Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00905 presentata da BRUNETTI MARIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19950302

Al Ministro degli affari esteri. - Per conoscere - premesso: che le Associazioni nazionali dell'emigrazione sono state informate che la Direzione generale emigrazione e affari sociali del Ministero degli esteri ha deciso di ridurre drasticamente i contributi relativi all'anno 1994, iscritti alla rubrica 6 e altre del bilancio finanziario alle stesse per l'anno trascorso 1994, fino all'esigua somma di 20 milioni a grandi organizzazioni, come la FILEF e l'UNAIE, rappresentative delle aree progressista e cattolica in emigrazione; che, dato il valore attuale della lira, il Ministero degli affari esteri compromette qualsiasi tutela da parte delle stesse, cosa che si configura per altro come un colpo estremo di un Governo che, al momento dell'adozione della misura era ormai privo della fiducia del Parlamento e in via di sostituzione, e di cui la primaria responsabilita' appare essere stata dell'ex sottosegretario onorevole Trantino e di quei funzionari che hanno dato informazioni non corrispondenti alla reale entita' di Associazioni che sono note come colonne portanti in materia; che la drastica riduzione rasenta anche l'illegalita' per il fatto che e' stato violato un preciso disposto della legge n. 368 del 6 novembre 1989, articolo 3, che stabilisce che il CGIE (consiglio italiano degli emigrati all'estero) esprime parere obbligatorio sugli stanziamenti dei vari capitoli del bilancio dello Stato in favore delle comunita' italiane all'estero (primo comma) e sui criteri per l'erogazione di contributi ad associazioni nazionali, patronati che svolgono concreta attivita' di sostegno e promozione sociale delle comunita' italiane all'estero (terzo comma); che nessuna di queste prescrizioni, procedurali e sostanziali in diritto amministrativo, e' stata rispettata da un organo della pubblica amministrazione destinatario della norma di cui alla legge n. 368 del 1989, con la conseguenza, fra le altre, che il provvedimento in questione non e' neppure giuridicamente esistente e privo perfino di capacita' di produrre effetti; che nel sistema del diritto il CGIE ha rilevanza come organo ausiliario dell'amministrazione dello Stato, esistente, come altri organi analoghi, specie per i casi delle categorie sottoprotette, mentre appare palese la concezione della DGEAS di ritenerlo semplicemente "consultivo" (o addirittura simbolico, o peggio, sfogatoio di malessere e disagio sociale); che appare fondata la protesta delle Associazioni e la loro richiesta al Ministro di sanare una ipotesi di inadempimento, per altro passibile di impugnazione davanti alla giustizia amministrativa, di verifica di eventuali addebiti di omissione di atti rilevanti di ufficio, nonche', immediatamente, di precauzionale segnalazione alla Corte dei conti della nullita' di una eventuale delibera gia' "in itinere" di esame di merito e di legittimita'; che e' necessario ancora chiarire che il disposto della legge n. 386 del 1989, articolo 3, commi 1 e 3, ha il valore non della richiesta al CGIE di una "opinione generica", ma di un "parere obbligatorio" nel merito della qualita', della quantita' complessiva delle somme in bilancio, del criterio generale e particolare della ripartizione, della verifica delle priorita' per singoli enti e per aree geografiche degli interventi, delle specifiche motivazioni e delle giustificazioni, sempre richieste per iscritto in qualsiasi provvedimento della pubblica amministrazione, e che le eventuali informazioni che siano state a disposizione della DGEAS nella questione, sull'attivita' delle Associazioni, avrebbero dovuto avere come destinatario il CGIE per un suo pronunciamento ragionato e fondato secondo la correttezza amministrativa: eventuali informazioni, s'intende, per iscritto e non relate verbalmente da altre verbali notizie raccolte da qualche consolato genericamente citato; che le Associazioni sono fra le componenti del CGIE e dei COMITES (i comitati degli italiani all'estero), istituiti con la legge n. 205 dell'8 maggio 1985, modificata e integrata dalla legge n. 172 del 5 luglio 1990, che, pertanto, l'area di questa presenza e' quella di ogni continente, ragion per cui se solo dovessero limitarsi a questi istituti, per la elezione dei quali esse hanno concorso, dovrebbero vedere il riconoscimento di un sistema di contribuzioni assai maggiori; che il bilancio dello Stato e le previsioni di spesa per l'emigrazione (rubriche 6 e altre del bilancio degli esteri) traggono la loro legittimita' dal disposto dell'articolo 35 della Costituzione (la Repubblica tutela il lavoro italiano all'estero), il quale rimanda al suo completamento sistematico per mezzo di altre norme costituzionali sulla parita', sul diritto di partecipazione, sulla rimozione delle cause economiche e sociali che impediscono lo sviluppo della persona, sul dovere dello Stato di fornire la scuola e riconoscere i diritti alla cultura, sulla concezione che lo Stato e' a sua volta un sistema di istituti centrali, regionali, locali, che costituiscono la vasta area degli interlocutori dell'attivita' delle Associazioni; che, in considerazione dell'importante ruolo assolto, gia' nel 1977 fu definita l'assegnazione a ciascuna delle principali Associazioni (centrali) di una somma annua pari a lire 100.000.000 sul capitolo 3571, e altri 30.000.000 sui capitoli di spesa (3532 e altri), per congressi e varie attivita' di tutela, somma non rivalutata automaticamente secondo l'inflazione, e anzi ridotta -: se il Ministro non ritenga necessario e doveroso: a) richiamare gli uffici del Ministero degli affari esteri al rigoroso rispetto delle leggi; b) intervenire con tutta l'urgenza necessaria per sanare una situazione di gravi difficolta' causate agli organismi che tutelano l'emigrazione in ogni parte del mondo, al fine di rivalutare le assegnazioni agli stessi in base agli indici dell'inflazione, nonche' esporre in Parlamento i criteri relativi alle spese per l'emigrazione. (5-00905)

 
Cronologia
giovedì 23 febbraio
  • Politica, cultura e società
    Per fronteggiare le tensioni valutarie che attaccano la lira, il Governo vara una manovra economica di oltre 20.000 miliardi.

giovedì 2 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    Al Senato si svolge la discussione sulle comunicazioni del Governo. La mozione di fiducia presentata da Salvi (Progressisti-Federativo), Tabladini (LN), Mancino (PPI), Ronchi (Progressisti-Verdi-La Rete), Sellitti Progressisti-PSI) e Gualtieri (SD) è approvata con 191 voti favorevoli, 17 contrari e 2 astenuti.

  • Politica, cultura e società
    Il giudice per le indagini preliminari di Palermo rinvia a giudizio Giulio Andreotti per associazione mafiosa.

sabato 11 marzo
  • Politica, cultura e società
    Si consuma una radicale spaccatura all'interno del PPI: il Consiglio nazionale sconfessa l'alleanza elettorale col Polo della libertà annunciata da Rocco Buttiglione, ed elegge in sua vece come segretario, con 114 voti su 225, Gerardo Bianco.