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Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00805 presentata da GALLETTI PAOLO (PROG.FEDER.) in data 19950209

Ai Ministri dei lavori pubblici, dell'ambiente, dei trasporti e navigazione. - Per sapere - premesso che: in data 6 settembre 1994 il Consiglio dei Ministri aveva deliberato l'approvazione del progetto di collegamento autostradale Cuneo-Massimini, argomento inserito "fuori sacco" nell'ordine dei lavori grazie alla pressione degli allora ministri Costa e Comino, eletti in Piemonte; favorevole al progetto presentato dalla SATAP era risultata la relazione del Ministro dei lavori pubblici ed una nota del capo dell'Ufficio Legislativo del Ministro dell'ambiente che consideravano il progetto come la migliore soluzione adottabile sul territorio, comportante il minor sacrificio dei valori ambientali e paesaggistici coinvolti; nonostante le ripetute richieste all'interrogante non e' stata mai fornita la relazione tecnica del Ministero dei lavori pubblici presentata in tale seduta del Consiglio dei Ministri; dopo la catastrofe alluvionale che ha sconvolto il Piemonte nello scorso novembre appare definitivamente compromessa la pretesa unicita' e globalita' del progetto di collegamento misto autosuperstradale Asti-Cuneo, cosi' come presentato dalla SATAP (Societa' Autostrada Torino-Alessandria-Piacenza) con l'avallo delle province di Asti e Cuneo, essendo stato progettato su aree fluviali soggette ad allagamenti; dalla sintesi non tecnica dello studio di Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA) della societa' proponente si evince infatti (pagina 30) che l'autostrada in progetto percorre zone che, per lunghi tratti, possono essere interessate a fenomeni di esondazione; in tali tratti il tracciato e' previsto in rilevato o in viadotto, tipologie calcolate e dimensionate in previsione di portate di massima piena del fiume Tanaro e del torrente Stura con tempo di ritorno (tr) pari a mille anni; si evince inoltre che nei tratti in rilevato il nastro stradale e' previsto con un franco di sicurezza di almeno un metro rispetto alla quota del pelo libero dell'acqua relativamente a portate d'acqua millenarie; per il corpo del rilevato saranno adottate una serie di protezioni, seguendo le indicazioni del Magistrato del Po, tali da salvaguardarne la sicurezza; dall'Idrologia Tecnica, opera del Prof. Fasso', contenuta nell'Enciclopedia dell'Ingegneria, a proposito di calcoli probabilistici si ricava che: "..Bassi tempi di ritorno (t.r.) sono ammissibili solo quando l'eventuale insufficienza delle opere non metta a repentaglio vite umane; in caso contrario si scelgono valori tanto piu' alti quanto piu' l'opera e' sensibile alle piene e quanto piu' popolata e' la zona che essa difende: cosi' per le dighe di terra situate a monte di grandi agglomerati si consigliano t.r. pari a 5.000/10.000 anni, valori peraltro da considerare soltanto prudenzialmente indicativi, giacche' e' molto dubbio che i limitati periodi di osservazione oggi disponibili contengano informazioni sufficienti a stimare probabilita' cosi' piccole"; le esondazioni verificatesi impongono una revisione del tratto Isola d'Asti-Guarene con rimodellamento dei manufatti e miglioramento delle opere di difesa per garantire l'assoluta sicurezza della struttura; per tale tratto il percorso si deve infatti considerare obbligato nella Valle del Tanaro per ovvie ragioni orografiche; il raccordo autostradale fra la frazione di Bombonina (Cuneo) e la borgata Massimini (Carru'), alla stregua dell'evento prodottosi, non puo' che essere cancellato; il tracciato tra Cuneo e Montanera e' stato infatti progettato imprudentemente nell'area fluviale del fiume Stura di Demonte che, benche' non sia stata gravemente interessata dalla recente alluvione, lo e' stata da altre storicamente documentate come quella del 1957; il terminale sud della Cuneo-Carru' costituisce la premessa del sottopasso autostradale della citta' di Cuneo, presentato nel 1990 e bocciato dalla cittadinanza; nella progettazione di massima l'accesso al sottopasso dovrebbe scavalcare il torrente Gesso poco prima della sua confluenza nel Fiume Stura; il raccordo autostradale Cuneo-Carru', non rappresentando un percorso obbligato, bensi' il frutto di un mero calcolo speculativo che ha determinato una perversione progettuale, come dimostrato dalla Legambiente di Cuneo e dal giudizio negativo dei Ministeri dell'ambiente e dei beni culturali ed ambientali a seguito della VIA potrebbe essere sostituito con la direttrice Cuneo-Fossano sui piani terrazzati della riva sinistra dello Stura, come suggerito anche in proposte di tracciato alternativo presentate da anni presso le sedi competenti dalla Legambiente; se il tracciato alternativo venisse accettato, del progetto SATAP resterebbe immediatamente cantierabile il solo tratto Roddi-Cherasco, per il quale e' stato accuratamente studiato un percorso collinare dalla provincia di Cuneo; in fase esecutiva i ponti sullo Stura e sul Tanaro potranno. subire adeguamenti per le ragioni di sicurezza suggerite o imposte dall'alluvione del novembre 1994; benche' il successivo tratto Cherasco-Marene non sia esposto a rischi idrogeologici, l'interesse primario di questa collettivita' provinciale vorrebbe che al suo posto venisse realizzato innanzitutto il collegamento tra Roreto di Cherasco e Tagliata di Fossano (terminale nord della variante di questa citta'), restando indiscutibile il valore funzionale di un collegamento tra la A6 e la A21 -: se i ministri interrogati, nell'ambito degli interventi straordinari di ricostruzione e di ripristino migliorativo della rete viaria per le province di Asti e Cuneo, non ritengano opportuno attuare in via prioritaria i tratti autostradali Cantine di Roddi-Roreto di Cherasco, Isola d'Asti-Guarene, Cherasco-Marene, Cherasco-Fossano e Fossano-Cuneo (questi ultimi due attualmente privi di progettazione); se non ritengano altresi' opportuno che tali opere vengano costruite direttamente dallo Stato dal momento che, secondo quanto affermano alcuni Amministratori locali, la concessionaria SATAP non intende recedere dal suo progetto globale anche se la recente catastrofe ne ha dimostrato la reale pericolosita'; se non ritengano inopportuno il ripetuto diniego della relazione presentata dal Ministero dei lavori pubblici nella seduta del CdM del 6 settembre 1994. (5-00805)





 
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