Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00930 presentata da ROMANI PAOLO (FORZA ITALIA) in data 19950308
Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: a quanto risulta, l'Italia, per mano del Direttore generale degli Armamenti, Gen. Franco Angioni, avrebbe firmato alla fine di febbraio un accordo preliminare, seguito da una lettera di intento, relativo ad un nuovo programma missilistico multinazionale, conosciuto come MEADS. Partecipano al programma gli Stati Uniti, con una quota del 50 per cento, Francia e Germania con quote del 20 per cento e l'Italia con una "fetta" del 10 per cento. Per quanto riguarda l'aspetto industriale, da parte statunitense sono in gara tre gruppi: Lockheed/Martin Marietta, Hughes/Raytheon, Loral Wought. Tra queste societa'/cordate saranno scelti i due capofila cui saranno assegnati i contratti di definizione di progetto. Da parte europea le industrie coinvolte sono: Siemens e Daimier Aerospace per la Germania, Aerospatiale e Thomson CSF per la Francia ed Alenia per l'Italia. Le societa' europee sceglieranno a quale dei due contraenti USA associarsi, ma indipendentemente da queste aggregazioni preliminari, una volta che sara' scelta la proposta vincente, le industrie europee si spartiranno il 50 per cento europeo del programma. Questa soluzione di compromesso soddisfa gli USA, che volevano una gara a tutti i costi, e gli europei, per i quali non avrebbe senso una competizione interna. Nel caso italiano poi c'e' una sola industria partecipante, la Alenia. La prima fase del programma avra' la durata di 3 anni e un costo stimato in 3.200 miliardi di lire. Il primo sistema MEADS operativo dovrebbe essere pronto nel 2005. Il costo complessivo per sviluppare e produrre 100 unita' di tiro MEADS e' calcolato in oltre 20 miliardi di dollari. I paesi europei hanno un requisito per circa 50 batterie. Le perplessita' suscitate da questo accordo sono notevoli, anche perche' il MEADS non sembra altro che una nuova "veste" per il programma statunitense CORPS SAM, che gli USA non sarebbero in grado di finanziare autonomamente. Ora, gli Stati Uniti hanno gia' avviato il programma di sviluppo di un sistema antiaereo a grande prestazione, il Lockheed THAAD. Il MEADS si affiancherebbe al THAAD offrendo una copertura antiaerea ed antimissile alle quote inferiori, se il requisito operativo rimane quello originario statunitense. Ora non sembra che tale requisito sia del tutto compatibile con le esigenze europee. Le maggiori perplessita' riguardano proprio Francia ed Italia, che da tempo stanno conducendo un programma congiunto paritetico per sviluppare una famiglia di sistemi antiaerei imbarcati e terrestri. A quanto sembra il programma procede regolarmente per la parte navale, mentre ci sono problemi tecnici e una escalation di costi per la versione terrestre SAMP/T, che secondo alcune stime verrebbe a costare circa 400 miliardi di lire a batteria. La decisione di avviare la industrializzazione del SAMP/T doveva essere presa il prossimo giugno, nella fase di ricerca a sviluppo sono comunque gia' stati investiti centinaia di miliardi. In teoria il SAMP/T avrebbe sostituito i missili antiarei HAWK nell'Esercito italiano ed in quello francese ed avrebbe poi combattuto con la proposta statunitense nel ricco e promettente mercato export, NATO ed extra NATO. Il "cambio di cavallo" repentino da parte italiana e francese appare quindi sconcertante, anche perche' dal punto di vista tecnologico ed industriale un conto e' partecipare con una quota del 50 per cento come accadeva nel SAMP/T, altro e' accontentarsi di una fettina del 10 per cento, sia pure in un programma molto piu' ampio. Occorre infine tener conto dell'impegno tecnologico e finanziario connesso con la partecipazione al MEADS -: quali motivi hanno spinto l'Italia (e la Francia) a sottoscrivere la partecipazione al MEADS; su questa decisione comporta l'abbandono del SAMP/T; e in caso affermativo, quale sia l'ammontare degli investimenti effettuati nel SEMP/T e lo stato del programma; quali elementi del SAMP/T (radar di scoperta, centri di comando, missili) potranno essere utilizzati nel MEADS; inoltre, poiche' l'Italia aveva effettuato cospicui investimenti finanziari e tecnologici nel SAMP/T, se esiste il rischio che tutto questo vada perduto; quali costi comportera' la partecipazione al MEADS distintamente per le fasi di definizione progetto, sviluppo e produzione; se il sistema MEADS sia destinato esclusivamente all'Esercito per sostituire gli HAWK o possa anche essere acquisito dall'Aeronautica per rimpiazzare i vecchi NIKE; se il MEADS risponda pienamente ai requisiti operativi dell'E.I, se sia dotato di reali capacita' antimissile balistico o se per soddisfare questa esigenza sia necessario acquisire un diverso e piu' capace sistema; poiche', a quanto pare, il primo sistema MEADS sarebbe disponibile nel 2005, quali iniziative si stiano studiando per garantire che gli attuali sistemi HAWK siano aggiornati per rimanere in servizio fino al 2007-2010; per quale motivo l'Italia abbia preso parte alle discussioni sul MEADS solo in un secondo tempo, dopo che i colloqui erano gia' stati avviati tra USA, Francia e Germania, il comportamento francese potrebbe apparire scorretto, considerando che la Francia e' il nostro partner nel SAMP-T; poiche' la quota di partecipazione italiana nella fase di definizione del progetto e' limitata al 10 per cento, per quale motivo non si sia puntato ad una quota paritetica a quella di Francia e Germania, inoltre, nel caso altri paesi europei (Gran Bretagna ad esempio) entrino nel MEADS, se la nostra quota di partecipazione sara' ulteriormente ridotta; per quale motivo non si sia ritenuto necessario informare la Commissione Difesa della Camera della avvenuta sottoscrizione di un impegno cosi' rilevante per la sicurezza nazionale, anche sotto il profilo industriale. (5-00930)