Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06748 presentata da TASCONE TEODORO STEFANO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19950123
Ai Ministri della sanita' e di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: Cerrato Giuseppe, domiliato in Sala Braganza via Mantivo, 3, e' stato assistente ordinario ospedaliero di ruolo, a tempo definito, presso la Clinica Neurologica Universitaria, struttura convenzionata con la USL 4 di Parma, A direzione Universitaria e sotto la supervisione della Direzione Sanitaria della medesima USL; nel 1985 egli veniva comandato presso la USL n. 6 di Borgotaro, con l'incarico di aiuto Corresponsabile Ospedaliero di Psichiatria. In tale incarico, egli espleto' la sua attivita' in maniera positiva ed apprezzata, svolgendo, pur non avendo la qualifica apicale, le funzioni di responsabile del servizio Psichiatrico, facendo parte a tale titolo dell'ufficio di direzione; la sua attivita' fu esplicata in maniera altamente professionale, tanto che l'USL n. 6 di Borgotaro, delibero' una proroga dell'incarico. Senonche' il CORECO non approvo' la delibera, per il che, del novembre 1986, richiedeva di essere riammesso presso l'USL n. 4, in quanto la sua applicazione era stata autorizzata con assicurazione di conservazione del posto (delibera 692 del 28 marzo 1985). Cosi' dal 27 novembre 1986 l'esponente poteva riassumere servizio presso l'USL n. 4; senonche' tale suo reinserimento nella struttura non era di gradimento al Prof. Lecchi che tramite la sua segretaria, lo convocava nel suo studio, ove gli significava come il suo ritorno nella struttura non fosse gradito, sia perche' non vi era piu' posto, sia perche' non gradito ai colleghi, sia perche' la clinica aveva una equipe affiatata ed ottimale, per il che, gli proponeva di ritornare a Borgotaro o di trovare un altro posto. Il tutto, poi veniva motivato, dal fatto che, contrariamente al vero, l'esponente non aveva ben operato in Borgotaro; dopo tale discorso, l'esponente preoccupato, per quanto affermato e per il suo avvenire, sollecitava un incontro, con il signor Gonzi Guido, vice Presidente della USL n. 6. Tale incontro avvenne nei locali della provincia, ed ivi apprese che i detti dottor Mangia e Lecchi, si erano recati da lui, a Borgotaro, e alla presenza del Prof. Manfredi, primario di chirurgia e dottor Ettore Metra, lo avevano inviato a convincersi a tornare a Borgotaro, come semplice assistente, cosi' come aveva richiesto; il dottor Gonzi rifiuto' di accettare la richiesta, in quanto la sua coscienza gli impediva di peronare una richiesta, che penalizzava l'espontente che aveva esplicato con competenza ed attaccamento al lavoro esplicando ia funzione, pur non avendo la qualifica di responsabile al servizio psichiatrico e facente parte a tale titolo dell'ufficio di direzione, ed espresse la sua meraviglia, che l'esponente, avesse fatto loro intendere di essere favorevole alla soluzione da loro prospettata cioe' di tornare a Borgotaro, senza il riconoscimento legale della funzione apicale esplicata nel periodo di applicazione; tale situazione di ostilita' nei confronti del dottor Cerrato indussero, per far decantare la situazione e per meglio comprendere le ragioni dell'indicato comportamento, dopo aver rifiutato di mettersi in malattia, utilizzo' tutte le ferie di cui non aveva usufruito; nel periodo, non riuscendo a venire a capo della situazione creatasi con suo grave danno, fu preso da una depressione nervosa, per cui usufrui' di un periodo di malattia; in tale periodo fu contattato dal signor Guido Simonetti, impiegato dell'Ospedale, il quale a nome del Prof. Lecchi e del dottor Carbone, gli propose un prepensionamento riscattando gli anni di Universita', tale proposta, rifiutata fu fatta alla presenza della signora Bernazzoli