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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00011 presentata da MUZIO ANGELO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19950308

La Camera, premesso che: il Presidente del Consiglio dei ministri, in data 23 gennaio 1995, nel dibattito alla Camera relativo alle alluvioni della prima decade del novembre 1994, affermava che: "la tragica alluvione che ha colpito vaste zone del Nord nello scorso autunno non e' soltanto uno di quegli eventi straordinari che non possono essere previsti ne' evitati. I suoi devastanti effetti sono anche il segno dell'imprevidenza umana" ed ancora: "le alluvioni e le frane sono un richiamo ad una gestione piu' responsabile delle misure ambientali: una gestione che ne riconosca la natura di capitale da valorizzare, non di rendita da esaurire"; violenti nubifragi e alluvioni hanno colpito nei giorni del 4 e 6 novembre 1994 tutto il nord-ovest dell'Italia e che gli stessi eventi calamitosi hanno arrecato danni alle attivita' economiche e produttive, nonche' alle abitazioni civili e a numerose strutture pubbliche; le piene dei fiumi e le conseguenti inondazioni fotografano in maniera drammatica lo stato di assoluto degrado del territorio italiano, oltreche' la totale insufficienza di azioni di difesa del suolo; nel solo Piemonte sono stati colpiti dalle calamita' novermla lavoratori e, secondo i dati dell'assessorato regionale e della Commissione regionale per l'impiego, si sono persi strutturalmente cinquemila posti di lavoro nel commercio e nell'artigianato e settemila nell'agricoltura; nel complesso sono state colpite 17.817 imprese, botteghe artigiane, esercizi commerciali, studi professionali, 150.000 ettari di colture pregiate con danni ingentissimi, calcolati in 2.800 miliardi di lire, nei settori agricolo e zootecnico; per il danno emergente sofferto dai privati cittadini alle abitazioni e ai beni mobili e' stato previsto un indennizzo sufficientemente equo; il danno emergente sofferto dalle attivita' produttive e' stato invece indennizzato nella ridotta misura del 20 per cento, fino alla concorrenza di un massimale di lire 200 milioni e, per la restante parte, si e' previsto un finanziamento a tasso agevolato, garantito dall'accesso ad appositi fondi di garanzia; in contrasto con la ratio delle norme suddette (volta a consentire alle imprese danneggiate di approvvigionarsi al credito bancario, ai fini del ripristino dei danni subiti, in misura ulteriore rispetto alle ordinarie linee di credito gia' attivate o attivabili) la generalita' degli istituti bancari operanti su piazza richiedono, in aggiunta alle garanzie fornite per legge dai due fondi istituiti presso il Mediocredito centrale e l'Artigiancassa, garanzie reali ipotecarie, trasformando cosi' il credito agevolato da aggiuntivo a sostitutivo rispetto al credito ordinario e addossando, inoltre, alle imprese danneggiate gli oneri derivanti dall'accensione delle ipoteche; alla evidente limitatezza degli indennizzi si aggiunge il fatto che nulla e' stato a tutt'oggi predisposto per far fronte al lucro cessante sopportato dalle attivita' produttive insediate nelle aree alluvionate; e' necessario, invece, operare per la ricostruzione mediante l'avvio di politiche concrete per il territorio che siano in grado di rispondere strategicamente e organicamente alle questioni poste dal dissesto idrogrologico, optando decisamente per iniziative di bonifica e prevenzione, che possono anche determinare l'attivazione di occasioni occupazionali nuove nel settore della protezione ambientale, nell'ambito della programmazione di uno sviluppo sociale ed economico compatibile con la difesa dell'ambiente; impegna il Governo a rivedere i piani di emergenza integrandoli con gli scenari di rischio; ad avviare la ricostruzione, con un forte supporto finanziario dello Stato che, in maniera coordinata con le autonomie locali e le regioni attivi, in tempi rapidi, i risarcimenti dei danni alle abitazioni, alle imprese agricole, artigiane, commerciali e industriali e che consenta un ritorno alla normalita' ripristinando, al piu' presto, scuole, servizi e comunicazioni; a riferire sulla sicurezza dei corsi di acqua e sullo stato di ripristino delle difese spondali dei medesimi sconvolti dall'onda di piena, anche applicando la legge n. 97 del 1994; ad allestire reti automatiche di rilevamento, modelli previsionali di piena dei bacini montani, nonche' un reale e efficiente coordinamento capace in tempo reale di predisporre tutti gli strumenti atti ad informare le popolazioni; a proseguire negli accertamenti affidati al politecnico di Torino relativi all'alluvione come fattore di possibile inquinamento; ad operare - atteso che nessuna Autorita' di bacino nazionale ha approvato il proprio piano ai sensi della legge n. 183 del 1989, e che sono state costituite soltanto cinque Autorita' interregionali - affinche' le Autorita' di bacino previste dalla legge n. 183 del 1989 siano costituite e poste in grado di funzionare approvando i rispettivi piani di bacino, cosi' da assicurare l'avvio di adeguate politiche di difesa del suolo e serie sistemazioni idrogeologiche e idrauliche nei territori di competenza nonche' per le altre finalita' di cui all'articolo 17 della legge n. 183 del 1989; a ripristinare immediatamente la viabilita' con particolare riguardo alla riattivazione dei ponti divelti o lesionati, approntando nelle more della ricostruzione idonee misure provvisorie; a richiamare, nell'elaborazione