Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06782 presentata da CARAZZI MARIA (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19950123
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri di grazia e giustizia e dell'interno. - Per sapere - premesso che: in data 19 gennaio 1995 sul settimanale "Sette, supplemento del Corriere della Sera e' comparsa una lunga intervista all'onorevole Pino Rauti e a Giorgio Pisano', tratta dal libro di Michele Brambilla "Interrogatorio alle destre"; in detta intervista l'onorevole Pino Rauti afferma tra l'altro che l'estrema destra ha "collaborato" con "i servizi segreti", che "l'ipotesi di golpe... ha circolato nell'estrema destra", "lo stesso sono stato coinvolto in rapporti con i militari"; in relazione alle domande: "che idea si e' fatto di Piazza Fontana?" l'onorevole Rauti risponde "i servizi" e "i servizi utilizzarono come pedine ragazzi di destra che giocavano con il tritolo, con le ipotesi di golpe"; Giorgio Pisano' alla domanda "chi ha messo le bombe?" risponde: "il Ministero degli Interni. L'Ufficio Affari Riservati del Ministero degli Interni" e "...Fu un errore. Quel giorno le bombe nelle banche furono tre, due a Milano, una a Roma, e altre due bombe vennero messe all'Altare della Patria. Scoppiarono tutte dopo le 16.30, orario di chiusura delle banche... Non si voleva uccidere. Ma chi mise quelle bombe non sapeva che quel giorno una banca, una sola banca in tutta Italia, sarebbe rimasta aperta oltre il normale orario di chiusura: la Banca Nazionale dell'Agricoltura"; alla domanda "quindi lei pensa che ci siano stati estremisti di destra che hanno collaborato con i servizi segreti?" , Pisano' risponde : "io penso di si'". Alla successiva domanda "il colpo di stato di Borghese e' una invenzione o una realta'?" l'ex esponente del MSI risponde "e' un'invenzione di Andreotti, che ha giocato sull'ingenuita' di Borghese... Si', si', lui ci casco'" -: se il Governo ritenga di poter informare il Parlamento su quel che risulta dagli archivi dei servizi segreti sugli episodi in questione e se intenda autorizzare i magistrati e la Commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi ad accedervi; se il Governo non ritenga necessario aprire una inchiesta per accertare le responsabilita' e il ruolo dell'Ufficio Affari Riservati del Ministero dell'Interno alla luce del dettagliato rapporto di Vinciguerra, oggi confermato anche dalle interviste di Rauti e Pisano', autorevoli esponenti della destra estrema. (4-06782)
Si risponde su delega della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Sulle questioni proposte, va innanzitutto osservato che, all'epoca dei fatti cui viene fatto riferimento, il Servizio per le Informazioni e la Sicurezza democratica (SISDE) non era stato ancora costituito. Peraltro, il Servizio stesso ha costantemente offerto larga disponibilita' all'Autorita' giudiziaria, come accaduto dagli anni '80 in poi in relazione alle richieste della Procura della Repubblica di Catanzaro. E' d'altra parte obiettivo del Governo, in materia di politica informativa e della sicurezza, quello di assicurare la piu' ampia collaborazione dei Servizi alla Magistratura e alle Commissioni Parlamentari d'inchiesta. Tuttavia, per tutte le notizie riguardanti i Servizi d'Informazione e di Sicurezza - coperte dal Segreto di Stato - il controllo del Parlamento e' esercitato, a norma dell'articolo 11 della legge 24 ottobre 1977, n. 801 dall'apposito Comitato Parlamentare. E' in quella sede, quindi, che l'Esecutivo e' tenuto a fornire - e lo fornira' se richiesto - ogni possibile chiarimento sull'attivita' dei Servizi stessi. L'ipotesi, avanzata dalla S.V., del coinvolgimento dell'Ufficio Affari Riservati di questo Ministero negli attentati dinamitardi avvenuti alla fine degli anni 60 e, in particolare, nella strage di Milano del 12 dicembre 1969 non trova riscontro agli atti di questo Ministero ne' risulta essere stata presa in considerazione dalla Magistratura nel corso delle indagini finora svolte. Peraltro, sulla strage presso la Banca Nazionale dell'Agricoltura di Milano e sugli altri attentati del 1969 sono oggi in corso ulteriori accertamenti condotti dal Giudice Istruttore presso il Tribunale di Milano, Dr. Salvini. Con provvedimento del 18 marzo 1995, assunto per definire parte dell'istruttoria relativa a due procedimenti penali, il Magistrato ha disposto lo stralcio "delle posizioni relative alla strage di Piazza Fontana" e di "altri gravi attentati circostanti". Cio' in relazione agli ulteriori accertamenti da compiersi su "notizie inedite, dirette e di grande rilevanza", fornite negli ultimi mesi di svolgimento dell'istruttoria da alcune persone gia' comparse in passato nei procedimenti in materia di eversione di destra. Lo stato dell'istruttoria impone al Governo di astenersi da qualunque tipo di analisi, di commento e di valutazione sui fatti oggetto delle indagini. Il Ministro dell'interno: Coronas.