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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06854 presentata da SCOZZARI GIUSEPPE (PROG.FEDER.) in data 19950125

Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso: che il comune di Agrigento ha affidato all'impresa ICOM mediante licitazione privata i lavori relativi al primo lotto della strada di collegamento tra la frazione di Fontanelle e il comune di Raffadali; che ai sensi dell'articolo 36, lettera f), e successive integrazioni: articolo 9 del D.L. n. 406 del 1991, articolo 77, comma 7, legge regionale n. 10 del 1993 e articolo 5 legge regionale n. 19 del 1994, la suddetta ditta aveva diritto in presenza di requisiti all'affidamento in via diretta del suddetto secondo lotto; che pervenuto al comune il decreto di finanziamento del suddetto secondo lotto in data 12 ottobre 1994, la suddetta ICOM chiedeva al comune l'affidamento dei suddetti lavori che la direzione dei lavori in data 28 novembre 1994 certificava la presenza dei requisiti di legge per l'affidamento alla ICOM dei suddetti lavori; che cio' malgrado nessun provvedimento veniva assunto e la suddetta impresa ICOM con nota in data 19 novembre 1994 e con un successivo atto di messa in mora in data 20 dicembre 1994 notificato quest'ultimo oltre che al sindaco anche ai capigruppo consiliari, chiedeva l'adozione dei provvedimenti di legge; che ai sensi del suddetto articolo 36 della legge regionale n. 21 del 1985, attribuiva le competenze in merito all'affidamento al consiglio comunale prevedendo altresi' che il medesimo consiglio dovesse comunque motivare il mancato affidamento; che ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale n. 21 del 1995, il provvedimento relativo alla richiesta di affidamento alla ICOM doveva essere assunto comunque entro il 31 dicembre 1994, in quanto entro quella data veniva meno la previsione di detta norma, di natura temporanea; che con dichiarazioni rese in consiglio comunale, prima, in data 20 dicembre 1994 e successivamente reiterate numerose volte sugli organi di stampa, il sindaco di Agrigento dichiarava la propria volonta' immotivata o motivata con dichiarazione di principio che non trovavano rispondenza negli obblighi di legge di non procedere all'affidamento in questione ne' di consentire al consiglio comunale di deliberare in merito; che il suddetto sindaco ai sensi delle norme citate non aveva invece alcun potere decisionale ne' discrezionale, avendo unicamente il dovere di istruire gli atti relativi e trasmetterli, per la decisione entro il 31 dicembre 1994 in consiglio comunale; che successivamente a tali dichiarazioni rese dal sindaco in data 20 dicembre 1994 e al coevo atto di messa in mora il consigliere comunale Arnone ispezionando gli atti relativi alla suddetta pratica apprendeva che tale pratica malgrado i solleciti dell'ICOM non era in carico a nessun funzionario e che tra gli atti relativi alla stessa vi era uno scheda di deliberazione di affidamento puntualmente redatto, privo di firma e del quale non si riusciva ad individuare l'estensore; che in data 23 dicembre 1994 veniva notificato ai consiglieri comunali l'ordine del giorno dell'ultima seduta consiliare prevista per i giorni 27 e successivi e che la stessa non prevedeva il punto relativo all'affidamento o al diniego di affidamento dell'appalto in questione; che i consiglieri comunali Arnone, Di Bella, Marchetta, Lombardo F. con due distinte note facevano presente la situazione della suddetta pratica amministrativa al presidente del Consiglio, ricordavano l'atto di messa in mora, e chiedevano l'integrazione dell'ordine del giorno al fine di trattare anche il punto in questione; che a seguito di tale richiesta il presidente del consiglio comunale integrava l'ordine del giorno e chiedeva al sindaco di predisporre il relativo atto deliberativo di risposta alla richiesta della ICOM, di affidamento o di diniego di affidamento, in relazione alla istruzione degli uffici; che a seguito di tale richiesta i consiglieri firmatari venivano aggrediti e insolentiti sugli organi di stampa dal sindaco che li presentava come patrocinatori di operazioni torbide ed illegali; che a seguito dell'inserimento del punto all'ordine del giorno gli uffici non prevedevano alla rituale proposizione della deliberazione, ma, semplicemente, durante la seduta di giorno 28 dicembre 