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Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06896 presentata da PECORARO SCANIO ALFONSO (PROG.FEDER.) in data 19950131

Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle poste e telecomunicazioni. - Per sapere - premesso che: l'Assemblea di redazione della Rai di Napoli ha unanimemente denunciato "lo stravolgimento del piano editoriale presentato dal direttore Paolo Vigorelli nonche' il ridimensionamento della redazione napoletana"; effettivamente nell'ultimo anno il numero di addetti al centro Rai di Napoli si e' ridotto da 700 a 405 depauperando in particolare le competenze tecniche e si prevedono ulteriori riduzioni; il direttore Vigorelli prevede la soppressione delle 4 rubriche a carattere nazionale prodotte dalla Rai di Napoli nonche' l'edizione del TG della mattina trasmesso da Napoli proponendo un TG Italia a direzione centralizzata a Roma con collegamenti da Napoli e Milano; tali scelte contraddicono le tanto proclamate volonta' federaliste e di maggior decentramento e risultano in controtendenza rispetto al dibattito che veda Napoli addirittura sede di un polo televisivo nazionale; pur nel rispetto che il Governo deve all'autonomia della Rai e' impensabile assistere passivamente allo smantellamento progressivo di un centro di produzione di proprieta' pubblica e di grande valore -: quali iniziative il Governo intenda promuovere per evitare il ridimensionamento della redazione e del centro di produzione napoletani favorendone invece il rilancio. (4-06896)

Al riguardo si ritiene opportuno, anzitutto, precisare che non rientra fra i poteri del Governo quello di sindacare l'operato della RAI per la parte riguardante la gestione aziendale. Allo scopo di disporre di elementi di valutazione in merito a quanto rappresentato dalla S.V. onorevole, non si e' mancato, tuttavia, di interessare la predetta concessionaria la quale ha comunicato che il ruolo della redazione regionale di Napoli risulta potenziato dalle proposte contenute nel piano editoriale presentato dal Direttore della TGR; infatti, oltre alla conferma delle rubriche nazionali fino ad ora realizzate dalla redazione, e' previsto un ulteriore impegno con l'avvio del "TG Italia" nel prossimo autunno. In proposito la concessionaria ha dichiarato che questo nuovo telegiornale, nell'ottica del decentramento ideativo e produttivo, vedra' le redazioni di Milano e di Napoli impegnate rispettivamente come capofila per il Centro-Nord e per il Centro-Sud. Sempre nell'ambito dell'informazione giornalistica, la medesima societa' concessionaria ha riferito che il progetto di Televideo regionale, gia' approvato dal Consiglio di amministrazione, vedra' la sua prima attuazione proprio in Campania, dopo la sperimentazione svolta nel Piemonte e nel Lazio, mentre ha confermato che l'edizione delle ore 11 del TG1 viene regolarmente messa in onda dalla redazione di Napoli. La RAI ha dichiarato, inoltre, che in una prospettiva piu' ampia, come e' stato confermato dal Presidente e dal Direttore Generale in occasione del recente incontro con gli Amministratori locali, al centro di produzione di Napoli viene affidato il ruolo di "ponte di collegamento" con le realta' del Mezzogiorno, mentre e' in fase di definizione il contratto per la realizzazione della prima soap-opera italiana. Alcuni ritardi effettivamente avvenuti nell'assegnazione dei lavori per la stagione 1994-1995 - ritardi che, peraltro, non riguardano soltanto il centro di Napoli - sono stati causati, ha precisato la concessionaria, dalla ridefinizione delle linee editoriali e quindi dei programmi da produrre, in seguito alla nomina dei nuovi direttori delle reti televisive. In merito, infine, all'organico del personale impiegato a Napoli nelle strutture della RAI, quest'ultima ha precisato che il numero dei dipendenti il 31 dicembre 1994 era di 562 unita', rispetto alle 604 del 31 dicembre 1993, facendo presente che tale flessione e' in linea con la riduzione operata nell'organico complessivo dell'azienda, che ha visto nello stesso periodo un decremento di oltre il 7 per cento. Il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni: Gambino.



 
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