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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00213 presentata da VIVIANI VINCENZO (PROG.FEDER.) in data 19950215

La X Commissione, premesso che: in data 28 ottobre 1994 e' stato convertito in legge il decreto 27 agosto 1994, n. 513, avente ad oggetto la liquidazione dell'Ente Nazionale per la Cellulosa e per la Carta; la messa in liquidazione dell'Ente imponeva al Commissario liquidatore di redigere, entro 90 gg., un piano di liquidazione che doveva essere approvato, entro 90 gg. con decreto del Ministro dell'Industria, del commercio e dell'artigianato di concerto con i Ministri delle risorse agricole, alimentari e forestali, del Tesoro, per la Funzione pubblica e dell'Universita' e della Ricerca scientifica e tecnologica, piano che doveva essere trasmesso alle Camere per l'espressione del parere da parte delle competenti commissioni permanenti; il piano di liquidazione doveva in specie privilegiare, compatibilmente con l'assetto complessivo delle funzioni svolte, soluzioni che prevedessero - fra l'altro - il trasferimento ad altri soggetti pubblici o privati delle strutture e del personale dell'ENCC e delle societa' operanti nei settori puntualmente elencati nell'art. 2, II c. della legge 595/94 al fine di evitare che venisse compromesso, o peggio ancora disperso, quel vasto ed apprezzato, anche a livello internazionale, patrimonio di strutture, professionalita', ricerca e sperimentazione in settori nevralgici e strategici nel campo del legno, della forestazione, dell'arboricoltura e vivaistica, della carta, ecc.; anche collocando il personale presso altre amministrazioni pubbliche dello Stato, enti pubblici e regioni in modo da non dilapidare le alte professionalita' e le competenze acquisite; la natura preminentemente pubblicistica delle funzioni svolte dall'Ente e dalle societa' controllate - specie con riferimento ai settori della ricerca, sperimentazione e formazione professionale - avrebbe dovuto portare a soluzioni che tenessero conto del fatto che la mera trasformazione dei centri di ricerca in societa' commerciali appariva come soluzione non immediatamente praticabile perche', al momento, il prodotto delle attivita' sperimentali non era suscettibile di brevetto ed il mercato, come e' noto, tende ad ignorare le caratteristiche speciali delle produzioni vegetali di qualita', privilegiando invece prodotti di livello inferiore; fra l'altro diversamente operando, si sarebbe corso il rischio di non cogliere le opportunita' offerte a livello comunitario con il recepimento delle direttive CEE n. 2078 e 2080 del1992, direttive che stanno spostando l'interesse di numerosi agricoltori verso il settore della forestazione e dell'arboricoltura del legno, interesse per soddisfare il quale sara' praticamente impossibile evitare una massiccia importazione dall'estero - peraltro gia' iniziata - le cui conseguenze sarebbero irreparabili per i nostri boschi a causa delle variazioni genetiche che le piante subiranno per effetto della diffusione di polline di ecotipi del tutto inadatti al nostro ambiente, rischi che i paesi della Comunita' stanno fronteggiando mantenendo le produzioni vivaistiche saldamente in mano pubblica o parapubblica; le preoccupazioni sopra riportate erano state per certi versi avvertite dal Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali dell'epoca che il 5 agosto scorso aveva sottoposto al vaglio del Consiglio dei Ministri una bozza di disegno di legge, peraltro non approvato, disegno di legge recante il progetto "cantieri verdi, piano forestale 1995-1999" che prevedeva l'attivazione di interventi urgenti di manutenzione degli ecosistemi forestali e di incremento dell'occupazione stabilendo - ai fini della sperimentazione di interesse nazionale mirante alla individuazione, selezione e produzione di materiale di propagazione forestale geneticamente qualificato e tecnologicamente pregiato - l'utilizzazione dei centri di sperimentazione forestale di Casalotti e Casale Monferrato nonche' delle annesse aziende di Cesarini, Ovile, Giarole e Mezzi, da destinare ad attivita' scientifiche, didattiche e sperimentali di interesse nazionale con il trasferimento del personale amministrativo e scientifico al Corpo forestale dello Stato; la soluzione prospettata dal Ministero delle Risorse agricole, alimentari e forestali, pur risultando parziale interessando unicamente il settore della pioppicoltura, arboricoltura e forestazione e quindi trascurando altri comparti come quello della carta, poteva essere considerata come un primo, anche se limitato, approccio alle problematiche scaturenti dalla liquidazione dell'ENCC e, comunque, appariva rispondente all'esigenza di garantire a pieno il soddisfacimento di interessi rilevanti sul piano nazionale; in linea con l'indirizzo sopra indicato, il Governo - nella seduta del 5 ottobre scorso - aveva accettato un ordine del giorno, primo firmatario Benedetti Valentini, in forza del quale il Governo si impegnava a predisporre misure specifiche, anche separate da quelle generali attinenti alla liquidazione dell'ENCC, volte a recuperare, organizzare e potenziare le strutture ed il personale qualificato delle attivita' integrate di ricerca, sperimentazione e vivaistica, presenti all'interno della SAF e delle sue aziende operanti nelle varie regioni italiane; il Commissario liquidatore dell'Ente, Dott. Stefano Nannerini, affiancato da Galeani Malandrino e' rimasto del tutto inadempiente rispetto agli obblighi impostigli dalla legge 595/94 non avendo