1994 del consiglio comunale che avrebbe dovuto trattare tale punto dell'affidamento di detti lavori l'ingegnere Capo pro tempore, ingegnere Bonadonna, coadiuvato da uno degli esperti del sindaco redigeva una breve relazione con la quale si argomentava il diniego di affidamento; che tale diniego veniva motivato con cinque argomentazioni, alcune delle quali false, altre pretestuose, altre ancora inconsistenti: in particolare, si sosteneva: a) che mancavano le aree disponibili all'impianto dei lavori, in quanto gli espropri erano stati notificati, una delle ditte espropriate aveva fatto opposizione, tale opposizione era stata respinta con la delibera di giunta del 14 dicembre 1994, ma detta deliberazione non era esecutiva in quanto non era stata pubblicata all'albo pretorio (??); b) che la delibera di presa d'atto del nuovo quadro economico approvata dalla giunta il 14 dicembre 1994 non era esecutiva in quanto non era stata pubblicata all'albo pretorio (??); c) che mancava il nulla osta da parte dell'Anas di Palermo, trascurando il fatto che tale nulla osta era relativo al primo lotto, era stato regolarmente concesso come attestato con delibera di G.M. 25 giugno 1994, n. 372, e con nota a firma del sindaco di Agrigento in data 24 giugno 1994 inviata all'assessore regionale ai lavori pubblici; d) che non erano state eseguite le prove geognostiche e le prove geotecniche dell'area di impianto della struttura, dimenticando che dette prove erano state regolarmente eseguite prima dell'affidamento dei lavori del primo lotto; e) che ai sensi dell'articolo 150 della legge regionale n. 25 del 1993 bisognava chiedere l'autorizzazione all'assessorato regionale ai lavori pubblici, trascurando il fatto che tale autorizzazione era stata abrogata dall'articolo 8 della legge regionale n. 19 del 1994, come peraltro specificato dalla nota a firma dell'assessore regionale accompagnatoria del decreto di finanziamento della medesima, datato 4 ottobre 1994; che in data 29 dicembre 1994 il consiglio comunale dibatteva questo tema, il sindaco illustrava le argomentazioni sovraesposte, lanciava all'impresa la indebita minaccia di mandare alla procura della Repubblica i documenti relativi al primo lotto, e insinuava che i consiglieri che con documenti alla mano dimostravano l'inconsistenza delle suddette argomentazioni erano promotori di operazioni illecite e di interessi particolari; che poche ore dopo la suddetta seduta che aveva evidenziato la gravita' del comportamento del sindaco che voleva impedire che i consiglio trattasse l'argomento e la inconsistenza delle argomentazioni sovraevidenziate proposte dall'ingegnere Capo veniva inviata alla ditta ICOM una nota a firma del vice sindaco con la quale si faceva presente che l'ufficio stava predisponendo gli atti propedeutici all'affidamento e si evidenziava che mancavano non piu' i cinque punti evidenziati dall'ingegnere Capo, ma solo tre di essi, i punti a) (disponibilita' dei suoli) c) (nulla osta Anas), e) (autorizzazione assessorato regionale); che per quanto sopra evidenziato tutta questa vicenda e' caratterizzata da gravi irregolarita' amministrative, violazioni di legge, prevaricazioni del sindaco sul consiglio, irrituale e anomalo funzionamento dell'ufficio tecnico, situazioni queste che unitamente ad altre note al prefetto di Agrigento, potrebbero motivare provvedimenti nei confronti del sindaco e di responsabili di uffici comunali -: se corrisponda a verita' la vicenda sopra esposta, ed in tal caso quali provvedimenti intende assumere; se non ritenga di trasmettere gli atti della vicenda sopra esposta all'assessore regionale agli enti locali della Sicilia, per i provvedimenti di sua competenza. (4-06854)

 
Cronologia
martedì 24 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    Alla Camera si svolge la discussione sulle comunicazioni del Governo. La mozione di fiducia presentata da Andreatta (PPI), Berlinguer (Progressisti-Federativo), Masi (I democratici), Petrini (Misto), Bogi (I democratici), Ugolini (I democratici), Caveri (Misto), Brugger (Misto) è approvata con 302 voti favorevoli, 39 contrari e 270 astenuti.

sabato 28 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Dopo che il 17° Congresso del MSI ha decretato lo scioglimento del partito, si svolge a Fiuggi il 1° Congresso di Alleanza Nazionale. Gianfranco Fini è eletto presidente.