti con fondi delle leggi per la montagna e per le aree depresse e vengono ora restaurati e recuperati, dopo colpevoli latitanze ed abbandoni, grazie ai finanziamenti del Parco (fondi PRONAC, Piano Triennale etc.); la legge quadro sulle aree protette attribuisce al Ministero dell'Ambiente la prevalente competenza sulle politiche della conservazione della natura ed indica chiaramente nell'Ente Parco l'organismo preposto alla gestione di dette aree. Non a caso all'interno di questo organismo viene prevista e garantita un'articolata e qualificata rappresentanza: del Ministero dei Lavori Pubblici e Ambiente, del Ministero per il coordinamento delle risorse agricole, alimentari e forestali, delle regioni, degli Enti Locali, delle Associazioni di Protezione ambientale, degli Istituti scientifici e di Ricerca. Non si capisce in base a quali opinabili interpretazioni normative (articolo 31 III comma L. 394) o a quali competenze "superiori" si possa permettere che, su gran parte del territorio del Parco, permanga una gestione autonoma dell'ex Azienda di Stato per le Foreste Demaniali: Azienda peraltro soppressa che risponde esclusivamente ad un Ministero che non ha diretta competenza sulla gestione delle aree protette; considerati i gravi ritardi operativi, le complicanze burocratiche, le comprensibili difficolta' nello sperimentare la prima applicazione delle norme della legge quadro, viste le limitate risorse economiche a disposizione, e' necessario ed urgente dare un forte e coerente segnale di piena credibilita' e legittimita' dell'Ente Parco, valorizzando nel contempo il ruolo degli Enti locali nella tutela e gestione dei propri territori -: se intenda trasferire quanto prima le aree in oggetto alle competenze dell'Ente Parco, delegando allo stesso l'immediata gestione di quelle strutture (Pian d'Avena, Candaten, Agre ed altre) assolutamente essenziali per attivare minimi servizi operativi e di supporto al Parco. Si fa altresi' presente che qualora quanto auspicato non dovesse realizzarsi, la comunita' del Parco rassegnera' le proprie irrevocabili dimissioni come da unanime decisione assunta nell'assemblea del 21 novembre 1994. (4-06677)