predisposto entro il termine stabilito il piano di liquidazione da sottoporre all'approvazione del Governo, piano sul quale, una volta approvato, le competenti commissioni permanenti delle Camere avrebbero dovuto esprimere il loro parere; il Commissario liquidatore, oltre che vanificare, con il suo comportamento gravemente inadempiente, l'espressione sia delle valutazioni da parte del Governo, sia del parere delle commissioni parlamentari, ha assunto iniziative particolarmente pregiudizievoli ed un corretto ed efficace decollo della liquidazione dell'ente e delle societa' controllate, avendo: a) ai primi di novembre disposto il licenziamento di 25 operai agricoli dipendenti della Azienda agricola "Il Castellaccio" di Spello, provocando cosi' le giuste reazioni delle organizzazioni sindacali e la presentazione, in data 11 novembre scorso, di una interrogazione parlamentare (primo firmatario On. Nardone) rivolta al Ministro delle Risorse agricole, alimentari e forestali nonche' al Ministro dell'Industria, interrogazione ad oggi rimasta senza risposta; b) non dato seguito agli impegni assunti nei confronti dell'On. Borghini, il cui interessamento era stato richiesto dalle organizzazioni sindacali, omettendo di predisporre ed inoltrare una relazione scritta sullo stato della liquidazione e, quindi, incidendo negativamente, su eventuali positive iniziative che avrebbero potuto essere intraprese; c) comunicato ufficialmente alle organizzazioni sindacali - con nota del 3 febbraio scorso ed in assenza di ogni piano di liquidazione - il proposito di provvedere, con decorrenza 1^ marzo 1995, alla sospensione nell'arco di 24 mesi, dei dipendenti della SAF - fino ad un massimo di 640 unita' fra occupati presso la sede centrale, negli istituti di ricerca e nelle aziende agricole, preannunciando - in proposito - il ricorso ai meccanismi previsti dall'art. 3, VI c., della legge 595/94, giustificando l'iniziativa con l'impossibilita' di sostenere finanziariamente gli oneri di gestione fra cui la corresponsione al personale dipendente delle retribuzioni fin dal prossimo mese di marzo; d) omesso di ricercare le possibilita' di ricollocazione del personale presso altre amministrazioni dello Stato, enti pubblici o regioni come previsto dall'art. 3, I c., del D.L. 513/94; e) compromesso seriamente la prosecuzione delle attivita' di ricerca e di sperimentazione presso le diverse aziende agricole della SAF restringendo irragionevolmente i necessari flussi finanziari; alla luce delle gravissime inadempienze ascrivibili al Commissario liquidatore ed ai suoi collaboratori, cui si accompagnano iniziative palesemente dirette ad incidere negativamente sulle capacita' operative dei centri di ricerca e di sperimentazione, va realizzandosi il concreto rischio, piu' volte in passato palesato e denunciato, di una sconsiderata dismissione di tutte le attivita', favorendosi cosi' la realizzazione di speculazioni prevalentemente immobiliari attesa la consistenza del patrimonio di proprieta' dell'ente e delle societa' controllate, risoluzione questa che va con forza contrastata assumendo tutte le iniziative del caso; impegna il Governo: ad intervenire con la massima urgenza nei confronti del Commissario liquidatore dell'Ente e delle societa' collegate SAF, SIVA, e Ress perche' immediatamente interrompa l'esecuzione dei provvedimenti di sospensione dei 640 dipendenti della societa' Agricola forestale con effetto a decorrere dal 1^ marzo p.v., non apparendo gli stessi in linea con gli impegni accettati dal Governo nella seduta dell'11 ottobre 1994 e descritti nell'ordine del giorno Benedetti Velentini, impegni che prevedevano l'adozione di misure specifiche dirette ad escludere ogni depotenziamento delle attivita' di ricerca, sperimentazione e vivaistica condotta dalla SAF e dalle aziende agricole alla medesima collegate; ad intervenire nei confronti del Commissario liquidatore perche' gli sia inibito, in attesa dell'approvazione del piano di liquidazione e dell'espressione del parere da parte delle competenti Commissioni parlamentari ogni atto di cessione di attivita' o di alienazione di immobili di proprieta' dell'ente e delle societa' controllate garantendo la prosecuzione dell'attivita' di ricerca e di sperimentazione precedentemente programmata; a salvaguardare il perseguimento delle funzioni gia' svolte dall'ente e dalle societa' controllate privilegiando in particolare le soluzioni previste dall'art. 2, II c., lettera a), del D.L. 513 del 1994 convertito con legge 595 del 1994 anche promuovendo, secondo quanto disposto dalla legge 23 agosto 1988, n. 400, la tempestiva convocazione della Conferenza Stato-Regioni in modo da evitare che venga definitivamente compromesso o, peggio ancora disperso, il notevole patrimonio di strutture, professionalita' e sperimentazioni; ad adottare nei confronti del Dott. Stefano Nannerini i necessari provvedimenti, ivi compresa la revoca del decreto di nomina del Commissario liquidatore dell'Ente Nazionale per la Cellulosa e per la Carta e delle societa' controllate. (7-00213)

 
Cronologia
venerdì 10 febbraio
  • Politica, cultura e società
    Si svolge a Milano il Congresso della Lega Nord, che approva la linea politica di Umberto Bossi e ne conferma la leadership.

lunedì 20 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva la proposta di legge recante Nuove norme per la elezione dei consigli delle regioni a statuto ordinario (AC 1969) e dei concorrenti progetti di legge, che sarà approvato dal Senato il 23 febbraio (legge 23 febbraio 1995, n. 43).