Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07162 presentata da MATACENA AMEDEO GENNARO RANIERO (FORZA ITALIA) in data 19950207

Al Presidente del Consiglio dei ministri ed al Ministro delle poste e telecomunicazioni. - Per sapere - premesso: che la trasmissione "Tempo Reale" di giovedi' 2 febbraio su Rai 3 intitolata "E' in pericolo la liberta' di informazione?" e dedicata alla par condicio ha sollevato, ancor prima di andare in onda, un vespaio di polemiche; che tali polemiche sono state alimentate da alcune ambigue dichiarazioni del conduttore Michele Santoro, che, in risposta all'invito rivoltogli dal direttore della Rete a rispettare rigorosamente le regole di correttezza dell'informazione, minacciava di fare saltare la puntata; che si ha il fondato sospetto che l'ennesima alzata di testa del Santoro sia dovuta alla necessita' di attirare, comunque, l'attenzione sulla sua trasmissione, dopo che l'ultima puntata aveva fatto registrare un autentico flop: un calo di circa un milione e mezzo di spettatori rispetto alla puntata precedente, cioe' dal 23,24 al 16,64 di share; che tale "necessita'" e' stata soddisfatta con la conquista di molte prime pagine in tanti giornali "imparziali ed equilibrati" come Repubblica, il cui direttore, campione di par condicio come il conduttore, era tra gli invitati alla trasmissione; che il Santoro, nel mentre, con argomentazioni pretestuose, ha posto il veto alla presenza dell'onorevole Marco Pannella, indicato da Forza Italia a partecipare alla trasmissione al posto del portavoce Antonio Taijani, ha dato spazio al "compagno" Curzi, gia' defenestrato dalla direzione del TG3 ad opera del "compagno" Occhetto; che il Santoro ed altri "prestigiosi" conduttori della televisione pubblica, quella cioe' che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini, si distinguono, ad avviso dell'interrogante, per essere campioni di intolleranza e di faziosa arroganza; che detti "prestigiosi" conduttori con le ricorrenti minacce di andarsene (...ma sono sempre la'!), privando, cosi' gli italiani della loro miracolosa apparizione, pretendono di continuare a piegare la RAI ai loro interessi di bottega per ridurla ad una specie di "Radio Tirana"; ritenuto: che con la campagna "abbonato, alza la voce" volti noti di "imparziali" conduttori progressisti invitano gli abbonati a raccogliere firme da inviare al Presidente della Repubblica ed al Parlamento perche' si faccia una nuova legge che dia alla RAI "dirigenti e direttori competenti"; che, nel mentre loro contestano, la RAI li strapaga; che nei programmi di attualita' giornalistica la quasi totalita' dei conduttori e' di dichiarata fede progressista; che l'interrogante ritiene che incitare gli abbonati contro la RAI e', perlomeno, scorretto -: 1) quali provvedimenti s'intendano, finalmente, adottare per eliminare dopo decenni di selvaggia lottizzazione partitocratica e di monocratizzazione comunista nell'era dei professori, la dispar condicio nella televisione pubblica; 2) se sia da considerare legittimo il comportamento del conduttore Michele Santoro ovvero non siano da adottare, cosi' come contrattualmente previsto, severi provvedimenti disciplinari nei suoi confronti; 3) se non sia opportuno, necessario ed urgente, dopo anni di sperpero di pubblico danaro, dimezzare i mega compensi dei "mezzi busti" del servizio pubblico; 4) se non sia indilazionabile procedere, cosi' come previsto dalle vigenti disposizioni di legge e dal contratto, al licenziamento di tutti coloro (giornalisti, conduttori ...) che provochino azioni lesive dagli interessi materiali e morali dell'azienda o prendano posizioni personali che intaccano l'immagine della televisione di Stato. (4-07162)

Al riguardo nel far presente che si risponde per incarico della Presidenza del Consiglio dei Ministri si ritiene opportuno premettere che non rientra fra i poteri del Governo quello di sindacare l'operato della RAI per la parte riguardante la gestione aziendale con particolare riferimento ai rapporti di lavoro dei propri dipendenti. Tale problema rientra, infatti, nella competenza del Consiglio di amministrazione della Societa' e cio' esclude qualsiasi possibilita' di intervento governativo, in quanto tale organo opera ai sensi della legge 14 aprile 1975, n. 103, nel quadro delle direttive e dei criteri formulati dalla apposita Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Tuttavia, allo scopo di poter disporre di elementi di valutazione in merito a quanto rappresentato dalla S.V. On.le non si e' mancato di interessare la concessionaria RAI la quale nel precisare che la puntata del 2 febbraio 1995 del programma televisivo "Tempo reale" non era dedicata alla par condicio ma alla liberta' di informazione, ha comunicato che gli inviti alla trasmissione non avvengono su indicazione dei partiti, ma sono fatti direttamente dal conduttore che se ne assume la responsabilita'. La medesima concessionaria ha, inoltre, significato che le otto puntate del citato programma andate in onda fino alla data del 2 febbraio hanno avuto una media di ascolto di circa 5.600.000 spettatori, pari al 22 per cento di share; e' stato, altresi', sottolineato che anche uno share del 16,64 per cento e' di cinque punti piu' alto rispetto all'indice di ascolto medio della terza rete durante la settimana. Quanto all'iniziativa "abbonato alla voce" - peraltro esauritasi spontaneamente con l'evolversi della situazione - a parere della ripetuta concessionaria, non doveva essere considerata una campagna "contro l'azienda" poiche' tendeva a stimolare, col consenso dell'opinione pubblica, le forze politiche a ricercare soluzioni in favore della RAI e del servizio pubblico. Il Consiglio di amministrazione della societa' - ha, inoltre, ricordato la RAI - ha ribadito la validita' di tutte le precedenti direttive impartite in merito ai comportamenti che i dipendenti ed i collaboratori devono tenere a tutela dell'immagine aziendale ed ha precisato che nel caso in questione non e' stato avviato alcun procedimento di carattere disciplinare. Per quanto concerne, infine, i compensi corrisposti ai collaboratori e le retribuzioni pagate ai dipendenti, la concessionaria ha specificato che gli stessi scaturiscono da accordi contrattuali collettivi e da impegni contrattuali individuali, per cui non e' possibile venire meno alle obbligazioni contrattuali se non in presenza di particolari condizioni, non ravvisate nella circostanza in esame; ancor meno praticabile appare l'ipotesi estrema del licenziamento che puo' verificarsi solo per giusta causa o giustificato motivo. Il Ministro delle poste e delle telecomunicazioni: Gambino.



 
Cronologia
giovedì 2 febbraio
  • Politica, cultura e società
    Romano Prodi, economista ed ex presidente dell'IRI, annuncia la propria candidatura alle prossime elezioni politiche come Presidente del Consiglio alla guida di uno schieramento di centrosinistra, chiamato Ulivo.

venerdì 10 febbraio
  • Politica, cultura e società
    Le elezioni amministrative, che interessano oltre 10 milioni di elettori, registrano il successo della Lega Nord e un calo di DC e PSI.