Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07165 presentata da SACERDOTI FABRIZIO (CENTRO CRISTIANO DEMOCRATICO) in data 19950207
Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: l'ex senatore DC Claudio Vitalone e' stato riassegnato alle funzioni ed allo stipendio di magistrato dal Consiglio superiore della magistratura, che gli ha attribuito la sede di Firenze, quale Consigliere di Corte di appello; la recente sentenza del Tribunale di Roma sezione I penale, dell'8 giugno 1994, nella quale il Vitalone rispondeva dei reati di estorsione e di concorso in bancarotta fraudolenta, nell'assolverlo ai sensi dell'articolo 530 II comma (la versione riverniciata e corretta della vecchia assoluzione per insufficienza di prove) afferma tra l'altro che "puo' ipotizzarsi che egli si sia interessato delle faccende del Benedetti per meri interessi politici, dato che sia la COATE che il CCI gravitavano nell'orbita politica elettorale del suo partito cioe' della DC, come dimostra tutta la serie di interessamenti ai quali si e' fatto dianzi riferimento; da tale sentenza emerge pertanto un quadro quanto mai allarmante di connivenza e "protezioni" politiche, che certamente stridono con quella che deve essere la condotta pregressa di un magistrato della Repubblica; tra l'altro e' apparsa sui quotidiani, nei primi giorni di settembre, la notizia di un inquietante procedimento nei confronti di un funzionario della pubblica amministrazione di Frosinone, che avrebbe dolosamente artefatto note informative dalle quali emergevano relazioni fra lo stesso Vitalone e personaggi "poco raccomandabili" della Finanza locale; e' noto a tutti, per essere apparso piu' volte sui mezzi di informazione, che il Vitalone e' anche indagato in relazione all'omicidio del giornalista Mino Pecorelli, presso la Procura del Tribunale di Perugia; tali situazioni sono assolutamente incompatibili, sia sul piano formale che sostanziale, con l'immagine che un magistrato deve dare all'esterno, contravvenendo a quei requisiti morali e formali, richiesti dalla legge per l'espletamento di funzioni giurisdizionali -: se non ritenga opportuno avviare una inchiesta al fine di valutare i criteri con cui il Vitalone e' stato riassegnato alle funzioni e lo stato delle indagini nei suoi confronti; se non intenda promuovere azione disciplinare nei confronti di quanti abbiano inopinatamente disposto la riassegnazione del dottor Vitalone nei ruoli della Magistratura e se non ritenga, per ragioni di opportunita', di dovere nuovamente sospendere il dottor Vitalone dalle funzioni e dallo stipendio di magistrato in attesa dell'evolversi dei procedimenti penali a suo carico. (4-07165)