Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00266 presentata da SANDRONE RICCARDO (FED.LIB.DEM) in data 19950316
La VIII Commissione, considerato che: gli eventi alluvionali verificatisi nella prima decade di novembre nell'Italia nord-occidentale hanno causato gravi danni alle persone e alle cose; l'entita' dei danni avrebbe potuto essere assai maggiore se gli argini del Po o di qualche affluente non avessero retto, come e' accaduto in qualche zona che e' rimasta danneggiata piu' gravemente; in conseguenza di questi eventi, ma soprattutto per prevenire altre probabili catastrofi, e' necessario il risanamento idraulico del bacino del Po e dei bacini dell'Arno, del Brenta Bacchiglione, del Piave e del Tagliamento, colpiti dalla tragica alluvione del 1966 e sui quali non e' stato praticamente fatto nulla; impegna il Governo a promuovere urgentemente, in accordo con i segretari generali delle autorita' di bacino del Po, dell'Alto Adriatico e dell'Arno nonche' con il magistrato del Po ed il magistrato alle acque di Venezia, un piano di manutenzione degli alvei, che consenta l'asportazione di materiali nei tratti sovralluvionati dei corsi d'acqua. Per quanto riguarda i corsi d'acqua maggiori, gli uffici competenti provvederanno alla raccolta della documentazione aerofotografica e cartografica, ricorrendo eventualmente anche agli allegati di vecchi progetti, in grado di descrivere l'evoluzione dell'alveo in oggetto nell'ultimo trentennio, con particolare riferimento alle sezioni trasversali ed ai livelli idrometrici estremi. Dal confronto delle informazioni raccolte verranno progettati gli interventi con i seguenti scopi e modalita': 1) deflusso delle portate di piena abbassando la quota dei materiali depositati in siti dove la corrente, a causa dell'alluvionamento, possa esondare con danno diretto a centri abitati o infrastrutture di rilievo; 2) recupero della funzionalita' delle golene, quale naturale spazio di espansione. A seconda delle condizioni topografiche, le golene potranno essere aperte oppure dotate di argini longitudinali e trasversali aventi lo scopo di laminare il colmo di piena. I tratti di sponda in cui si prevede la tracimazione verso la golena e la restituzione verso l'alveo dovranno essere opportunamente protetti; 3) svuotamento delle eventuali briglie di trattenuta nei corsi d'acqua minori (ex terza categoria), rendendo le procedure autorizzatorie (CFS, finanza, legge 431, difesa suolo) chiare e con tempi certi, onde evitare situazioni di pericolo per gli abitanti e le infrastrutture; 4) i lavori sulle aree private saranno eseguiti da privati (proprietari o con disponibilita' delle aree stesse); i lavori sulle aree pubbliche potranno essere eseguiti da aziende pubbliche, miste o private, alle quali lo Stato vendera' l'inerte estratto; 5) le imprese che eseguiranno soltanto lavori di disalveo dovranno versare all'ente pubblico preposto l'equivalente della locale tassa regionale sulle estrazioni degli inerti (o qualora la stessa non esistesse 1.000 lire/mh3 con rivalutazione annua) e l'ente pubblico impegnera' queste cifre per lavori idraulici di sua competenza; 6) i quantitativi di inerti immessi sul mercato dovranno essere contemplati nei piani estrattivi regionali, o equivalenti, con priorita' rispetto agli altri tipi di cava, in quanto di pubblico interesse; 7) tutte le aree destinate all'espansione delle piene saranno rinaturate a prato, a zona umida, a bosco, intendendo per bosco il piantamento di specie di alto fusto che preveda anche la manutenzione del sottobosco; 8) i lavori verranno autorizzati per l'intera opera e dovranno essere svolti per lotti di 500.000 metri cubi di disalveo con contemporaneo recupero ambientale a bosco, prato e zona umida, secondo quanto previsto; 9) gli operatori dovranno prestare fideiussione per ogni singolo lotto; la fideiussione dovra' essere pari ai costi dei lavori di recupero dell'area, calcolati in base ai prezzi dei listini delle locali CCIAA; ad effettuare un sistematico controllo della consistenza e impermeabilita' delle arginature e procedere agli interventi eventualmente necessari. (7-00266)