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Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07194 presentata da SIGONA ATTILIO (FORZA ITALIA) in data 19950207

Al Ministro della pubblica istruzione. - Per sapere - premesso che: nelle scuole elementari, in quelle medie inferiori e talora nelle prime classi delle scuole medie superiori i docenti affidano agli alunni le cosiddette "ricerche", finalizzate a sviluppare alcuni argomenti, ad approfondirli adeguatamente, ad abituare alla consultazione di piu' testi, ad effettuare un lavoro di sintesi, ad avviare l'interdisciplinarieta' tra le varie forme artistiche di pittura, musica, letteratura, recitazione; tali ricerche nella quasi totalita' dei casi, soprattutto per gli scolari di piu' tenera eta', si risolvono in una banale copiatura da testi di scuole di grado superiore, da enciclopedie e riviste, oppure in un piu' serio lavoro di collazione operato, tuttavia, dai genitori di quegli alunni piu' fortunati che hanno parenti culturalmente preparati e con disponibilita' di tempo -: se non sia necessario intervenire con apposita ordinanza ministeriale che faccia chiarezza su questa materia sia sotto il profilo pedagogico che didattico per obbligare i docenti ad avviare le ricerche nelle classi solo nei casi in cui essi forniscano tutto il materiale necessario alla ricerca stessa; se non ritenga inderogabile richiamare i capi di istituto ed i direttori didattici sulla vigilanza relativamente a questo settore, che implica per milioni di studenti un'inutile ed ottusa ricopiatura di testi, che pone in odio la scuola e le sue metodologie arcaiche, che e' spesso causa di abbandoni, di frustrazioni, di selezioni antidemocratiche; se non sia opportuno istituire anche per i docenti i carichi di lavoro per fornire i capi d'istituto ed i direttori didattici di concreti elementi di valutazione dell'operato dei docenti. (4-07194)

In ordine alla interrogazione parlamentare, indicata in oggetto si ritiene opportuno premettere che l'articolo 11 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione, approvato con D.L.vo 297/94 stabilisce che la liberta' di insegnamento, intesa come autonomia didattica e come libera espressione culturale del docente, e' garantita nel rispetto delle norme costituzionali e degli ordinamenti della scuola e che l'esercizio di tale liberta' e' diretto a promuovere, attraverso un confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione della personalita' degli allievi. Ed invero, rientra nell'ambito dell'autonomia didattica del docente far svolgere ricerche al fine di sviluppare ed approfondire alcuni argomenti oggetto di studio e nel contempo abituare l'alunno ad effettuare un complesso lavoro di sintesi tra le varie fonti consultate. Indubbiamente tale tipo di metodologia didattica deve essere adottata con equilibrio e buon senso, in armonia con i programmi e le finalita' formative del tipo di scuola frequentata, soprattutto nella scuola dell'obbligo, tenendo conto anche degli strumenti che la scuola puo' di fatto mettere a disposizione degli studenti. Si ritiene, comunque, che la questione sia solo un aspetto dei rapporti che intercorrono tra l'istituzione scolastica e gli utenti e che una adeguata soluzione vada individuata e perseguita nel contesto delle misure contenute nello schema di disegno di legge delega per l'attuazione dell'autonomia scolastica, ultimamente varato dal Consiglio dei Ministri e presentato al Senato della Repubblica (A.n. 1810) in data 2 giugno 1995. Tra tali misure e' prevista, infatti, anche la definizione dello statuto dello studente, che, oltre ad individuare diritti e doveri degli alunni per meglio valorizzarne la partecipazione alla vita della scuola, dovra' portare all'istituzione, in ogni scuola secondaria superiore, di un comitato degli studenti che concorra con pareri e proposte all'elaborazione ed alla valutazione del progetto di istituto. Per effetto delle suindicate misure, che si confida possano incontrare l'indispensabile consenso del Parlamento, lo studente sara' chiamato, nella misura in cui la scuola verra' incontro alle aspirazioni emerse dai recenti dibattiti tenuti da studenti ed esperti in sede nazionale ed europea (C.M. n. 45 dell'8.2.1995), a una partecipazione attiva alla gestione del tempo scuola. Di conseguenza la progettazione dell'attivita' scolastica potra' assumere un ruolo di fondamentale importanza ed in tal sede potra' essere meglio commisurato, nel dibattito aperto a tutte le componenti scolastiche, l'impegno dello studente agli obiettivi formativi. Il Ministro della pubblica istruzione: Lombardi.



 
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