Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07176 presentata da MURATORI LUIGI (FORZA ITALIA) in data 19950207
Ai Ministri della difesa e del tesoro. - Per sapere: se siano a conoscenza del comportamento delle FF.AA. riguardo alla gestione dei beni demaniali ad esse assegnati in uso dallo Stato. Come a tutti ampiamente noto, le FF.AA., per il conseguimento dei fini istituzionali, detengono, acquistano o sono assegnatari di beni demaniali, attrezzature, mezzi, ecc. di proprieta' dello Stato. Quindi, al momento che dette Istituzioni si trovassero nella condizione, per mutate esigenze operative o per l'obsolescenza di determinate attrezzature, di non dover piu' usufruire di detti beni, avrebbero l'obbligo di restituirli all'Amministrazione Finanziaria per un miglior utilizzo a fini comuni, ovvero, per quanto riguarda le attrezzature, di promuovere gare economiche per la loro vendita, realizzando un recupero di denaro che, come sappiamo, confluisce direttamente in capitoli di entrata dello Stato e non nei capitoli di entrata delle FF.AA.; se i Ministri interessati siano a conoscenza del fatto che le FF.AA. quasi mai ottemperano all'obbligo su indicato, con tutta probabilita' perche' non vi e' un interesse economico diretto della singola F.A. che non ricava nulla dall'alienazione del bene, per cui assistiamo a veri e propri scempi quali aree demaniali abbandonate per decenni, caserme e costruzioni di vario tipo cadenti, mal custodite e spesso rifugio di sbandati e drogati e quant'altro si puo' immaginare. Tale comportamento si registra genericamente a carico di tutte le FF.AA. ma in particolare nei confronti dell'Aeronautica Militare che tuttora detiene numerosi aeroporti ex-bellici abbandonati, inutilizzati o solo parzialmente impiegati e che potrebbero essere transitati alle Finanze per un diverso utilizzo o a Civilavia e reimpiegati quali aeroporti turistici (S. Pancrazio, Manduria, Tarquinia, Pontedera, Olbia Venafiorita, Trapani-Milo, Lisano, ed altri situati in particolare in nord Italia). L'Aeronautica Militare inoltre attua lo stesso comportamento con i velivoli. Negli ultimi trent'anni ha infatti dismesso un numero rilevante di velivoli, abbandonandoli semplicemente nelle periferie dei sedimi aeroportuali e lasciandoli praticamente marcire, totalmente incustoditi ed alla merce' dei vandali. Tra questi aeromobili ve ne sarebbero stati parecchi di tipo medio-piccolo e senza alcun significato "operativo" (nel senso di impiego bellico, in genere monomotori da addestramento quali T-6, P-148, P-166, DC-3 ed altri) che, se venduti al momento dell'allontanamento dalla linea operativa e quindi ancora in ottime condizioni, avrebbero potuto incontrare una buona richiesta tra gli appassionati italiani o esteri e si sarebbe potuto realizzare un notevole introito per le casse dello Stato. Tuttora un discreto numero di tali velivoli (e parti di ricambio nuove) giacciono abbandonati in alcuni aeroporti quali Guidonia, Latina, Alghero, Capua, Bari ed altri e, nonostante il degrado in cui si trovano, potrebbero ancora interessare molti appassionati che riuscirebbero a restaurarli. La stessa linea di comportamento l'A.M. la sta attuando con i velivoli M.B.326, addestratori a getto leggero, da poco allontanati dalla linea operativa (una quarantina in tutto) che, se venduti subito alle condizioni in cui si trovano, assieme alle notevoli quantita' di parti di ricambio in possesso alla F.A., potrebbero incontrare una buona domanda, ma se lasciati marcire potranno essere venduti al solo valore di rottame metallico; se non intendano promuovere una seria ed incisiva indagine in tal campo, di riferire sull'entita' dei fatti e di voler sollecitare le FF.AA. ad un comportamento piu' consono all'economia nazionale. (4-07176)