Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00811 presentata da VALPIANA TIZIANA (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19950210
Ai Ministri della sanita' e per la famiglia e la solidarieta' sociale. - Per sapere - premesso che: l'ospedale di Zevio, 16 chilometri ad Est del capoluogo Verona, ha una potenzialita' di 300 posti letto e, fino alla fine degli anni '80, si articolava su sei divisioni (medicina, pediatria, neurologia per l'area medica; chirurgia, ostetricia-ginecologia, ortopedia per l'area chirurgica) e su servizi ospedalieri (pronto soccorso, anestesia e rianimazione, laboratorio, radiologia, rieducazione funzionale, cardiologia, fisiopatologia respiratoria, neurofisiopatologia, ecotomografia ostetrico-ginecologica); a partire dalla prima meta' degli anni settanta, la divisione di ostetricia di tale ospedale si e' caratterizzata per una particolare attenzione agli aspetti psico-relazionali della nascita; ha proposto, fra le prime in provincia di Verona, corsi di psicoprofilassi ostetrica e ha concretizzato le richieste di una maggiore umanita' nella nascita abolendo gli "abbagliamenti" in sala parto e modificando gli atteggiamenti direttivi e invasivi; ridistribuendo gli spazi architettonici con l'abolizione della sala travaglio e la presenza costante del partner della donna per tutta la durata della degenza; un ricambio numericamente consistente di personale, medico e ostetrico, ha consentito tra la fine degli anni settanta e la prima meta' degli anni ottanta il consolidamento di ulteriori elementi: una particolare attenzione alla formazione permanente; l'introduzione del rooming-in e la creazione di una "sala parto familiare"; il rooming-in, correttamente inteso e pienamente utilizzato, ha lo scopo di favorire i contatti precoci madre-bambino e l'allattamento "a richiesta" del neonato, condizione favorente l'inizio e il mantenimento dell'allattamento al seno; la sala parto familiare ha garantito la liberta' di espressione e rispettato l'intimita' della donna e della coppia durante la nascita; tutti questi elementi, realizzati gradualmente e con il coinvolgimento di tutto il personale dell'ostetricia, portarono ad attuare, per la prima volta in un ospedale pubblico, una proposta di assistenza alla nascita che rappresentava l'indirizzo istituzionale e non una opzione condizionata alla disponibilita' personale o all'attivita' libero professionale del singolo operatore; l'ostetricia di Zevio divenne cosi', nell'arco degli anni ottanta, un punto di riferimento per tutti coloro, singoli e associazioni, interessati a procedure di assistenza alla nascita diverse e rispettose della naturalita' della nascita e dei bisogni di madri e neonati; nel 1988 l'ospedals di Zevio organizzo', con il patrocinio del regional Office for Maternal and Child Helth dell'Organizzazione mondiale della sanita', un congresso multidisciplinare europeo dedicato all'umanizzazione delle cure perinatali in rapporto alle raccomandazioni dell'OMS; l'ostetricia di Zevio ha pienamente recepito nei protocolli attuati le indicazioni scaturite dagli studi clinici randomizzati controllati, sinonimo di efficacia degli interventi; le caratteristiche dell'assistenza prestata dall'ostetricia dell'ospedale di Zevio puo' essere valutata utilizzando gli indicatori di utilizzo del servizio e tassi di mortalita' perinatale; per quanto riguarda l'utilizzo del servizio si e' passati ai 367 parti del 1983 agli 804 parti del 1989 fino a divenire, nel 1988-1989, la divisione con il maggior numero di parti della provincia di Verona, escludendo ovviamente le due strutture ospedaliere di Verona capoluogo; solo il 31 per cento delle donne era residente nell'USL 27, mentre il 69 per cento era residente in altre USL della provincia di Verona (47,4 per cento), del Veneto (18,2 per cento) o in altre regioni (3,4 per cento); l'ostetricia di Zevio ha registrato il piu' alto tasso di ricoveri in ostetricia per 1.000 abitanti di tutta la provincia (USL 25 compresa), visto che poco meno del 70 per cento dei ricoveri interessa gravide provenienti da altre USL della provincia o da altre province; i tassi di mortalita' perinatale (da 0 a 28 giorni) sono costantemente inferiori a quelli registrati nella regione Veneto e in provincia di Verona; il reparto di ostetricia di Zevio e' stato oggetto negli ultimi anni di oggettivi e reiterati provvedimenti di "sabotaggio" da parte dell'amministratore straordinario Luigi Bezzan, informazioni errate agli utenti, chiusura della "sala familiare"; continue censure e provvedimenti verso il personale, accorpamento del reparto di pediatria presso altro ospedale tendenti soprattutto a scardinare la fiducia di cui il reparto godeva presso le utenti e miranti all'abbassamento degli indici di occupazione e del numero di posti letto complessivi dell'ospedale; la regione Veneto, nell'ambito del piano sanitario regionale e della rizonizzazione delle USSLL, ha previsto la chiusura dell'ospedale di Zevio, accorpando i reparti presso l'ospedale di Bovolone; la Commissions sanita' della regione Veneto, nel mese di gennaio '95, in missione conoscitiva ha visitato in Francia e in Olanda esperienze di strutture che in quei paesi fanno quanto da quasi 20 anni si pratica proprio nell'ostetricia di Zevio; l'ospedale di Zevio e' sede anche di una delle tre neurologie di tutta la provincia di Verona; sarebbe estremamente difficile ricostruire in un'altra sede e con personale diverso, le medesime caratteristiche, omunque, non presenti nel resto del Veneto -: se non ritenga indispensabile, pur nel rispetto dell'autonomia regionale, salvaguardare un'esperienza che ha mostrato in quasi 20 anni di essere fortemente apprezzata, voluta e difesa dalla popolazione e che offre una qualita' dell'assistenza ai piu' alti livelli degli standard raccomandati all'OMS; se non ritenga di indagare i reali motivi dell'opposizione dell'ex amministratore straordinario che ha compresso ogni attivita', non solo del reparto di ostetricia, ma di tutto l'ospedale di Zevio; se non ritenga contraddittorio l'atteggiamento della regione Veneto che, mentre manifesta un preciso interesse per l'esperienza europea nell'ambito dell'umanizzazione della nascita, decide la chiusura dell'unica esperienza in tal senso esente sul proprio territorio. (5-00811)