Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00798 presentata da MANZINI PAOLA (PROG.FEDER.) in data 19950208
Ai Ministri dei trasporti e della navigazione e del tesoro. - Per sapere - premesso che: le FF.SS. S.p.A., proprietaria della CIT (Compagnia Italiana Turismo) e la ITC&P azienda in cui, secondo la stampa, confluirebbero gli interessi e le attivita' turistiche di una cordata di imprenditori privati tra cui quelli del Gruppo Tanzi, hanno di recente dato vita alla ECP, una Societa' di cui e' entrata successivamente a far parte anche la Banca di Roma; lo scopo della ECP sarebbe quello di gestire congiuntamente le attivita' turistiche delle Ferrovie dello Stato e della ITC&P; negli ultimi quattro anni le FF.SS. hanno finanziato un piano di razionalizzazione della CIT, finora costato 200 miliardi che, sempre secondo notizie di stampa, dovrebbe riportare l'Azienda in pareggio entro quest'anno; la CIT e' risultata per il 1994 ancora in perdita con un passivo superiore ai 20 miliardi; dal canto suo la ITC&P risulta gravata da un indebitamento verso il sistema bancario di 180 miliardi a fronte di un fatturato di 430 miliardi -: se risponda al vero, come affermato da alcuni giornali, che il piano industriale formulato dalla ECP e presentato al Consiglio di Amministrazione della CIT indichi come misura prioritaria l'unificazione delle tesorerie delle due Societa'; se risponda altresi' al vero che la costituzione della ECP sia basata su una serie di accordi tra i Soci volti a stabilire che: l'amministratore delegato della ECP dotato di pieni poteri, sia espresso dal socio ITC&P, nell'ambito di un consiglio di amministrazione composto da cinque membri di cui due nominati dal suddetto socio, due dalle FF.SS. e uno dalla Banca di Roma; alla ITC&P sia riconosciuta un'opzione (da esercitarsi entro sette anni dalla data dell'accordo) per l'acquisto del capitale della CIT ad un prezzo non definito preventivamente, ma pari al valore che verra' attribuito all'Azienda al momento dell'esercizio di tale diritto; le FF.SS. siano impegnate alla copertura delle eventuali perdite che la CIT dovesse registrare nel periodo in cui sara' gestita dalla ECP; e, se, trovando quanto sopra un concreto riscontro nel ruolo effettivamente svolto dalle FF.SS. nella vicenda, i Ministri interrogati non ritengano di esperire sollecitamente i propri poteri di controllo onde accertare: per quale motivo le FF.SS., anziche' procedere alla privatizzazione della CIT sulla trasparente base di un'asta pubblica, abbiano preferito partecipare ad un accordo che, lasciando invariati gli assetti proprietari, non scongiura in alcun modo l'eventualita' che le FF.SS. debbano ulteriormente far fronte alle future passivita' della CIT mentre solleva pero' i privati da qualunque rischio imprenditoriale connesso alle loro responsabilita' di gestori dell'Azienda che e' loro affidata nella ECP; quale sia il valore o i vantaggi attesi dalle FF.SS. da una tipologia contrattuale cosi' anomala da prevedere la costituzione di un diritto settennale di opzione all'acquisto a favore di un contraente che, in questo contesto, godra' solo dei vantaggi derivanti dal fatto di gestire un patrimonio di proprieta' altrui senza l'onere di alcuna delle contropartite usualmente connesse nella prassi commerciale alla fruizione di tale posizione di privilegio decisionale ed operativo; quali garanzie siano state richieste dalle FF.SS. all'atto della stipula degli accordi che hanno accompagnato la costituzione della ECP, onde evitare che gli oneri connessi all'indebitamento della ITC&P possano pesare sulla gestione finanziaria e quindi sul valore della CIT, la quale, benche' in perdita, risulta disporre di un adeguato livello di liquidita' destinata in futuro ad essere sostanzialmente amministrata sotto il controllo della ITC&P stessa; se, nel contesto di tali accordi, siano stati introdotti i necessari meccanismi per evitare che l'opzione riconosciuta alla ITC&P possa essere esercitata dal compratore in un clima di totale discrezionalita' incompatibile, stando almeno alla piu' elementare logica economica, con il ruolo di gestore del patrimonio oggetto del suo potenziale interesse all'acquisto; se, infine, non si ritenga utile promuovere formale audizione presso la competente Commissione parlamentare. (5-00798)