Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00416 presentata da CHIAVACCI FRANCESCA (PROG.FEDER.) in data 19950301
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della difesa, per sapere - premesso che: il fenomeno dell'obiezione di coscienza, gia' regolamentato dalla legge n. 772 del 1972 interessa un sempre maggior numero di giovani nel nostro Paese (28.910 domande presentate nel 1993, secondo i dati forniti dal Governo); il servizio civile rappresenta una risorsa fondamentale per la realizzazione di importanti servizi sociali e ambientali e, come definito dalla Corte Costituzionale in una sua sentenza del 1985 un modo altrettanto degno di adempiere al dovere di difesa della patria, sancito dall'articolo 52 della nostra Costituzione; e' stato pubblicato un "Libro bianco sull'obiezione di coscienza" a cura dell'Associazione per la Pace e dell'Associazione Obiettori Nonviolenti, che denuncia il grave stato di disagio che gli obiettori di coscienza e gli enti di servizio civile soffrono a causa della gestione del Ministero della difesa; in questo libro e' contenuta un'inchiesta su un ampio campo di enti convenzionati per l'uso di obiettori (tra cui i piu' significativi enti locali, numerosi enti della Consulta nazionale per il servizio civile); copre una gamma abbastanza rappresentativa sia per numero che per area vocazionale nella quale si evidenziano le numerose difficolta' da questi incontrate nei rapporti con il Ministero; dette difficolta' derivano principalmente dai tempi di ottenimento della convenzione, che per il 30 per cento degli enti interessati dall'inchiesta sono stati tra i 12 e i 24 mesi, che si riducono a 8 nel caso di enti piu' grandi; detti tempi sembrano variare anche in base all'area vocazionale dell'ente, essendo piu' brevi nel caso di enti che si contraddistinguono maggiormente per l'impegno civile o che lavorano nel settore dell'ambiente; inoltre grandi difficolta' derivano dal fatto che, pur recitando la convenzione base "l'assegnazione degli obiettori da parte dell'amministrazione terra' conto, di massima, della predisposizione degli obiettori e del progetto generale di servizio del'Ente medesimo, fatte salve, comunque, le esigenze dell'amministrazione", la percentuale delle richieste nominative accolte e' estremamente bassa, in media circa il 40 per cento, in alcuni casi (Servizio Civile Internazionale ANFFAS, Soprintendenza Archeologica di Ostia) arriva al 10 per cento e che sembra non essere seguito un criterio omogeneo nell'accettazione di tali richieste; in maniera sempre piu' forte vengono assegnati d'ufficio agli Enti obiettori che avevano indicato, al momento della richiesta, un altro Ente o addirittura una diversa area vocazionale (il fenomeno delle "precettazioni d'autorita'", piu' volte sottoposto all'attenzione del Ministero in numerose interrogazioni di deputate e deputati) cio' tra l'altro, comporta un disagio notevole per gli obiettori stessi e per gli Enti, che devono impegnare sforzi ed energie per motivare e sensibilizzare l'obiettore ai temi sui quali sara' poi incentrato il lavoro nell'anno di servizio. A questo proposito risulta molto meno grave la situazione dell'Associazione Nazionale Famiglie di fanciulli e adulti subnormali che ha visto respinte oltre il 90 per cento delle richieste nominative inoltrate all'Amministrazione della difesa; la stessa cosa e' accaduta anche a numerosi enti pubblici, come il Ministero dei beni culturali e ambientali e il comune di Milano; la direttiva ministeriale che ha interpretato l'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica n. 475 del 1977 nel senso di obbligo degli enti convenzionati a fornire vitto e alloggio ha fatto si' che numerosi Enti abbiano rinunciato alla Convenzione per l'utilizzo di obiettori, poiche' impossibilitati, per motivi economici (sono previste solo lire 5.105 per il rimborso del vitto e lire 922 per l'alloggio), al rispetto di detta direttiva -: se sia a conoscenza di tale situazione e se non ritenga necessario emanare provvedimenti che diano un'interpretazione certa e chiara delle norme che regolano i rapporti tra obiettori ed Enti e tra Enti e Amministrazione della Difesa; se non ritenga opportuno approntare una verifica puntuale dei criteri seguiti per l'assegnazione degli obiettori agli Enti facendo si' che possa essere rispettato il dettato della Convenzione base; se non intenda potenziare la struttura del Ministero demandata alla gestione del servizio civile. (2-00416)