Adele sua segretaria, malgrado il suo rifiuto, da parte dei rappresentanti dell'Ente, si insistette nella proposta, che gli fu riproposta dal Prof. Mario Parena, che ebbe a consigliargli di accettare il prepensionamento, riferendogli che era malvisto e che in tal modo avrebbe favorito l'inserimento del dottor Scoditti. Ancora una volta il dottor Cerrato rifiuto' e continuo' a richiedere congedi ed aspettative, sperando che cessasse nei suoi confronti l'atteggiamento di ostilita' interessata, se si fossero create situazioni che avessero consentito una soluzione del problema, causa dell'illecito comportamento della struttura. Tale assenza duro' fino al marzo 1990, ed in tale periodo tramite il dottor Giovanni, con false affermazioni o insinuazioni si cercava di creare presupposti al lui sfavorevoli; pochi giorni prima della scadenza del congedo, il dottor Cerrato si reco' dal dottor Deludati, vice direttore sanitario, per conoscere la sua utilizzazione alla ripresa dei servizio. Questi dopo una serie di telefonate, gli disse, che doveva essere sottoposto a visita collegiale per l'accertamento delle sue facolta' mentali in ordine alle mansioni di istituto, e solo se avesse superato tale visita avrebbe potuto riprendere servizio, altrimenti, sarebbe stato dichiarato idoneo al lavoro. Innanzi a tale atteggiamento, il dottor Cerrato pretese un documento scritto che gli fu rilasciato solo dopo una accesa discussione, con la quale si dimostrava la pretestuosita' della visita collegiale ed il suo contenuto altalmente offensivo; il documento con il quale fu disposta la visita collegiale appare nella sua sostanza come atto persecutorio, in quanto giustificato dall'assenza, con una diagnosi "di depressione reattiva" (del tutto ingiustificata dal comportamento dei preposti alla struttura) e che, superata non poteva in alcun modo pregiudicare la sua idoneita' all'espletamento delle mansioni di istituto; la conferma della natura persecutoria e finalizzata della perizia collegiale, trova conferma sia nell'esito della perizia, che lo dichiaro' idoneo incondizionatamente al servizio di istituto; ma la conferma ulteriore della finalita' vessatoria ed abusiva della disposta perizia, e' illuminata da quanto accaduto, in ordine ad un suo licenziamento e successiva riassunzione, delibere fatte nello spazio di 15 giorni, e basate su fatti falsi, e che, erano la manifestazione della volonta' di disfarsi della presenza dell'esponente; superata la visita collegiale, alla quale veniva costretto, l'esponente ebbe a richiedere il rientro in servizio senza ulteriori indagini, non potendo ulteriormente procastinare la sua attivita' di istituto. Gli veniva allora affidato il compito della refertazione e/o dell'esecuzione di elettroencefalogrammi (EEG) ed elettromiografie (EMG); cio' destava lo sdegno dell'esponente e la vibrata protesta dell'ANAAO di Parma, associazione che nella persona del suo Segretario provinciale dottor Alessandro Megha, prendeva posizione in difesa della persona e della professionalita' dell'esponente, messe in discussione dall'affidamento di sifatte incombenze, del tutto non confacenti anzi estranee, alla qualifica ricoperta; l'illegittimo provvedimento veniva dunque revocato e sostituito da altro, con il quale veniva affidata al dottor Cerrato la consulenza specialistica intramulare (OORR Pronto Soccorso, Rasori, Stuard, Istituto Santi, Ospedale di Colorno); il tribolatissimo caso pareva alla fine e dunque risolto; non fu purtroppo cosi'. Perche' l'esponente veniva assurdamente ed iniquamente negato, pur dopo la conclamata e constatata sua piena idoneita', pur non essendo aperto contro di lui alcun fascicolo disciplinare: 1) di effettuare le guardie (cui sino a pochi mesi or sono erano ammessi anche i semplici frequentatori e cui sono ammessi tutti