Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00077 presentata da PATARINO CARMINE SANTO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19950209
La Camera, premesso che: la zootecnia, con particolare riferimento all'allevamento dei bovini, ha sempre ricoperto un ruolo di primaria importanza nell'economia agricola, anche in quella del Mezzogiorno d'Italia dove, anzi, per le zone murgiane per esempio, gli allevamenti zootecnici, oltre a rappresentare da sempre l'unica forma di agricoltura possibile, hanno avuto il grande merito di contribuire concretamente alla difesa dell'ambiente; in passato il settore non ha quasi mai lamentato grandi difficolta', tanto che, mentre in altri campi i nostri agricoltori sono stati spesso costretti a fare i conti con produzioni eccedentarie e mercati instabili, per il latte, grazie alla costante domanda, hanno potuto lavorare tranquillamente con la certezza di vendere il proprio prodotto; tale situazione di speranza e di ottimismo ha fatto si' che gli operatori partissero da dati di certezza per programmare il futuro delle aziende, puntando al loro miglioramento, facendo anche affidamento sugli aiuti dello Stato che, tramite continue sovvenzioni, sia a fondo perduto che a tassi agevolati, veniva ad incentivare la produzione del latte; la stabilita' del mercato e la non difficile commercializzazione del prodotto hanno in seguito spinto gli agricoltori, tra i quali sempre piu' numerosi i giovani (fino a quel momento poco desiderosi di dedicarsi alla campagna), pieni di entusiasmo e con la voglia di mettere in pratica le conoscenze maturate a scuola e all'universita', a reinvestire i loro guadagni nell'acquisto di animali altamente selezionati (da tempo conquistano i primi posti nelle mostre di tutta Italia) e di impianti per la mungitura completamente automatizzati, nella costruzione di grandi stalle, rendendo possibile, cosi', un ciclo con immediato riutilizzo dei risparmi, favorendo la nascita di aziende d'avanguardia e avviando un efficiente sistema agroindustriale. Il latte diventava, quindi, dalla mungitura alla vendita al dettaglio, una discreta fonte di reddito per diverse figure economiche; le prospettive della zootecnia italiana hanno subi'to cambiamenti, soprattutto a partire dal 1983, anno in cui gli allevatori si sono trovati di fronte al problema "quote latte" stabilite dalla CEE. Tali quote, che avrebbero dovuto "disciplinare" le produzioni, sono servite, invece, ad imporre ai nostri allevatori di produrre di meno (ricorrendo addirittura all'abbattimento di centinaia di migliaia di mucche), non superando neppure il 60 per cento del fabbisogno nazionale, costringendo l'Italia ad importare (dai Paesi europei che potevano e possono produrre molto piu' del loro fabbisogno) latte per oltre 1.500 miliardi di lire; considerato che: l'applicazione del regime delle quote latte, non solo ha aggravato i problemi degli allevatori dal punto di vista economico (il prezzo del latte alla stalla non ha subi'to sostanziali incrementi e rimane ben lungi dall'adeguamento delle medie europee), ma ha reso sempre piu' difficile la lavorazione dei prodotti caseari, i quali pure risultano essere molto al di sotto, oltre che delle richieste esterne, anche del solo fabbisogno nazionale; rilevato che: la pubblicazione del bollettino EIMA n. 2 del 15 dicembre 1994, invece di rispondere realmente alle esigenze della categoria, ne mortifica sempre piu' la professionalita' e l'esistenza a causa di alcune prese di posizioni che paiono del tutto inspiegabili: 1) diversi errori di assegnazione di quote produttive; 2) ingiustificate esclusioni di molti allevatori storici, peraltro regolarmente iscritti nei precedenti bollettini EIMA; 3) esclusioni di giovani allevatori subentrati (per successioni o acquisto di azienda); 4) contenzioso tra allevatori ed acquirenti del latte vaccino a causa dell'applicazione del prelievo supplementare; 5) disposizioni per correzioni con costosi ricorsi alla magistratura; preso atto che: altri Paesi europei, come la Germania, la Francia e l'Olanda possono continuare a produrre anche con eccedenze veramente eccessive, che superano in alcuni casi anche del doppio la quantita' necessaria al fabbisogno interno, impegna il Governo a promuovere le piu' opportune iniziative per: a) evitare che insorgano pericolose tensioni sociali tra gli operatori economici del settore; b) evitare che per la correzione dei dati del bollettino gli allevatori debbano ricorrere alla Magistratura; c) escludere dal regime delle quote: 1) le aziende site nelle zone montane e svantaggiate; 2) le aziende in cui si producono i prodotti tipici; 3) le aziende che producono meno di 1.500 quintali l'anno; 4) i giovani di primo insediamento; 5) le aziende che hanno effettuato miglioramenti fondiari; d) sostenere, come avveniva in passato, economicamente il settore, dando le necessarie garanzie agli allevatori e ai lavoratori delle associazioni degli allevatori, molti dei quali, trovandosi in grande difficolta' economica, vedono il loro futuro sempre piu' incerto; e) intervenire presso il Consiglio dei ministri agricoli della CEE con l'energia necessaria, con puntuali e documentate argomentazioni, al fine di contestare con concrete possibilita' di successo, le ingiuste imposizioni in materia agricola e zootecnica nei confronti del nostro Paese che, se deve entrare a far parte degli Stati Uniti di Europa deve poterlo fare con pari diritti e pari dignita'. (1-00077)