Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00925 presentata da CECCONI UGO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19950308
Al Ministro dei trasporti e della navigazione. - Per sapere - premesso che: nel Convegno Alta Velocita' tenuto in Roma il 27-28 giugno 1994 il Ragioniere Generale dello Stato, Dott. Andrea Monorchio, nella sua relazione "Lo Stato imprenditore nella costruzione di un sistema infrastrutturale", scriveva testualmente, in relazione allo schema societario della TAV, nel quale "il 60 per cento del capitale di investimento verra' finanziato dai privati e lo Stato fornisce il restante 40 per cento, gli oneri per interessi e le garanzie", che "la TAV non e' ancora un vero e proprio project financing e le garanzie statali sono elevate rispetto agli standard internazionali; nella intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore dell'11 febbraio il ministro interrogato affermava che "occorre controllare che siano rispettate le condizioni poste alla base di questo progetto: che si tratti, cioe', di un vero project financing e che il capitale privato sia un reale capitale di rischio"; nel prosieguo dell'intervista lo stesso ministro precisava di avere scritto una lettera al Presidente del Consiglio, al Ministro del Bilancio Masera e al Sottosegretario al Tesoro Giarda "per sollecitare una riunione collegiale che affronti il problema e che occorrera' verificare che sia tollerabile l'impatto ambientale e archeologico del progetto"; le garanzie fornite dallo Stato alla TAV riguardano il pagamento degli interessi intercalari e l'accollo dei rischi di impresa derivanti, tra l'altro, da un allungamento del periodo di preammortamento con conseguenti interessi maggiori di quelli originariamente previsti e da entrate derivanti dall'esercizio del sistema ferroviario inferiori a quelle preventivate e assunte nel calcolo finanziario di convenienza economica dell'investimento; il rischio di un maggior onere per lo Stato e' gia' una certezza, almeno per quanto riguarda l'allungamento dei tempi di realizzazione, che a tutt'oggi sono slittati di circa due anni, poiche' le tratte Firenze-Bologna e Bologna-Milano non sono state ancora cantierate; i lavori sono stati affidati a trattativa privata ai General Contractors; la TAV ha dichiarato che l'accordo di concessione di costruzione con i General Contractors e' stato firmato e reso operativo entro il 31 dicembre 1992: tale dichiarazione si e' resa indispensabile per la validita' del contratto in quanto la Direttiva CEE 90/531, entrata in vigore il 1^ gennaio 1993, cancella la possibilita' di affidare i lavori tramite concessione e, quindi, senza gara pubblica di appalto; a tutt'oggi il sistema TAV e' ancora in buona parte da definire nelle sue componenti essenziali (tracciati, costi, impatto ambientale, velocita' di esercizio) -: se dai fatti esposti si ritenga che il ruolo delle Banche sia quello di soci effettivi della TAV e che, quindi, essi si assumano il rischio di impresa, o se piuttosto le Banche stiano effettuando un semplice prestito garantito al 100 per cento dallo Stato, con elevati tassi di interesse; nell'ipotesi che le Banche effettuino solo prestiti garantiti dallo Stato, e non si assumano, quindi, i rischi di impresa, quali siano di conseguenza le responsabilita' civili e penali di un totale travisamento del modello dichiarato pubblicamente dalla TAV di project financing; se si possa considerare giuridicamente valido un contratto firmato prima del 1^ gennaio 1993, i cui elementi essenziali sono tuttora non definitivi, e, in caso affermativo, se non sia opportuno dichiarare decaduto il contratto tra la TAV e i General Contractors, individuandone le relative responsabilita' civili e penali. (5-00925)