Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06730 presentata da LUCCHESE FRANCESCO PAOLO (CENTRO CRISTIANO DEMOCRATICO) in data 19950123
Al Presidente del Consiglio dei ministri ed al Ministro delle poste e telecomunicazioni. - Per conoscere: quanti siano gli abbonati RAI in Sicilia, e quanto sia l'importo complessivo che si ricava dalla Sicilia per il canone RAI; se ritengano giusto che le trasmissioni - non delle televisioni private - ma della RAI, che viene mantenuta dalla collettivita', obbligata per legge a pagare il canone ed obbligata a risanare le passivita' di questo ente, siano sempre orientate a dare un quadro distorto della Sicilia, a parlare solo di mafia, come se altre zone del Paese non fossero contaminate dalla delinquenza. Non perde occasione la RAI, che dovrebbe svolgere un cauto servizio pubblico, che effettuare servizi in Sicilia, giammai per decantarne le bellezze e le cose positive, ma porre ogni contrada, ogni paese, ogni quartiere all'attenzione dei telespettatori perche' li' puo' esserci mafia. Un coinvolgimento generale, con il tentativo di demolire la Sicilia, di rappresentarla tutta come cosparsa di delinquenza e di criminalita'. Dalla trasmissione RAI non si salva niente e nessuno. Tutto cio' naturalmente crea un quadro distorto della Sicilia e danni notevoli, poiche' si diffonde in tutta Italia l'interessato messaggio che la Sicilia e' matrice di mafia ed e' impermiata di mafia e non si salva niente e nessuno. Questo e' quanto si evince dalle volgari trasmissioni che vengono artatamente portate avanti e tutto cio' da anni, se non da decenni. Non e' possibile che un servizio pubblico possa impunemente alterare la verita' e deformare la realta'; perche' questa RAI non espleti dei servizi che rilevino che in Sicilia non esiste un secondo binario e da Messina a Palermo occorrono quasi quattro ore; perche' non parli del mancato completamento dell'autostrada Palermo-Messina, mentre nelle regioni del nord vi sono gia' doppie autostrade; perche' questo "servizio pubblico" non affronta il problema della mancanza d'acqua in tutta la Sicilia per i mancati interventi finanziari, solo promessi. Perche' non dice che si e' voluta umiliare Taormina, impedendo l'apertura di un casino', che avrebbe potuto richiamare tanto turismo in tutte le stagioni. Sarebbe utile vedere, poi, quale sia stato il ruolo delle partecipazioni statali in Sicilia e quali investimenti abbiano fatto; chi si occupa del milione di disoccupati, dei tanti giovani disperati; come intenda il Governo intervenire per richiamare la RAI ad un comportamento corretto ed a un ruolo civile, che un servizio pubblico ha il dovere di svolgere. (4-06730)
Al riguardo, nel far presente che si risponde per incarico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, si ritiene opportuno premettere che non rientra fra i poteri di questo Ministero quello di sindacare l'operato della RAI per la parte riguardante il contenuto programmatico delle trasmissioni. E' noto, infatti, che la legge 14 aprile 1975, n. 103, ha sottratto la materia dei controlli sulla programmazione alla sfera di competenza dell'autorita' governativa, conferendola alla Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Tuttavia, allo scopo di poter disporre di elementi di valutazione in merito a quanto rappresentato nell'atto parlamentare in esame non si e' mancato di interessare la concessionaria RAI la quale ha precisato che nell'assemblea del 20 giugno 1994, approvando il piano editoriale proposto dal nuovo capo redattore, la redazione regionale della RAI per la Sicilia ha espresso la volonta' e l'impegno di mettere in evidenza nei servizi radiotelevisivi i numerosi e importanti elementi positivi presenti nella realta' isolana e gli sforzi compiuti quotidianamente dalle istituzioni e dai cittadini per superare le gravi e difficili situazioni ambientali senza, peraltro, trascurare le emergenze riguardanti la criminalita' organizzata. In proposito la medesima concessionaria ha comunicato che e' stata notevolmente ridotta la percentuale dei servizi di cronaca nera e giudiziaria per allargare gli spazi dedicati alle notizie ed alle inchieste riguardanti altri temi rilevanti della vita siciliana, primi fra tutti quelli dell'occupazione e del funzionamento delle strutture sanitarie, ed, invero, su 1.800 servizi mandati in onda nei notiziari regionali nel periodo compreso fra giugno e dicembre 1994, solo il 30 per cento tratta di fatti criminosi o processuali. In particolare, al fine di meglio evidenziare le risorse culturali esistenti sono state realizzate inchieste sui musei della regione, servizi sulle manifestazioni culturali e sulle tourne'es, in Sicilia di artisti di fama internazionale, mentre il settimanale della testata regionale ha dedicato varie puntate all'editoria siciliana e alla grande mostra su Federico II; durante l'estate sono state realizzate inchieste sulle spiagge, sulle riserve marine e sui parchi, valorizzando le risorse ambientali, in piu', nelle edizioni del venerdi', si svolgono collegamenti con i comuni dell'entroterra, spesso dimenticati dagli organi di informazione, ma ugualmente ricchi di problemi spinosi e di fermenti positivi. In merito, infine, alla richiesta relativa alle utenze RAI in Sicilia la ripetuta concessionaria ha informato che risultano essere n. 1.048.753, il che comporta un introito di poco inferiore ai 130 miliardi di lire. Il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni: Gambino.