Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06905 presentata da GERARDINI FRANCO (PROG.FEDER.) in data 19950131
Ai Ministri dell'ambiente, e dei trasporti e navigazione. - Per sapere - premesso che: la legge 979 del 1982 recante disposizioni sulla difesa del mare ha stanziato notevoli risorse finalizzate alla tutela dell'ambiente marino; i Ministri succedutisi nel tempo non hanno mai provveduto alla formazione del piano generale di difesa del mare e delle coste dall'inquinamento e di tutela dell'ambiente marino, cosi' come disposto al titolo 1^, articolo 4, della legge n. 979/82; non e' stata mai organizzata la "Rete di osservazione della qualita' dell'ambiente marino" prevista dal titolo 2^, articoli 2 e 3, della legge n. 979/82, in collaborazione con ULS, istituti di ricerca e universita', attraverso controlli dell'ambiente marino con rilevamento dei dati oceanografici, chimici, biologici, microbiologici e quanto altro necessario per la lotta contro l'inquinamento di qualsiasi genere e per la gestione delle fasce costiere nonche' per la tutela, anche dal punto di vista ecologico, delle risorse marine; il mancato controllo sulla qualita' e sull'inquinamento dell'ambiente marino ha fatto venire meno quell'azione preventiva che avrebbe potuto evitare il diffondersi di epidemie attraverso la contaminazione dei prodotti ittici; ingenti risorse stanziate dalla legge 979/82 sono state altresi' impiegate per finalita' discutibili alcune delle quali al centro di indagini della magistratura (vedesi lavori di realizzazione di edifici per uffici marittimi lungo la costa adriatica); al trasferimento dell'Ispettorato centrale per la difesa del mare dal Ministero dei trasporti, al Ministero dell'ambiente, avvenuto con decreto del 28 aprile 1994, non e' a tutt'oggi conseguita una definizione di compiti e programmi, cosa che ha compromesso le funzioni di questo istituto soprattutto per quanto riguarda il soccorso e la salvaguardia dell'ambiente marino in caso di incidenti e gravi fenomeni di inquinamento; alcune importanti funzioni della difesa del mare sono state inopinatamente mantenute dal Ministero dei trasporti, come i centri operativi periferici ed il servizio informatico Sidimar -: a quanto ammontino le residue disponibilita' della legge 979/82 che dovevano essere spese entro il 31 dicembre 1994; quali siano gli eventuali programmi di utilizzo delle somme disponibili; quali iniziative si intendano assumere per dare funzionalita' ai servizi per la difesa del mare e per evitare la dispersione dei finanziamenti a disposizione; quali ostacoli abbiano impedito la realizzazione, con i fondi stanziati dalla legge suindicata, della rete di controllo sull'inquinamento marino prevista dalla legge stessa a tutela della salute del mare. (4-06905)
In risposta all'interrogazione parlamentare in oggetto si riferisce che le disponibilita' finanziarie dell'Ispettorato Centrale per la Difesa del Mare non erano utilizzabili fino all'accertamento reso con decreto 28 aprile 1994, pubblicato sulla G.U. 27 agosto 1994 n. 200. Peraltro, la spesa di tale disponibilita' e' rimasta condizionata dalla mancata risposta al rilievo formulato dall'Organo di controllo sul programma dell'Ispettorato per il 1993 (regolarmente approvato dal Ministro protempore della Marina Mercantile sentito il Consiglio di amministrazione) e dalla mancata approvazione del programma per il 1994, essenziale in quanto il servizio trasferito successivamente all'approvazione del Programma Triennale per la Tutela Ambientale per il 1994-96 non risulta compreso nel medesimo. Per quanto riguarda l'utilizzo dei fondi disponibili si esprime l'esigenza non solo di collocare l'Ispettorato Centrale per la Difesa del Mare nel quadro disegnato dal P.T.T.A. 1994-96, ma altresi' di chiarire la normativa vigente sulla difesa del mare. In particolare si richiama l'attenzione sul fatto che gli artt. 3 e 4 della legge 31.12.1982, n. 979, espressamente prevedono la gestione diretta dei servizi di monitoraggio e di intervento antinquinamento con personale civile, mentre il decreto interministeriale 28 aprile 1994 non ha trasferito la struttura periferica dell'Ispettorato al Ministero dell'ambiente ne' la pianta organica. Quest'ultima, peraltro, non e' stata utilizzata che in minima parte nel Ministero della marina mercantile per l'assunzione di personale con qualifiche tecniche, operative o scientifiche al servizio dei compiti istituzionali dell'ispettorato. Si fa presente che l'ispettorato ha ovviato alle predette carenze da un lato stipulando con le Regioni marittime, a cio' disponibili, convenzioni per il monitoraggio delle acque costiere considerata la competenza di tali Enti per la balneazione e l'eutrofizzazione, dall'altro bandendo una gara di appalto-concorso vinta dalla societa' consortile CASTALJA ECOLMAR. Il relativo contratto, nonostante la gara fosse stata finanziata, come traspare dai lavori parlamentari con legge n. 220 del 1992, non e' stato registrato dalla Corte dei conti che, al di la' di minori censure, primariamente ha affermato di non potersi affidare a terzi servizi propri della Pubblica Amministrazione. La mancata registrazione del programma approvato nel 1993 e la mancata approvazione del programma 1994 hanno ostacolato la ripresa e lo sviluppo del programma di monitoraggio, gia' avviato dal 1985 con le Regioni dall'Ispettorato Centrale per la Difesa del Mare, i cui risultati sono stati regolarmente pubblicati nel Bollettino su "Lo stato del Mare" edito dall'Ispettorato. Le convenzioni con tali Enti, sulle quali si era gia' avuto parere favorevole dal Consiglio di Stato, hanno avuto una battuta d'arresto in quanto il Ministro protempore dell'ambiente ha impartito direttiva per la stipula di una convenzione con l'Universita' di Tor Vergata-Cattedra di Ecologia per 18 miliardi da attuarsi con il concorso dei mezzi delle Capitanerie di Porto del Ministero dei trasporti e della navigazione. Tale convenzione, peraltro, sottoposta all'esame dell'ICRAM e' risultata non comprendente i parametri gia' rilevati e pertanto di dubbio valore scientifico rispetto alle azioni gia' precedentemente poste in essere in tema di monitoraggio delle acque del mare. Il Ministro dell'ambiente: Baratta.