di tali piani, una attenzione particolare ai bacini e sub-bacini montani, ai torrenti di collina, ai corsi d'acqua di fondo valle, come espressamente prevede la legge n. 183 del 1989, nonche' alla valenza positiva della attivita' di manutenzione e recupero; a determinare il potenziamento dei servizi tecnici dello Stato e delle autorita' locali e a rafforzare il sistema informativo e dei controlli; a potenziare la collaborazione con la comunita' scientifica anche attraverso la conferma delle convenzioni; ad elaborare una nuova legge quadro in merito alle calamita' naturali nella quale siano specificate, tra gli altri punti, le responsabilita' a livello locale, regionale e dell'esecutivo; ad effettuare una dettagliata ricognizione dei danni subiti dai beni culturali impostando programmi di salvaguardia e recupero; a far si che tali interventi siano attuati rapidamente, superando presunte difficolta' burocratiche sulle procedure per l'asta dei materiali litoidi, che rischiano di non consentire il ripristino dei corsi d,acqua prima della primavera e della conseguente intensificazione dei corsi d'acqua; a dotare le regioni dei fondi necessari a programmare e ad attivare, fin dal 1995, interventi volti allo studio ed al monitoraggio del suolo al fine dell'adozione di adeguate forme di prevenzione; a porre allo studio un provvedimento finalizzaio alla definizione di una efficace legge di protezione civile che sia basata su princi'pi solidaristici ed assicurativi e su criteri di intervento automatico e che definisca una mappa delle responsabilita', delle procedure e delle azioni in caso di calamita' naturali, consentendo di evitare i ritardi verificatesi durante le alluvioni circa l'allerta della popolazione; a verificare il pieno utilizzo dei giovani di leva cosi' come stabilito dall'articolo 12 del decreto-legge n. 646 del 1994, convertito dalla legge n. 22 del 1995, da parte delle regioni, comuni e province allo scopo, in particolare, di monitorare il territorio, la pulizia degli alvei, la riforestazione; a disporre i rimborsi IVA relativamente alla cessione e prestazione di servizi ducumentati da fatture emesse dal 4 novembre 1994 fino al 31 dicembre 1995. e finalizzati al ripristino di fabbricati, ancorche' destinati ad uso diverso da quello abitativo; a prorogare al 31 dicembre 1995 le scadenze previste agli articoli 6 e 7 della legge n. 22 del 21 gennaio 1995; a consentire, ove le imprese danneggiate intendano farvi ricorso, l'iscrizione distinta delle perdite derivanti dalle distruzioni e dai danneggiamenti nella Sezione A del passivo dello stato patrimoniale di cui all'articolo 2424 del codice civile, in quote costanti da iscriversi nei bilanci dei dieci esercizi successivi a quello in corso al 6 novembre 1994, escludendone il concorso, quale perdita, alla determinazione del capitale agli effetti degli articoli 2446, 2447, 2448, 2496 del codice civile;ad assumere in seno alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le province e le regioni, norme attuative idonee ad impedire che gli istituti balneari richiedano, sui crediti agevolati concessi alle imprese a titolo sostitutivo dell'indennizzo garanzie ipotecarie aggiuntive a quelle fornite per legge dai due fondi istituiti presso il Mediocredito centrale e l'Artigiancassa; ad inviare pertanto i vertici degli istituti bancari ad operare in conformita' e non in contrasto con la ratio delle disposizioni agevolative introdotte per legge, all'uopo richiedendo le opportune ispezioni ai medesimi e all'ABI; a rinegoziare, urgentemente, con la Commissione dell'Unione europea, l'individuazione delle aree del Centro-Nord suscettibili di interventi cofinanziabili ai sensi degli obiettivi comunitari 2 e 5b, cosi' da includervi i territori di quei comuni in cui il processo di deindustrializzazione o di decadimento dell'economia rurale preesistessero o siano sopravvenuti in conseguenza degli eventi alluvionali; a ricostruire il fondo a disposizione della protezione civile per le emergenze, riassorbito dal bilancio dello Stato; a verificare la possibilita', per gli operatori che ne facciano richiesta, di convertire mutui preesistenti con i previsti mutui agevolati; ad assumere iniziative finalizzate a sanare lo stato di "vuoto legislativo" per i soggetti di fatto esclusi da ogni contributo o agevolazione prevista dai provvedimenti o dalle delibere della Conferenza Stato-regioni; a variare in senso migliorativo, almeno al 50 per cento, fatta salva la verifica dei danni reali richiesti dalle varie categorie danneggiate, la quota di finanziamenti riconosciuta a fondo perduto per le attivita' produttive eliminando il tetto massimo dei 200 milioni; a riferire entro trenta giorni alla Camera circa l'ammontare degli importi dei contributi pubblici statali effettivamente versati in ogni provincia alle amministrazioni locali, alle aziende ai privati colpiti delle somme erogate dalle banche per affidamenti a tassi agevolati destinati a supperire alle esigenze delle imprese o dei cittadini vittime delle alluvioni. (6-00011)

 
Cronologia
giovedì 2 marzo
  • Politica, cultura e società
    Il giudice per le indagini preliminari di Palermo rinvia a giudizio Giulio Andreotti per associazione mafiosa.

sabato 11 marzo
  • Politica, cultura e società
    Si consuma una radicale spaccatura all'interno del PPI: il Consiglio nazionale sconfessa l'alleanza elettorale col Polo della libertà annunciata da Rocco Buttiglione, ed elegge in sua vece come segretario, con 114 voti su 225, Gerardo Bianco.