Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00263 presentata da MERLOTTI ANDREA (FORZA ITALIA) in data 19950314
La III Commissione, premesso: che l'attuale situazione italiana vede una crescita della produzione industriale ed un significativo incremento delle esportazioni dovuto non solo alla congiuntura monetaria internazionale, ma anche ad una capacita' del sistema produttivo nazionale di affermarsi sui mercati; che di fronte a tale situazione vi e' la necessita' di un sostegno pubblico allo sviluppo delle attivita' delle nostre imprese all'estero; che da parte degli operatori viene invece lamentata una grave difficolta' ad accedere ai finanziamenti previsti dalla normativa vigente a causa di lungaggini burocratiche per l'istruttoria delle domande e per l'erogazione dei contributi poiche' da una parte la disciplina legislativa e regolamentare della promozione all'estero risulta essere frammentaria con frequenti duplicazioni di interventi a favore di esportazioni nel medesimo paese, e dall'altra viene registrata una sempre piu' grave difficolta' ad utilizzare tutti i fondi disponibili per gli operatori italiani messi a disposizione dallo Stato, dalle organizzazioni internazionali e dal sistema comunitario; che gli istituti e gli enti preposti ad assistere le imprese italiane che operano all'estero soffrono di difficolta' di funzionamento, e quindi di efficacia, a causa di ordinamenti interni assolutamente non coordinati tra loro e che l'attivita' promozionale per le varie forme di sostegno pubblico viene svolta in modo disorganico da una pluralita' di organismi pubblici e privati, nazionali e locali; che risulta ormai improcrastinabile un riordinamento generale degli strumenti legislativi che passi attraverso la riorganizzazione degli enti statali e a partecipazione pubblica che operano per l'assistenza degli operatori all'estero; che vi e' quindi la necessita' di porre mano ad una riforma dei meccanismi previsti per la valutazione dei progetti, per le attivita' scientifiche e tecnologiche di supporto ai progetti e vi e' la necessita' quindi di riesaminare la situazione del personale che opera nel settore pubblico, con formazione internazionalistica, al fine di raggiungere un miglior coordinamento tra ministeri, enti pubblici di ricerca ed enti territoriali; che vi e' altresi' la necessita', in particolare, di una riforma delle leggi n. 51 del 1965 (concessione di contributi per lo sviluppo delle esportazioni italiane) e n. 227 del 1977 (cosiddetta legge "Ossola" che disciplina le attivita' di assistenza, assicurazione e finanziamento dei crediti all'esportazione) poiche' ormai risultano assolutamente inadeguate a far fronte alle esigenze attuali dei mercati internazionali; che le leggi n. 100 del 1990 (norme sulla promozione della partecipazione di imprese italiane di societa' miste all'estero) e n. 212 del 1992 (collaborazione con i paesi dell'Europa centro-orientale) prevedono tempi di erogazione dei contributi troppo lunghi per consentire una efficace programmazione dei nostri operatori; che appare preoccupante lo spreco di risorse derivante dalla concorrenza impropria che talvolta esercitano in tale settore enti che traggono gran parte delle loro risorse dal bilancio dello Stato con una conseguente polverizzazione dei benefici del sostegno pubblico; che tutto cio' a livello strategico crea tra le imprese una generale incertezza al momento di operare le scelte programmatiche, e le costringe spesso ad una gestione rigidamente separata di piu' pratiche riferite ad una medesima iniziativa gestita da enti diversi con oneri amministrativi non indifferenti per le medesime imprese, impegna il Governo: a porre allo studio un organico disegno di legge di riforma degli strumenti legislativi preposti alle attivita' di assistenza agli operatori italiani nel mondo che preveda un organo di coordinamento e di controllo tra il Ministero del commercio estero, il Ministero degli affari esteri, l'ICE, la SACE, il Mediocredito centrale e la SIMEST; ad adottare tutti gli strumenti regolamentari ed amministrativi per accelerare i tempi di autorizzazione all'erogazione dei contributi e di concessione degli altri servizi a favore delle imprese, pervenendo ad una unificazione dei procedimenti amministrativi per gli interventi in singole aree geografiche o per specifici settori. In tale prospettiva, la documentazione che correda le richieste di erogazioni di contributi dovra' essere presentata direttamente al Ministero del commercio con l'estero, che provvedera' poi a fornire ai vari enti o istituti interessati copia ove richiesta. a dotare la SACE di strumenti operativi per un efficace recupero dei crediti in sofferenza, adottando eventualmente lo strumento della gara per la cessione di tali crediti a societa' specializzate; a prevedere un sistema di coordinamento nell'ambito del Ministero del commercio con l'estero delle iniziative imprenditoriali, dei servizi finanziari e dei servizi assicurativi relativi a ciascun paese cui sono interessati i nostri operatori, vincolando il CIPE a tenere fin d'ora una sessione bimestrale dedicata alle deliberazioni da assumere per quanto concerne il commercio con l'estero; a presentare una relazione semestrale al Parlamento sulle attivita' degli enti preposti all'assistenza al commercio estero, redigendo altresi' una graduatoria dei paesi in funzione del rischio degli investimenti che vi vengono effettuati; a presentare entro il 31 maggio 1995 al Parlamento la relazione sul riordino dell'ICE alla luce del decreto-legge n. 427 del 1994, con il quale si e' provveduto al suo commissariamento; ad operare una concertazione fra il Ministero degli affari esteri e il Ministero del commercio con l'estero per coordinare gli interventi per la cooperazione allo sviluppo, individuando un ente di coordinamento per la destinazione dei doni e dei crediti d'aiuto, da finalizzare al ruolo svolto all'estero dalle piccole e medie imprese italiane; a coinvolgere maggiormente le associazioni delle categorie degli operatori interessati nelle attivita' di coordinamento e nell'amministrazione degli enti preposti; ad attuare un centro di formazione in grado di creare, anche all'interno delle associazioni di categoria, personale che dovra' poi operare a livello locale, da assegnare alla diffusione della conoscenza degli strumenti - nazionali e comunitari - utili all'impresa; a prevedere un calendario di incontri con i membri italiani della Commissione dell'Unione europea al fine di sensibilizzarli sulle attivita' e i problemi delle piccole e medie imprese. (7-00263)