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Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00508 presentata da ROSITANI GUGLIELMO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19950323

Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che: il problema della regolamentazione della presenza nelle sale cinematografiche italiane ed europee di prodotto extra-europeo e, principalmente di prodotto USA, rappresenta problema grave di fronte al quale si sono trovati sia la CEE che il Governo italiano; la Comunita' europea ha adottato in merito dopo lungo travaglio una precisa normativa contenuta nella Direttiva 3 ottobre 1989 nota come "Televisione senza Frontiere", recepita, ancorche' malamente, dalla legge 6 agosto 1990, n. 223, meglio nota come legge Mammi'; il problema ha rappresentato uno dei punti di piu' forte contrasto nel negoziato GATT Uruguay Round; la Commissione CEE, ha convocato, nel giugno-luglio dello scorso anno, una Conferenza Internazionale in merito aperta a tutte le rappresentanze del settore, nota come seconda Assise Europea dell'Audiovisivo, che si e' conclusa con la dichiarazione di voler confermare la normativa di protezione adottata con la direttiva predetta, concretatasi nella fissazione delle cosiddette "quote" di programmazione di opere sia europee che degli Stati membri; la Commissione CEE allora in carica ha approntato un progetto di verifica ed adattamento della direttiva 3 ottobre 1989 come previsto dall'articolo 26 della stessa, confermando il concetto e la disciplina delle "quote"; sulle eccezioni di alcuni Commissari, fondate sull'opportunita' di far esaminare il problema dalla Commissione che doveva insediarsi nel gennaio di quest'anno, e cioe' da una Commissione nella pienezza dei propri poteri, l'esame e' stato rinviato al prossimo Consiglio dei Ministri della Cultura della Comunita' europea che dovra' aver luogo il 3-4 aprile prossimo; in previsione di tale riunione, proprio oggi la Commissione CEE ha confermato e, anzi, rafforzato la previsione normativa delle "quote" nel progetto di revisione della Direttiva stessa, eliminando la dizione "ogni qualvolta possibile"; come pubblicato dalla stampa, il Presidente della Commissione CEE Jacques Santer ha confermato in un incontro diretto con il Presidente del CICCE, cioe' dei produttori audiovisivi della Comunita' europea e del Consiglio d'Europa, con il Presidente della FERA, con il Presidente degli Autori cinematografici italiani, cioe' dell'ANAC, e con insigni personalita' della cultura e dello spettacolo che le quote, pur sgradite in linea astratta, rappresentano una necessita' anche se temporanea, per consentire al cinema nazionale ed alla cultura di cui esso e' portatore di sopravvivere; ancor piu' grave si appalesa la situazione ove si pensi che nello scorso 1994, dai dati ancora non definitivi diffusi, e' emerso che le sale cinematografiche italiane sono state saturate in ragione di circa l'80 per cento da prodotto cinematografico statunitense, tra l'altro non sempre di particolare qualita'; le opere cinematografiche europee e nazionali sono state conseguentemente sottoposte alla ingiusta penalizzazione derivante dalla forza mercantile determinata dal potere trainante fino al condizionamento, di opere statunitensi di grande incasso; indipendentemente dai pur gravissimi effetti di costume che tale massiccia presenza determina sui modelli tipici della civilta' nazionale, conseguenza non meno grave e' quella del sostanziale abbattimento di ogni iniziativa produttiva nazionale con nefasta conseguenza sulla diffusione della cultura nazionale e con la dispersione di un patrimonio di competenze specifiche, intellettuali e tecniche, quelle, cioe', dei produttori, degli autori, dei tecnici e delle maestranze, che hanno onorato l'Italia nel mondo; in analoghe situazioni, nel rigoroso rispetto dei princi'pi della liberta' del commercio, gli USA, anche applicando il Trade Act, hanno in passato difeso il proprio mercato dalla massiccia, o dalla ipotesi di massiccia, sopraffazione da parte di prodotti di mercati extra-statunitensi; nella consapevolezza che la ripresa del cinema passi attraverso l'incentivazione della produzione e lo stimolo delle potenzialita' creative nell'assoluto rifiuto di ogni assistenzialismo, sotto ogni profilo, deteriore, e ferma restando tale impostazione, va considerata la situazione di drammatica crisi del settore di fronte all'ormai inarrestabile dilagare di un prodotto cinematografico che partendo da dimensioni imprenditoriali inconcepibili per l'Europa, invade il mercato italiano a costi gia' coperti e quindi con una competitivita' assoluta, mentre le opere italiane hanno difficilissimo accesso sul mercato USA anche per le difficolta' che tale presenza e diffusione, inferiore come e' stato pubblicato, all'1 per cento, incontrano ad ogni livello, con le conseguenze culturali economiche, valutarie ecc. facilmente immaginabili; ha destato enorme stupore e contrarieta' nel mondo della cultura e del cinema, la dichiarazione del Presidente del Consiglio Dini, diffusa dalla stampa odierna di Sua "personale contrarieta' a qualsiasi forma di quote", concretata nel titolo di stampa (l'Unita') "Niente limiti ai film USA" nel nome dello "intero concetto di libero mercato" e come la S.V. abbia sottolineato di vedere la soluzione nella "creazione di una grossa societa' di distribuzione europea che pur rispettando le differenze culturali e linguistiche dei rispettivi paesi, sappia creare una solida rete di distribuzione nel continente", che il Presidente dell'Unione Produttori Italiani gia' convocato insieme ed altre rappresentanze del settore in sede di Presidenza del Consiglio per una verifica sulla posizione che l'Italia adottera' in materia, ha pubblicamente dichiarato che disertera' la riunione se, ormai, in materia di "quote" l'indirizzo italiano e' stato gia' cosi' autorevolmente espresso, trasformando ogni discussione ed apporto da "contributo" per una verifica a copertura formale per una decisione gia' presa -: se non consideri inopportuno, e quasi una interferenza l'anticipazione sostanziale della posizione dell'Italia, in cosi' delicata materia non ancora ufficialmente presa e che dovra' essere adottata dai prossimi Consigli dei Ministri della Cultura della CEE; se non ritiene che la posizione del Presidente del Consiglio interrogato, come sopra espressa, ove concretata, rappresenterebbe l'atto conclusivo della morte annunciata del cinema italiano, in tutto il suo patrimonio culturale, artistico, creativo, imprenditoriale e di tradizione; se abbia verificato con i tecnici del settore la fattibilita', estremamente dubbia, se non esclusa, sul piano realistico, di una societa' di distribuzione europea idonea a conseguire il recupero del cinema italiano ed europeo. (3-00508)

 
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