Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06961 presentata da CORLEONE FRANCESCO (PROG.FEDER.) in data 19950131
Al Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che: a partire dal 1^ gennaio 1995 e' entrata in vigore una normativa dell'Unione europea inerente le dimensioni del pesce pescabile nei mari dei paesi facenti parte dell'Unione; questa normativa prevede che le dimensioni minime del pescato siano identiche in tutti i mari, senza tenere in considerazione le differenze esistenti tra mari come (solo per fare riferimento al nostro paese) il Tirreno, dove la profondita' raggiunge anche i 3.500 metri, e l'Adriatico, dove non si superano i 90 metri, con conseguente differenziazione delle dimensioni medie delle specie pescabili; il merluzzo pescato solitamente nell'Adriatico ha una taglia che varia tra gli 8 e i 14 centimentri, pur avendo raggiunto l'eta' adulta, mentre la normativa europea prevede che il merluzzo pescato non possa essere di taglia inferiore ai 20 centrimetri, misura abituale del pesce dei mari del nord Europa, ma atipica nell'Adriatico; solo il 20 per cento di quanto viene pescato in Adriatico risponde alle caratteristiche richieste dalla normativa europea; in una sola settimana di rigida applicazione della norma da parte delle Capitanerie di Porto abruzzesi si sono registrati gravi disagi per i pescatori che hanno visto calare vertiginosamente le quantita' di pescato commerciabile; dalle associazioni di categoria sono partite richieste di revisione della normativa, inserendo una deroga per il mare Adriatico; durante la scorsa settimana si sono svolti a Bruxelles incontri tra il Direttore Generale della Pesca, Dottor Ambrosio, e le autorita' europee-: se il Governo intenda compiere passi ufficiali nei confronti dell'Unione europea per ottenere una deroga ad hoc per il mare Adriatico; quali risposte abbia ricevuto il Direttore Generale della Pesca a Bruxelles. (4-06961)
Il problema della applicazione del regolamento CEE n. 1626/94 sulla attivita' di pesca nel Mediterraneo e' stato oggetto di una riunione a Bruxelles, alla quale ha partecipato il Commissario UE alla pesca, onorevole Emma Bonino. In tale occasione e' stata constatata grande sensibilita' e disponibilita' da parte della Commissione per trovare, d'intesa con i rappresentanti di questa Amministrazione, soluzioni a breve e medio termine ai problemi causati alla pesca dall'entrata in vigore del suddetto regolamento. E' stato, inoltre, richiesto di attuare modifiche alle disposizioni comunitarie in modo che queste possano adattarsi in generale alle peculiarita' della pesca mediterranea e, in particolare, alle esigenze della pesca in zona adriatica. Al riguardo, il Ministero intende predisporre al piu' presto l'opportuna organizzazione per una visita di esperti comunitari del settore affinche' possa essere constatata, anche attraverso la partecipazione diretta ad apposite battute di pesca, la veridicita' delle tesi sostenute da questa Amministrazione. Nel frattempo, va tenuta in considerazione la circolare 8 febbraio 1995 con la quale si e' chiarito che i pescatori potranno immettere sul mercato anche prodotti ittici di taglia inferiore a quella stabilita dalla normativa nazionale (e, in particolare, dal decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 1968, n. 1639, che costituisce il regolamento per l'esecuzione della legge 14 luglio 1965 n. 963 sulla disciplina della pesca marittima) purche' questi, nel pescato totale, siano presenti in percentuale non superiore al 10 per cento. Questa Amministrazione ritiene che con l'osservanza di tali disposizioni i pescatori potranno riprendere la propria attivita' in un clima di serenita' e di certezza di prospettive. Il Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali: Luchetti.