Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07138 presentata da GARAVINI ANDREA SERGIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19950207
Al Presidente del Consiglio dei ministri ed al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che: alla "interrogazione a risposta scritta" del 25 maggio 1994 (Seduta 0009), tendente ad aver rassicurazioni sulla correttezza di talune operazioni finanziarie della Fininvest, rispondeva l'ex Ministro Tremonti in termini del tutto insoddisfacenti; si confermava, invero, che il SECIT aveva eseguito controlli su tre operazioni di dividend washing poste in essere nel 1991, "prevalentemente, con societa' dello stesso gruppo", ma venivano le operazioni contrabbandate come mere elusioni di ritenute alla fonte; si accennava ad un gioco di compravendita di dividendi, anglicanamente e pudicamente chiamato dividend washing o coupon washing forse perche' non appariva elegante la denominazione italiana di "lavatura dei profitti", e non se ne investigava l'eventuale natura fraudolenta, specie sotto il profilo del diritto societario; si confidava che i controlli investivano operazioni del 1991, ma non si sapeva rispondere nient'altro alle incalzanti domande sulla tempestivita' delle azioni repressive dell'amministrazione finanziaria, se non che il tutto sarebbe sfociato in processi verbali - che pero' allo stato sono per esplicita ammissione "in corso di notifica" - e nelle conseguenti rettifiche delle dichiarazioni dei redditi; si e' pertanto costretti a ritornare sull'argomento per avere ora e da parte dell'attuale diverso Governo risposte piu' esaustive e, principalmente, piu' tranquillizzanti; innanzi tutto, non si comprende come una verifica possa, dopo anni, essere ancora "in corso di notifica", specie se si considera che nel frattempo, come ebbe - non richiesto - ad erudirci il Ministro Tremonti, e' intervenuto il decreto-legge 9 settembre 1992, n. 372 (convertito dalla legge 5 novembre 1992, n. 429) che, a nostro avviso, non tanto tende "a combattere i comportamenti elusivi in parola" - cioe' quelli del cosiddetto dividend washing - quanto, invece, a fornire un'astuta sanatoria per le operazioni preesistenti del tipo di quelle tardivamente contestabili alla Fininvest -: quale sia il pensiero del Governo sulla retroattivita' del predetto provvedimento e conseguentemente cosa intenda fare per la vicenda in corso; se cioe' reputa che si debba contestare l'infrazione alla Fininvest per far caducare il tutto in sede contenziosa oppure se ha in mente di porre riparo alla falla legislativa con interventi normativi atti a correggere le devianti interpretazioni sabbatiche del citato decreto n. 372, non mancando peraltro di reprimere i comportamenti del lavaggio dei proventi sia sotto il profilo fiscale che societario, sia sotto quello strumentale della ritenuta, come pure sotto quello sostanziale della debita tassazione, e rendendo esplicito che trattasi sempre di norme dichiarative e non innovative per quanto attiene agli anomali fenomeni pregressi. In secondo luogo, il "lavaggio dei dividendi" della Fininvest con il suo intreccio di vendite con patto di ricompera tra societa' dello stesso gruppo ha determinato a dire del Ministro: "dividendi" che vengono rappresentati in bilancio come "plusvalenza da negoziazione titoli"; imputazioni in conti economici alieni di "una perdita da negoziazione"; intesa fra "fondi comuni d'investimento mobiliare del gruppo Fininvest con societa' dello stesso gruppo" volta a stabilire "in una misura adeguata i prezzi delle due vendite" per "ripartire il risparmio fiscale fra le due parti"; se, ad avviso del Governo, il fenomeno possa ridursi alla sola questione della ritenuta o non vada censurato sotto il profilo dell'intera tassazione del reddito d'impresa; in particolare, come intendano gli uffici considerare costi che non appaiono inerenti e ricavi che sembrano indebitamente traslati ad altre societa' del gruppo. Ma l'intero intreccio desta non poche perplessita' nell'ambito della chiarezza e precisione del bilancio, nonche' della legittimita' degli utili risultanti in bilancio e forse ripartiti o degli oneri gravati indebitamente sui conti economici di alcune societa' del gruppo; di quali indagini e di quali censure in proposito si sono dati carico gli uffici dell'amministrazione finanziaria inquirenti?; quali obblighi ritengano di avere?; quali rapporti all'autorita' giudiziaria abbiano, senza indugio, effettuato?; quali segnalazioni ai competenti organi di vigilanza amministrativa (Banca d'Italia, Consob, eccetera) abbiano operato o si accingono ad espletare, e se ritengono che cio' rientri tra i loro doveri?; se in caso negativo, per effettiva o presunta limitazione legislativa, quali iniziative intenda portare avanti il Ministro delle finanze? (4-07138)