gli strutturati); 2) lo studio, l'aggiornamento professionale e la partecipazione alla didattica; 3) qualsiasi attivita' assistenziale anche agli allettati; 4) di poter svolgere l'attivita' libero-professionale nell'ambito dei servizi presidi e strutture dell'USL; 5) di partecipare al servizio di Poliambulatorio interno; 6) e all'equipe addetta agli espianti. non solo, anche l'attivita' che appariva essergli stata affidata, egli doveva svolgere continuamente ostacolato, impedito, fatto oggetto dei piu' maliziosi ostruzionismi e, soprattutto, privo di qualsiasi supporto e nel piu' incredibile umiliante e degradante dei modi; l'interrogante era l'unico medico a non avere la disponibilita' di una stanza, non diciamo esclusiva, anche fosse in comune con altri colleghi, cosa non negata neppure al personale volontario (i cosidetti frequentatori) e neppure allo stesso, nel periodo precedente al suo comando a Borgotaro (per quei 10 anni circa egli aveva sempre usufruito, giustamente, di una propria stanza), non un lettino ove scrivere, studiare, non un telefono per mezzo del quale corrispondere con sanitari o ammalati non privati, erano invece a sua completa disposizione (non riscaldati, pur soffrendo egli di bronchite) i corridoi, l'atrio con qualche sedia, o, meglio di tutto, quando assente il commesso-portinaio la gabbiola di questi, all'ingresso della clinica, tra il dileggio dei colleghi e con sua somma mortificazione; per ovviare a tale situazione, il sottoscritto proponeva ricorso al TAR. Nella tendenza del giudizio, a conferma dell'annosita' e spirito di persecuzione il sottoscritto, veniva escluso da ogni attivita' di consulenza, senza alcuna motivazione e con intento persecutorio ed ingiustificatamente punitivo; il TAR, con sua sentenza senza alcuna istruttoria, che e' nell'evidenza necessaria ai fine di stabilire la verita' dei fatti, e al fine persecutorio di ogni comportamento della struttura, mentre rigettava il ricorso, senza alcuna motivazione in ordine ai fatti lamentati nei ricorso, accoglieva il ricorso n. 148/91 e dichiarava illegittimo e viziato da eccesso di potere e carenza di motivazione, facendosi ordine alla USL n. 4 nonche' all'Universita' degli studi di Parma e al Direttore della clinica neurologica dell'Universita' di Parma, di attuare l'ordine mediante riconoscimento all'esponente del diritto all'attivita' di consulenza; mentre l'interrogante impugnava davanti al Consiglio di Stato la decisione per la parte non accolta, la struttura, apparentemente, riconosceva al sottoscritto il diritto all'attivita' di consulenza; questo, come detto, apparentemente in quanto egli veniva collocato in un locale, o come e' stato constatato di ispezione giudiziaria, che non ha il minimo dei requisiti che siano consoni all'attivita' da svolgere (trattasi di un locale non riscaldato, senza luce, con umidita' tale da pregiudicare la salute dell'esponente) mentre tutti gli altri medici hanno locali idonei; a parte questo e' da evidenziarsi, che egli non puo' valersi di personale segretario che riceve le chiamate per le visite da effettuare o provenienti da colleghi che richiedono la sua consulenza e ne faccia la dovuta istruttoria, che possa comunicare se queste siano urgenti o meno, se e' solo richiesto il parere verbale, senza necessita' di uscire dalla clinica; le telefonate sono ricevute ad altro piano, dalla Caposala o da infermiere che si limita ad inidicare la provenienza su una agenda; a causa di tale situazione l'esponente ha proposto denunzie penali che pendono innanzi al PM della Pretura e del Tribunale di Parma -: se non ritengano di effettuare una ispezione di verifica presso la Clinica Neurologica Universitaria, convenzionata con la USL 4 di Parma per l'accertamento di quanto comunicato e per i provvedimenti relativi. (4-06748)