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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00267 presentata da DE MURTAS GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19950316

La X Commissione, considerato che: la FAS - Ferriere Acciaierie Sarde, industria del settore siderurgico che dispone di un unico stabilimento con sede in Elmas (CA) e che occupa 136 unita' dirette e 50 unita' dipendenti delle ditte d'appalto, con un indotto ulteriore (per la raccolta dei rottami e per il trasporto) di circa 300 unita', produce ferro tondo per cemento armato e risponde alle richieste del mercato sardo con una produzione annua di 80 mila tonnellate, coprendo cosi' il 70 per cento del fabbisogno; opera inoltre sul mercato nazionale, in particolare nel Meridione, con una presenza che equivale a circa 40 mila tonnellate l'anno di prodotto; lo stabilimento FAS e' l'unico impianto siderurgico presente in Sardegna ed e' in grado di trasformare e riciclare le 90 mila tonnellate annue di materiali ferrosi che l'Isola produce, avvalendosi di moderne e avanzate tecnologie, installate grazie ad un recente investimento di 30 miliardi; l'acciaieria, che ha una produzione nominale di 400 T/anno, e' stata completamente rinnovata con l'acquisto del forno fusorio, in funzione dal 1992 e completo di impianto di abbattimento fumi, e con l'installazione di una nuova colata continua a tre linee che consente la produzione in sequenza ed e' entrata in attivita' nel corso del 1993; il laminatoio e' di tipo tradizionale ed e' attrezzato per produrre esclusivamente ferro tondo per cemento armato. Il prodotto finito esce con la certificazione di qualita'. Le prospettive attuali di sviluppo e di ampliamento del mercato, a cui l'azienda e' interessata, coinvolgono l'intero bacino del Mediterraneo; la proprieta' e' costituita da una SpA di cui e' azionista di maggioranza la Ferrosider, societa' del gruppo Fratelli Stefana di Nava (Brescia), proprietaria del 40 per cento del pacchetto azionario; la restante quota e' suddivisa tra i Fratelli Stefana e gli eredi come quote individuali; nei primi mesi del 1994, l'Azienda ha denunciato difficolta' finanziarie, che si sono manifestate con la mancata regolarita' di approvvigionamento del rottame e con conseguenti blocchi della produzione, nonche' con il ritardo del pagamento dei salari ai lavoratori; nel mese di aprile del 1994, nel corso di un incontro con il Presidente della Giunta regionale, presenti la GEPI e la SIGMA Invest, la regione autonoma della Sardegna defini' una proposta di intervento, ipotizzando la costituzione di una societa' mista a maggioranza FAS, con la partecipazione di GEPI e SIGMA (la finanziaria della RAS), da costituirsi dopo un'istruttoria tecnica delle due finanziarie. Le istruttorie stabilirono l'ammontare dell'intervento finanziario necessario al risanamento e al rilancio della FAS in 21 miliardi, garantiti da immissioni dirette dei soci, da fidejussioni personali e, in parte, da ipoteche sulle proprieta' aziendali; nel frattempo, l'Assemblea dei Soci della FAS delibero', con una decisione che venne definita "cautelativa", di presentare domanda per la dismissione degli impianti al Ministero dell'industria, in base alla legge 481/94; in data 6 ottobre 1994, a seguito del mancato pagamento della fornitura di energia elettrica, la Direzione comunico' la chiusura degli impianti, con la messa in liberta' delle maestranze che hanno potuto usufruire della CIG fino al 18 novembre 1994; da quella data, i lavoratori sono totalmente privi della tutela di qualsiasi ammortizzatore sociale; in data 28 novembre 1994, nel corso di un incontro presso l'Assessorato all'industria della regione Sarda, presenti i soci FAS, GEPI e SIGMA, viene dichiarata raggiunta l'intesa di rilancio della FAS, prevedendosi un intervento immediato della SIGMA per 9 miliardi e da parte dei Soci per 5 miliardi; l'ingresso della GEPI venne previsto e programmato in tempi successivi; nel gennaio 1995, il consiglio di amministrazione della SIGMA ha deliberato l'intervento, ma a tutt'oggi non ha ricevuto le garanzie indispensabili, da parte dei Soci, per poterlo concretizzare poiche' la proprieta' FAS continua a dilazionare ogni decisione, limitandosi a convocare il proprio consiglio di amministrazione e a richiedere ulteriori, quanto inutili, verifiche; impegna il Governo a: esprimere parere negativo alla richiesta di dismissione avanzata alla CEE, in vista della scadenza prevista entro il mese di marzo del corrente anno, e che darebbe il via libera alla rottamazione degli impianti; intervenire affinche' nella definizione del Piano siderurgico nazionale la Sardegna non venga privata di una fabbrica che, unica nel settore della siderurgia, rappresenta una realta' strategica nell'attuale contesto economico dell'Isola. (7-00267)

 
Cronologia
sabato 11 marzo
  • Politica, cultura e società
    Si consuma una radicale spaccatura all'interno del PPI: il Consiglio nazionale sconfessa l'alleanza elettorale col Polo della libertà annunciata da Rocco Buttiglione, ed elegge in sua vece come segretario, con 114 voti su 225, Gerardo Bianco.

giovedì 16 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 315 voti a favore e 309 contrari, l'emendamento Dis. 1.1 del Governo interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge (A.C. 2168) di conversione del decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, recante misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica e per l'occupazione nelle aree depresse, su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.

lunedì 20 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    Il Governo emana il decreto-legge 20 marzo 1995, n. 83, recante disposizioni urgenti per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie. Il decreto non sarà convertito in legge.