Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00714 presentata da GRITTA GRAINER ANGELA MARIA MARTA (PROG.FEDER.) in data 19950124
Ai Ministri del lavoro e previdenza sociale e dell'industria, commercio ed artigianato. - Per sapere - premesso che: in data 11 novembre 1994, la scrivente aveva inoltrato una interrogazione al Presidente del Consiglio in merito alla situazione di crisi della comunita' di Recoaro Terme; tale interrogazione e' rimasta senza alcuna risposta; la fabbrica di imbottigliamento di Recoaro Spa e' stata fino al 1986 una azienda a partecipazione statale (ex EAGAT, poi EFIM); nel 1986 lo stabilimento e' stato liquidato alla societa' italiana Italfin 80 di Ciarrapico, sembra, per soli 27,5 miliardi di lire, rispetto alla stima di 47 miliardi; tale gestione si e' protratta fino al 1992 anno in cui lo stabilimento e' stato venduto al gruppo GARMA; il 10 febbraio 1993, e' stato siglato un accordo con le forze sociali tendente alla ristrutturazione e al rilancio produttivo di un'azienda che presentava non pochi problemi, ma anche potenzialita'; le note tragiche vicende che hanno coinvolto il gruppo Ferruzzi hanno provocato un ulteriore passaggio di proprieta': la San Pellegrino Spa (che detiene gia' 11 marchi nel settore) acquisisce la Recoaro; l'accordo siglato il 10 febbraio 1993, viene attuato in molte parti; infatti attualmente gli occupati sono 330 (erano 435 alla firma dell'accordo). Per 67 lavoratori c'e' stato l'utilizzo della mobilita' di cui all'articolo 24 della legge n. 223 del 1991; l'esodo volontario ha riguardato 25 lavoratori; 3 impiegati hanno accettato il trasferimento presso le sedi di Milano; per 24 impiegati e' in vigore, fino al 19 aprile 1995, un contratto di solidarieta'; l'attuale direzione aziendale nella persona del suo amministratore delegato dottor Luini ha manifestato chiaramente la decisione di trasferire altrove i prestigiosi marchi della Recoaro e la produzione del gingerino e dell'acqua brillante con la conseguenza che 200/250 lavoratori rischiano il posto di lavoro; in modo davvero singolare (con una lettera al Presidente della giunta regionale del Veneto e con un'intervista al Giornale di Vicenza) il dottor Luini ha annunciato verso la meta' del dicembre scorso la volonta' di mettere in liquidazione lo Stabilimento di Recoaro e in mobilita' tutto il personale; da mesi tutta Recoaro e' impegnata, con tenacia e determinazione, per difendere il lavoro, la dignita', il futuro di un'intera comunita'; Recoaro presenta straordinarie risorse: la sua gente, l'acqua e l'ambiente naturale. Sorge ai piedi delle piccole Dolomiti in un punto in cui la valle dell'Agno si restringe fino a formare una conca delimitata all'intorno da colline e montagne. Una conca che e' stata detta di smeraldo, per rara varieta', bellezza e suggestione; una realta' che non e' stata fino a qui valorizzata e che necessita di uno sforzo inedito che sappia affrontare i punti di crisi piu' acuta guardando alle risorse, alle potenzialita' con l'obiettivo di costruire un progetto di sviluppo per Recoaro e insieme dell'intera valle dell'Agno. Oltre allo stabilimento infatti esiste il problema del compendio termale (una delle 13 aziende EFIM, ex EAGAT) il cui rilancio esige la cessione della proprieta' alle amministrazioni locali, perche' la Spa che la gestisce abbia certezza di riferimento: diversamente e' a rischio l'apertura della stagione 1995; proprio per contribuire a questo progetto il 16 dicembre 1994, si e' realizzata in loco una missione della X Commissione; la delegazione (coordinata dal Presidente della Commissione Attivita' Produttive onorevole Rubino) ha accertato la gravita' di una situazione che coinvolge non solo le lavoratrici e i lavoratori interessati ma l'intera Alta Valle dell'Agno; ha assunto l'impegno di operare insieme ai Ministri competenti per interventi tempestivi ed efficaci; una lettera del signor Ciarrapico (la cui attivita' e' oggetto di indagini della Magistratura) inviata al Sindaco della citta' nelle settimane scorse proclama l'onesta' del suo acquisto, della sua gestione e l'attivo dei bilanci di quegli anni; la crisi dello stabilimento si e' in queste settimane aggravata a causa di un irrigidimento ulteriore della direzione del gruppo San Pellegrino: si apprende che l'azienda sta, di fatto, boicottando la produzione facendo mancare in modo alternato questo o quel pezzo del prodotto (i tappi o le etichette, ecc.), rallentando i rifornimenti di acqua e bibite Recoaro negli esercizi pubblici: un atteggiamento di inaudita gravita' ed irresponsabilita'; l'interrogante, anche in occasione dell'audizione EFIM in X Commissione, aveva chiesto la documentazione relativa ai passaggi di proprieta' a partire dalla vendita a Ciarrapico -: se non intendano verificare le modalita' e le condizioni della vendita dall'EFIM a Ciarrapico nel 1986, anche prevedendo una indagine che renda pubblici tutti gli atti, documenti e che accerti le eventuali responsabilita'; se non intendano intervenire con determinazione, attivando un "tavolo" tra tutte le parti per impedire che i marchi e la produzione della Recoaro vengano spostati altrove con grave danno alla comunita' intera oltre che ai lavoratori dello stabilimento e alle loro famiglie; se non intendano, tenuto conto che il gruppo San Pellegrino (per il 49 per cento a partecipazione Nestle') si e' gia' profilato come un monopolio nel settore, chiedere l'intervento dell'Antitrust; se non intendano intervenire per conoscere la realta' dei bilanci aziendali relativi ai diversi anni delle diverse gestioni compresa quella attuale: tutto cio' al fine di definire un piano di rilancio produttivo che, facendo leva sulla qualita' delle acque e sulle ristrutturazioni fatte di recente, comporti i minori costi possibili per l'azienda, per i lavoratori, per la comunita' di Recoaro; se non intendano accelerare l'iter legislativo finalizzato alla cessione della proprieta' degli stabilimenti termali ex EAGAT agli EELL, condizione per il rilancio complessivo delle realta' interessate; o, in via subordinata, emanare un provvedimento transitorio che consenta comunque il regolare avvio della stagione turistico-termale 1995; se il Governo non intenda impegnarsi, sulla base anche degli orientamenti della X Commissione, a fare in modo, finalmente, "che la gente di Recoaro, donne e uomini, che dai benefi'ci delle acque scoperte in paese furono fin dall'inizio (1689 ndr) esclusi del tutto, o al massimo sfiorati appena" (come scrive Giorgio Trivelli nella storia del territorio e delle genti di Recoaro - edizione Istituto Geografico De Agostini) possano da oggi essere protagonisti dello sviluppo della loro comunita'. (5-00714)