Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07033 presentata da MASTROLUCA SALVATORE FRANCESCO (PROG.FEDER.) in data 19950202
Al Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che: con il regolamento n. 1626 del 1994, l'Unione Europea ha vietato dal 1^ gennaio 1995 la pesca ed il commercio di alcune specie ittiche che siano al di sotto di predeterminate dimensioni; tale misura, non tenendo conto delle diverse realta' marine, appare ispirata solo da una "logica atlantica" e pertanto risulta gravemente penalizzante per mari dai fondali poco profondi, come l'Adriatico; in particolare il merluzzo pescato nell'Adriatico generalmente non raggiunge le dimensioni minime stabilite dalla normativa europea; tanto piu' contraddittoria si rivela la richiamata normativa se si considera che contemporaneamente e' autorizzato l'uso di reti con maglie con caratteristiche tali da consentire la cattura per la gran parte di pesce al di sotto della taglia minima (e dunque con l'assurda conseguenza che il pescato per buona parte dovrebbe essere ributtato a mare, per sottostare al divieto di commercializzazione); le disposizioni dell'Unione Europea, hanno gia' creato grande disagio e vivo allarme nelle marinerie interessate e in special modo tra i pescatori pugliesi, dei Compartimenti Marittimi di Manfredonia e Gallipoli in primo luogo, che si apprestano a dichiarare lo stato di agitazione della categoria per protestare contro l'ingiusta e vessatoria disposizione; se le norme in questione non venissero modificate si calcola che le imprese di pesca dei Compartimenti Marittimi di Manfredonia e Gallipoli, cosi' come quelli degli altri Compartimenti pugliesi, subirebbero un danno che oggi puo' essere valutato intorno al 30/40 per cento del reddito di impresa e che nei prossimi mesi salirebbe intorno al 50 per cento; questo ulteriore colpo giunge, inoltre, dopo che il settore in Puglia e' stato gia' messo in ginocchio dalla paradossale vicenda del colera e mentre si paventa che, a causa dei tagli attuati con la legge finanziaria, lo stesso fermo temporaneo di pesca possa essere compromesso; la situazione puo' diventare incandescente, con pericolose ripercussioni anche per l'ordine pubblico, con il passare dei giorni e con il prevedibile intervento repressivo degli organi preposti -: se il Governo non ritenga di assumere una doverosa ed immediata iniziativa presso l'Unione Europea per ottenere una deroga per l'Adriatico che consenta di ricercare le soluzioni ottimali e che soprattutto dia alle imprese di pesca la necessaria serenita' per svolgere il proprio lavoro nella legalita'; se i rappresentanti italiani nelle Sedi europee abbiano, nei mesi scorsi, avallato la richiamata normativa e, in caso contrario, quali azioni siano state svolte per rappresentare le ragioni dei pescatori adriatici, nonche' per contrastarla. (4-07033)
Questa Amministrazione ritiene che con l'osservanza di tali disposizioni i pescatori potranno riprendere la propria attivita' in un clima di serenita' e di certezza di prospettive. Il Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali: Luchetti.