Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00219 presentata da GODINO GIULIANO (FORZA ITALIA) in data 19950220
La IX Commissione, considerato che: il porto di Venezia-Marghera e' uno degli scali piu' importanti, per movimento merci e passeggeri, dell'intero bacino mediterraneo; la mancata manutenzione, per molti anni, dei fondali di accesso al porto di Venezia (canale Malamocco-Marghera) ha ridotto il pescaggio utile all'ingresso delle navi di tonnellaggio adeguato alle tecnologie adottate e l'alto livello di informatizzazione e meccanizzazione delle strutture portuali, che si pongono ora in netto contrasto con l'impossibilita' di dare servizio a quelle navi portacontainer altamente specializzate che, per far fronte alla crescente domanda degli operatori, richiedono capacita' di carico - e quindi dimensioni - sempre maggiori; recentemente, un'ulteriore riduzione di un piede del fondale del canale di navigazione di accesso agli ormeggi commerciali e industriali di Porto Marghera ha ulteriormente aggravato la gia' ridotta accessibilita' a navi di medio tonnellaggio; la suddetta riduzione del pescaggio massimo consentito implica una perdita secca di traffico per merci varie stimato in 400/500 mila tonnellate annue, mentre si rende sempre piu' difficoltoso per una delle maggiori compagnie che usufruiscono del porto di Venezia, la Adriatic Shipping Company, con le sue navi ZIM LINE toccare Venezia con la linea full-container per l'Estremo Oriente, Giappone, Australia, Cina - un traffico annuo di circa 30.000 TEU - che si vede costretta a mantenere la linea da Venezia con navi di modeste dimensioni (1.700 TEU), anziche' con le previste unita' da 2.700 TEU; tale caduta di produttivita' potenziale non potra' che avere conseguenze negative sull'occupazione; il Piano regolatore vigente per il porto fissa la quota del fondale di accesso al porto a -12 metri sul livello medio mare (oltre 39 piedi) e la competenza per il mantenimento di detta quota era affidata al Ministero dei lavori pubblici, che vi doveva provvedere direttamente o tramite aggiudicazione di appositi appalti; per complessi motivi riguardanti normative tra loro interferenti ed a iter burocratici estremamente lunghi, sino a oggi la mancata manutenzione ha ridotto il pescaggio a -9 metri, arrivando addirittura a poco piu' di -7,50 metri per navi di larghezza superiore ai 42 metri. Tale limitazione si aggiunge alla mancata realizzazione di altre opere, non di minore importanza, quali ad esempio il sentiero luminoso, impedendo cosi' la navigabilita' "round the clock" o con nebbia; nonostante gli sforzi che doverosamente vanno riconosciuti al Comandante del Porto ed attuale Commissario, per aver cercato di affrontare il problema nelle sedi competenti, la situazione e' tuttora senza soluzione alcuna, e cio' sta mettendo a dura prova la pazienza e la fiducia sin qui dimostrate dagli armatori; perplessita' e preoccupazione vengono espresse dagli spedizionieri, dagli agenti marittimi, dagli autotrasportatori - un indotto di almeno 400 persone - per i risvolti occupazionali che questa situazione sta determinando; tenuto conto che nel dicembre 1991 il Genio Civile ha inviato a Roma una perizia per l'escavo del canale Malamocco-Marghera di 6 miliardi e 700 milioni, ma dopo varie "peripezie" il 16 settembre scorso, si e' giunti finalmente all'apertura delle buste in seguito alla licitazione privata indetta dal Ministero dei lavori pubblici che, nonostante l'urgenza e la necessita' dei lavori, ha bloccato tutto perche' la ditta vincitrice l'appalto si e' aggiudicata i lavori con un prezzo giudicato "troppo basso" dal Ministero. E' seguita l'aggiudicazione dei lavori alla seconda ditta classificata, ma e' in corso un contendere al Consiglio di Stato per l'assegnazione definitiva dell'appalto, dopo il ricorso della prima ditta aggiudicataria impegna il Governo: ad attuare i progetti di approfondimento dei fondali gia' previsti dagli indirizzi governativi e dal Piano Comprensoriale, che prevedono la salvaguardia della Laguna senza penalizzare le attivita' portuali di Venezia e Chioggia; a provvedere all'indizione di una riunione del CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica) per sbloccare i finanziamenti previsti per scavare i canali di navigazione, specie quelli prospicienti i porti. (7-00219)