Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07003 presentata da MARTINAT UGO GIOVANNI (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19950202
Al Presidente del Consiglio dei Ministri ed ai Ministri dell'industria, commercio e artigianato, del bilancio e programmazione economica, dell'ambiente, della sanita', di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: con recenti interrogazioni, di cui ai numeri: 4/05991, 4/02929 e 2/00317 (e come tali, rimaste inevase per le sopraggiunte note ragioni di forza maggiore) si chiedeva, ai competenti dicasteri in indirizzo, di ridurre quantomeno a livello formale di alcune lire/litro, il differenziale prezzi alla pompa delle benzine con piombo rispetto a quelle senza piombo (attualmente il differenziale e' in favore delle seconde nella misura ufficiale di 115 lire/litro). Le ragioni, soprattutto ecologiche, a sostegno di tale proposta (peraltro in corda con analoghe decisioni assunte dai governi di Francia, Grecia, Portogallo e Regno Unito) restano cosi' riassumibili: non esistono (e non sono mai esistite) connotazioni ecologiche fra le predette benzine, nel complesso tali da giustificare realmente una incentivazione all'uso di benzine senza piombo da parte del vecchio parco autoveicolare non catalizzato. E' vero infatti, che la stessa Commissione Consultiva Tossicologica Nazionale (CCTN) e molti oncologi di vaglia ravvisano circostanze (peraltro molto ricorrenti in Italia) in cui il rischio, per la pubblica salute, risulterebbe addirittura marcatamente superiore rispetto all'uso di benzine quantomeno con piombo ove formulate con aromatici totali non eccedenti il 30 per cento peso; non sussiste inoltre piu' la necessita' d'incentivare l'acquisto di vetture catalizzate, non esistendo piu', dal gennaio 1993, opzioni alternative che consentano l'acquisto di vetture nuove in versione non catalizzata; non vi e' alcuna ragione che gli utenti sprovvisti di vetture catalizzate, ancorche' ancora efficienti, debbano sostenere oneri maggiori a verosimile vantaggio delle categorie piu' abbienti e, come tali, in grado di sostituire piu facilmente il proprio parco veicolare; non vi e' ragione alcuna che lo Stato continui a rinunciare annualmente (con l'attuale mix dei due tipi di carburante venduti) a risorse economiche valutabili in circa 800 miliardi/anno; sussiste comunque l'evidente urgenza di razionalizzare la politica dei prezzi da applicarsi ai carburanti, al riparo da forzature inique e nel contempo, ineluttabilmente sempre meno sostenibili per l'erario; in assenza di una politica volta a limitare il tetto massimo ammissibile degli aromatici e del benzene in tutti i carburanti, l'uso indiscriminato delle benzine senza piombo nelle vetture non catalizzate determina, per le ragioni addotte dalla stessa CCTN un complessivo netto peggioramento della qualita' dell'aria, specie nei grossi centri urbani e nelle aree piu' povere del Paese. A tale proposito si segnala inoltre, un uso improprio da parte dell'industria petrolifera nazionale di quantita' maggiori di composti ossigenati nella benzina senza piombo, concepita per vetture gia' munite di presidi antinquinamento (marmitta catalitica) a discapito della benzina super con piombo, destinata invece, a vetture non catalizzate; se risorse debbono essere reperite con equita' e buonsenso in favore delle aree alluvionate del Piemonte e/o a copertura della nuova stretta finanziaria dovrebbe, a giudizio dell'interpellante, essere quantomeno questa l'occasione piu' propizia per evitare, una volta per tutte, il perpetrarsi di questa sorta di "annoso ed intollerabile nonsenso" che ha prodotto e produce solo danni alla comunita' nazionale -: se non ritengano in sintesi opportuno assumere iniziative affinche': l'incipiente manovra finanziaria includa provvedimenti atti ad individuare il valore ponderale di pareggio del gettito fiscale derivante dal ridotto differenziale prezzi/benzine (solo perche' imposto da obsoleti vincoli comunitari) per poi operare in opzione: un ritocco al rialzo delle sole benzine senza piombo sino a raggiungere costi al dettaglio quantomeno piu' equi tra le due benzine (oltre ad un contestuale recupero valutabile, a costi attuali, in circa 800 miliardi/anno); un verosimile, piu' razionale e meglio giustificabile ritocco eventuale del costo di entrambi i carburanti, partendo pero dal predetto valore aggiornato, con cio' contenendo probabilmente anche il tasso d'inflazione, nell'ipotesi sottointesa che nel "paniere, si faccia ancora riferimento al costo delle benzine super (dato che ancora rappresentano il 70 per cento circa della massa di carburante immessa sul mercato). (4-07003).