Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07108 presentata da BECCHETTI PAOLO (FORZA ITALIA) in data 19950203
Al Ministro dei trasporti e della navigazione. - Per sapere - premesso che: l'interrogante, e' venuto a conoscenza dei seguenti fatti: il decreto-legge n. 10 del 17 gennaio 1995, recante misure straordinarie ed urgenti in favore del settore portuale, delle imprese navalmeccaniche ed armatoriali, autorizza lo stanziamento di lire 100 (cento) miliardi per il sostegno delle attivita' di riconversione delle compagnie e gruppi portuali, ovvero per consentirne la chiusura definitiva, tenuto conto delle esigenze di ristrutturazione e della situazione gestionale delle compagnie portuali in relazione all'andamento dei traffici nell'ultimo biennio e di quelli in prospettiva (punto c, comma 2 D.L. 10 del 17 gennaio 1995); il decreto in oggetto sottolinea la necessita' di un intervento finanziario per consentire la trasformazione delle compagnie che hanno la possibilita' di proseguire l'attivita' e rimanere dunque sul mercato a livelli di competitivita', nonche' per agevolare la messa in liquidazione di quelle compagnie che non sono in grado di trasformarsi attraverso l'adozione di idonee misure; il decreto in oggetto, per esplicita ammissione in fase di premessa, prevede dunque un intervento che ha lo scopo di operare una rivisitazione di tutto il sistema portuale nazionale; secondo notizie riportate dalla stampa (e in particolare dal quotidiano Il Secolo XIX del 28 gennaio 1995), e secondo l'allarme lanciato dalle organizzazioni sindacali (Filt-Cgil) e dalle stesse compagnie (la "Roma" di Civitavecchia), sembrerebbe che gran parte di questi 100 miliardi sarebbero in procinto di essere destinati al porto di Genova in base ad un accordo piu' o meno "sotterraneo" fra non meglio individuati partiti politici, utenti e i vertici della gestione commissariale di Genova; ora, se tali notizie corrispondessero a verita', ci troveremmo di fronte a fatti gravissimi: ovvero ad un ennesimo tentativo di privilegiare uno (in questo caso Genova) a danno di molti (le compagnie portuali interessate dal decreto); del resto Genova, in questi anni, ha spesso ottenuto il massimo da tutti i provvedimenti riguardanti la portualita': con le leggi dell'esodo ha infatti visto ridursi il suo organico del 200 per cento quando altre realta' hanno avuto solo una riduzione del 50 per cento e oggi si trovano ad affrontare gravissimi problemi di esubero -: se i fatti sopra-citati corrispondano a realta'; se cioe' sia stato gia' deciso che gran parte dei fondi stanziati verranno destinati a Genova; quali ragioni vi siano che inducono, per la stragrande maggioranza dei casi, a concedere benefici quasi esclusivamente al porto di Genova a scalpito degli altri scali italiani costretti a lottare quotidianamente per salvaguardare centinaia di posti di lavoro e mantenere su standard accettabili i livelli di competitivita' imposti dal mercato; se non si corra il rischio che in realta', con i soldi dello Stato, si vadano soltanto a ripianare i deficit di alcune Compagnie portuali saltando cosi' i veri principi ispiratori dei decreti in materia atti, invece, a contribuire alla trasformazione delle compagnie stesse. (4-07108)