Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00963 presentata da ANGHINONI UBER (LEGA NORD) in data 19950316
Al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai Ministri di grazia e giustizia e per la funzione pubblica e gli affari regionali. - Per sapere - premesso: che da indicazioni specifiche risulta che la Federlombarda, associazione tra le sezioni provinciali della Confagricoltura e quindi di una sola parte degli agricoltori lombardi, ha notificato un atto di diffida e messa in mora al Ministro delle risorse agricole relativo all'applicazione della legge n. 46 del 24 febbraio 1995; che la produzione di latte in Italia e' pari a 95-97 milioni di quintali contro una quota comunitaria di 99 milioni di quintali; le quote assegnate sono di 101 milioni di quintali da cui sono esclusi 9 milioni di quintali per quote volutamente escluse dalle assegnazioni al fine di indurre artatamente l'Unione europea a confermarci la quota aggiuntiva; cio' porta alla conseguenza che sussistono 13-15 milioni di quintali assegnati ma non prodotti in contrasto con il principio della istituzione di una quota di produzione e non di mera assegnazione; che le associazioni dei produttori lombardi non hanno, per la gran parte, espresso soddisfazione per l'approvazione del provvedimento anche se con i dovuti distinguo; che nel merito dell'atto di diffida si sottolinea che: l'articolo 2-bis non consente l'autocertificazione delle quote individuali, bensi' l'autocertificazione della produzione (che e' cosa diversa), e cio' ai fini dell'applicazione del prelievo e in caso di contenzioso sino alla conclusione dello stesso; l'articolo 20 non e' conflittuale con alcuna norma comunitaria ma ribadisce una norma gia' chiaramente indicata nella legge n. 468 del 1992; a tale proposito va sottolineato che proprio gli assessori all'agricoltura della regione Lombardia succedutisi dal 1992, data di applicazione della legge n. 468, non hanno di fatto applicato le parti della legge di loro competenza; che si deve anche sottolineare che lo stesso presidente della Federlombarda, in contrasto con quanto indicato nell'atto di diffida, ha assunto di recente una iniziativa congiunta con le altre confederazioni sindacali nella quale veniva indicato come misura ottimale alla soluzione dei problemi contingenti sulle "quote latte" lo strumento dell'autocertificazione; che l'atto della Federlombarda appare illegittimo e privo di pregio; infatti l'istituto della messa in mora e collaterale diffida non puo' riferirsi alla legittima applicazione di una legge dello Stato in vigore; che, come noto, l'abrogazione e/o modifica di una norma giuridica che porta alla pratica disapplicazione deve essere effettuata nelle forme e nei modi di legge e quindi il Ministro, fino a quando non vi e' stato esaurimento dell'iter modificativo, ha il dovere di applicare la norma; che la diffida pertanto e in quanto tendente ad ottenere la disapplicazione di una legge appare priva di pregio; che conseguenzialmente la richiesta del risarcimento del danno, essendo chiaramente apodittica, appare come mera strumentalizzazione nel tentativo, speriamo vano, di modificare la posizione del Ministro; che non pare accettabile, da quanto si dice dando credito a voci che ci si augura essere non credibili, che sia proprio il Ministro a sollecitare tali posizioni al fine di precostituire un supporto atto a spingere l'Unione europea a formulare osservazioni o azioni contrarie ad una legge dello Stato; che non pare accettabile che il Ministro non abbia ancora attivato le procedure per consentire l'applicazione delle misure previste e urgenti: come intenda operare il Governo di fronte a una palese, assurda, incredibile diffida che lede nella forma e nella sostanza l'autonomia legislativa del Parlamento; quali azioni il Governo intenda attivare affinche' si dia immediata attuazione ai disposti legislativi. (5-00963)