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Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07040 presentata da SAIA ANTONIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19950202

Ai Ministri delle risorse agricole, alimentari e forestali e dei trasporti e della navigazione. - Per sapere - premesso che: con l'entrata in vigore delle norme comunitarie che fissano le dimensioni minime dei pesci che possono essere pescati nel Mar Mediterraneo si e' creata una situazione di grave disagio tra i pescatori del Mare Adriatico i quali, sono esposti a contravvenzioni e sequestri del pescato, in quanto, pur adoperando reti regolamentari, la meta' circa del pesce che essi pescano e' di dimensioni piu' piccole rispetto a quelle fissate dalla predetta normativa; quanto su esposto dipende dal fatto che, dati i bassi fondali sabbiosi, il Mare Adriatico e' popolato da una fauna ittica di dimensioni mediamente molto piu' piccole di quelle della fauna che popola tutti gli altri mari facenti parte del Mediterraneo; l'inconveniente che si determina da tale situazione risiede nel fatto che i pescatori dell'Adriatico, per non incorrere in pesanti sanzioni, sarebbero costretti a ributtare in mare la meta' dei pesci pescati, prevalentemente morti; e' facile intuire il danno complessivo che ne deriva alla Marineria ed all'economia dell'intera costa Adriatica che ha nella pesca e nelle attivita' indotte ad essa connesse, (ristorazione, commercio, turismo), una delle piu' importanti risorse economiche ed una rilevante fonte di occupazione -: quali siano gli orientamenti del Governo italiano rispetto alla citata questione; in particolare se non intendano assumere una iniziativa urgente nei confronti della CEE affinche' la questione delle dimensioni minime del pesce che puo' essere pescato venga rivista alla luce delle specificita' dei vari mari, tenendo conto, nel caso del mare Adriatico, del fatto che, come detto in premessa, la fauna ittica che lo popola ha, mediamente, dimensioni molto piu' piccole rispetto alla fauna complessiva del mare Mediterraneo; se non ritengano necessario che questa iniziativa nei confronti della CEE venga intrapresa in tempi brevi a causa dell'urgenza che e' determinata dalla situazione di crisi che si sta gia' manifestando tra i pescatori dell'Adriatico e tenendo conto anche del fatto che si va approssimando la stagione turistica che, come e' noto, per quanto riguarda la costa Adriatica, inizia gia' in primavera con l'arrivo dei turisti stranieri provenienti dal Nord Europa. (4-07040)

Il problema della applicazione del regolamento CEE n. 1626/94 sulla attivita' di pesca nel Mediterraneo e' stato oggetto di una riunione a Bruxelles, alla quale ha partecipato il Commissario UE alla pesca, onorevole Emma Bonino. In tale occasione e' stata constatata grande sensibilita' e disponibilita' da parte della Commissione per trovare, d'intesa con i rappresentanti di questa Amministrazione, soluzioni a breve e medio termine ai problemi causati alla pesca dall'entrata in vigore del suddetto regolamento. E' stato, inoltre, richiesto di attuare modifiche alle disposizioni comunitarie in modo che queste possano adattarsi in generale alle peculiarita' della pesca mediterranea e, in particolare, alle esigenze della pesca in zona adriatica. Al riguardo, il Ministero intende predisporre al piu' presto l'opportuna organizzazione per una visita di esperti comunitari del settore affinche' possa essere constatata, anche attraverso la partecipazione diretta ad apposite battute di pesca, la veridicita' delle tesi sostenute da questa Amministrazione. Nel frattempo, va tenuta in considerazione la circolare 8 febbraio 1995 con la quale si e' chiarito che i pescatori potranno immettere sul mercato anche prodotti ittici di taglia inferiore a quella stabilita dalla normativa nazionale (e, in particolare, dal decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 1968, n. 1639, che costituisce il regolamento per l'esecuzione della legge 14 luglio 1965 n. 963 sulla disciplina della pesca marittima) purche' questi, nel pescato totale, siano presenti in percentuale non superiore al 10 per cento. Questa Amministrazione ritiene che con l'osservanza di tali disposizioni i pescatori potranno riprendere la propria attivita' in un clima di serenita' e di certezza di prospettive. Il Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali: Luchetti.



 
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