Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07171 presentata da CORLEONE FRANCESCO (PROG.FEDER.) in data 19950207
Al Ministro dei beni culturali ed ambientali. - Per sapere - premesso che: il litorale di Sperlonga costituisce uno dei pochi tratti di costa del Lazio meridionale scampato agli effetti devastanti dell'edilizia selvaggia che ha letteralmente sfigurato le fasce costiere di Terracina, Fondi e Gaeta; la tutela di questo tratto di costa e' stata possibile grazie al piano paesistico di Sperlonga - uno dei pochissimi approvati prima della legge n. 431 del 1985 - che ha regolato lo sviluppo edilizio della citta' in modo da non comprometterne l'incomparabile scenario naturale e paesistico; il vecchio piano paesistico tuttavia non tutelava le aree di collina poste a monte della statale Flacca e sul ripido pendio montuoso che, intagliato da profondi valloni (Valle delle Vespe, Valle Lunga), sale alle vette di M. Lauzo, M. S. Magno e M. Campillone; tali aree non sono tutelate neanche dal nuovo Piano territoriale paesistico, adottato nel 1987 dalla regione Lazio ai sensi dell'articolo 1-bis della legge n. 431 del 1985, in quanto non sono mai state assoggettate al regime di vincolo ex articolo 2 legge n. 1497 del 1939; il territorio a monte di Sperlonga, oltre a costituire un esempio paradigmatico di bellezza naturale cosi' come definita al punto 4) dell'articolo 1 della legge n. 1497 del 1939, e' contraddistinto da caratteri bio-ambientali di grande interesse dovuti ad una elevata complessita' fisico-biologica tipica delle zone di transizione tra l'ambiente terrestre e quello marino; in particolare la zona fronte-mare e' caratterizzata prevalentemente da una ricca macchia mediterranea (ilatro comune, erica erborea, leccio, corbezzolo, ginepro eccetera), mentre nelle zone piu' interne, che giungono fino a 500 metri, sono presenti boschi misti (leccio, orniello, carpino, roverella), fustaie di sughera e pinete di pini d'Aleppo; tale territorio e' attualmente minacciato, oltre che da gravi fenomeni di abusivismo (Valle delle Vespe), da operazioni edilizie e di trasformazione che ne stravolgerebbero progressivamente i caratteri naturalistici e paesistici, in una situazione in cui non esiste un fabbisogno abitativo insoddisfatto ed in cui, stando al censimento 1991, le case abitate - su uno stock di 1.974 abitazioni - sono solo 1.001 (poco piu' del 50 per cento) -: se non ritenga il Ministro di dover tutelare il territorio costiero di Sperlonga provvedendo urgentemente all'apposizione di un vincolo paesistico ex articolo 82 del decreto del Presidente della Repubblica n. 616 del 1977, lettera a), che si estenda dalla strada statale Flacca fino alla linea di cresta che collega i monti Lauzo, S. Magno e Campillone, al fine di rendere operative e comunque maggiormente pregnanti le previsioni del Piano territoriale paesistico adottato dalla regione Lazio; se non ritenga il Ministro di dover fornire indirizzi agli organi periferici dell'amministrazione dei beni culturali affinche' sia rifiutata, nell'area in questione, qualsiasi autorizzazione ex articolo 7 legge n. 1497 del 1939 a sanatoria di edifici abusivi realizzati su terreni gravati da usi civici (e quindi vincolati ai sensi della legge n. 431 del 1985), come pure sarebbe possibile in base ai recenti provvedimenti sul condono edilizio. (4-07171)