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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00842 presentata da CESETTI FABRIZIO (PROG.FEDER.) in data 19950215

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del lavoro e previdenza sociale e del tesoro. - Per sapere - premesso che: con l'accordo del 20 dicembre 1993 intervenuto tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori FILTA-CISL, FILTEA-CGIL, UILTA-UIL e dei datori di lavoro ANCI-Confindustria, CNA, CASA, CLAAI, e sottoscritto con le stesse organizzazioni sindacali dall'Uniontessile-Confapi l'8 marzo 1994 si e' concordato un piano pluriennale di incremento dell'occupazione per 5.000 unita', sia mediante assorbimento nelle imprese gia' esistenti, sia attraverso la creazione di nuove imprese, limitatamente alle fasi di produzione che vanno dal taglio alla preparazione della tomaia, a condizione di poter usufruire dello sgravio totale o parziale degli oneri previdenziali ed assistenziali nelle modalita' indicate nell'accordo medesimo; il Ministro del lavoro e della previdenza sociale di concerto con il Ministro del tesoro con decreto 31 marzo 1994 approvava il piano occupazionale oggetto dell'accordo tra le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori e disponeva che il medesimo accordo doveva ritenersi parte integrante del decreto in quanto: a) le imprese del settore calzaturiero, per le fasi di produzione che vanno dal taglio alla preparazione della tomaia, sono interessate da una grave crisi occupazione, motivata dalla accresciuta concorrenzialita' dei paesi in via di sviluppo e dalla perdita di competitivita' dell'industria italiana, dimostrata in particolare dal fatto che, dal 1987 al 1992, il numero delle aziende e' passato da 9.400 a 8.100 e il numero degli addetti da 123.000 a 108.000; il ricorso alla Cassa integrazione guadagni straordinaria e' stato, nel 1993, di 5.5 milioni di ore (equivalenti a circa 3.000 posti di lavoro a rischio), il ricorso alla Cassa integrazione ordinaria e' stato, nel 1993, di 10.8 milioni di ore di lavoro (equivalenti a circa 6.000 lavoratori); b) le imprese che realizzino le previste assunzioni di lavoratori iscritti nelle liste di mobilita' o che fruiscano di trattamento straordinario di integrazione salariale, sono nelle condizioni di godere dei benefici previsti dalle leggi n.223 del 1991 e n.236 del1993; sia l'accordo che il conseguente provvedimento del Governo incentrati sulla fiscalizzazione degli oneri sociali si resero necessari a causa di un preoccupante calo della produzione e dall'accentuazione del processo di delocalizzazione all'estero di parti di lavorazione (taglio e orlatura) e per rendere ancora conveniente produrre in Italia, salvaguardando i livelli di occupazione e il reinserimento dei lavoratori in cassa integrazione, in mobilita' e iscritti nelle liste dei disoccupati; successivamente all'emanazione del decreto circa 400 aziende hanno presentato i progetti per assumere circa 3.600 addetti; detti progetti sono stati sistematicamente approvati dalle commissioni competenti, coprendo tutte le disponibilita' finanziarie in dotazione per gli anni 1994-1995; attualmente il provvedimento e' bloccato per l'intervento del Commissario europeo alla concorrenza che ha avviato un'istruttoria per presunta concorrenza sleale sembra su istanza dei tedeschi; sembra che il Governo italiano fino ad oggi non abbia fornito i chiarimenti richiesti sulla struttura del provvedimento i cui benefici, come e' stato giustamente osservato da piu' parti, "sono riservati alle piccole e medie imprese, secondo quanto stabilito da Bruxelles e che puo' essere utilizzato da qualsiasi settore economico, previo accordo tra le parti sociali e definizione degli obiettivi occupazionali". Inoltre e' stato osservato che "il progetto, temporaneo, incide scarsamente sulla concorrenzialita', evitando in pratica solo il decentramento produttivo in paesi a basso costo della manodopera"; e' evidente che il decreto non puo' essere interpretato come un'intervento assistenziale ma come opportunita' per avviare un processo di ristrutturazione del comparto calzaturiero costituito da tante piccole e medie imprese fortemente specializzate e strettamente integrate sul piano produttivo, con forti connotati di flessibilita' che lo rendano efficace sui mercati; l'inerzia dimostrata fino ad oggi dal Governo ha determinato forte delusione e preoccupazione nel distretto calzaturiero delle Marche i cui sindaci, unitamente alle associazioni di categoria e ai sindacati dei lavoratori, si sono piu' volte riuniti per sottolineare l'assurdita' della situazione che si e' venuta a creare ed hanno anche richiesto d'incontrarsi con il Ministro del lavoro; la situazione e' ancora piu' grave e assurda in quanto il Governo oltre a non attivarsi positivamente per rimuovere l'atteggiamento di chiusura della Comunita' economica europea, non ha provveduto a dare il via ai progetti approvati neanche per quella parte che consente fino a 4 assunzioni non soggette al controllo della Comunita' stessa e previste dalla normativa in vigore. Quanto sopra consentirebbe immediatamente, in considerazione dei progetti presentati ed approvati, l'assunzione di oltre 1.000 addetti -: se il Governo non ritenga indispensabile ed urgente dare immediata attuazione ai progetti approvati consentendo alle aziende di incominciare ad assumere fino a 4 unita' lavorative cosi' come previsto anche dalle vigenti disposizioni legislative; se il Governo non intenda attivarsi con determinazione per rimuovere tutti gli ostacoli posti dalla Comunita' europea alla piena attuazione dei progetti e quali iniziative, anche di tipo legislativo, intenda in tal senso assumere. (5-00842)

 
Cronologia
venerdì 10 febbraio
  • Politica, cultura e società
    Si svolge a Milano il Congresso della Lega Nord, che approva la linea politica di Umberto Bossi e ne conferma la leadership.

lunedì 20 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva la proposta di legge recante Nuove norme per la elezione dei consigli delle regioni a statuto ordinario (AC 1969) e dei concorrenti progetti di legge, che sarà approvato dal Senato il 23 febbraio (legge 23 febbraio 1995, n. 43).