Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01005 presentata da PISTONE GABRIELLA (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19950328
Ai Ministri delle finanze, dell'interno e del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: l'iter della riscossione tributi relativa all'ambito unico della provincia di Teramo inizia nell'89, quando con il decreto n. 43 del 1988, l'allora Ministro Rino Formica, e sottosegretario alle finanze l'onorevole Susi Domanico, affida l'ambito di Teramo alla SERIT SpA di Montesilvano (PE) in data 21 dicembre 1989; l'altro concorrente era la Cassa di Risparmio di Teramo con la societa' ESATER, da lei controllata al 98 per cento; la ESATER, essendo esclusa, ricorre immediatamente al TAR, che rigetta il ricorso per vizio di forma; la ESATER ricorre allora al Consiglio di Stato, il quale l'11 gennaio 1994 accoglie il ricorso e in data 17 maggio 1994 pubblica il dispositivo di sentenza che viene notificato al Ministero delle finanze, che si deve anche accollare le spese di giudizio; la sentenza del Consiglio di Stato, che notoriamente ha efficacia immediata, non viene presa in considerazione se non in seguito all'interpellanza nel merito del collega onorevole Pulcini; il Ministro Tremonti, informato del fatto, si presume dall'interpellanza, ordina ai suoi collaboratori di provvedere a stendere il testo del decreto di sdoppiamento degli ambiti della provincia di Teramo, che egli firmera' in data 28 novembre 1994, affidandoli alla ESATER (B) e alla SERIT (A); l'ex Ministro Tremonti per rendere efficace questo provvedimento, che per legge prevede una vacatio di 60 giorni per uso organizzativo, accorcia con un altro decreto amministrativo i tempi a 20 giorni, rendendo le societa' operative nei rispettivi ambiti, il 21 dicembre 1994; nel frattempo sempre a norma di legge decreto del Presidente della Repubblica n. 43 del 1988, alla data del 31 dicembre 1994 doveva essere completata l'assegnazione degli ambiti decennali, a livello nazionale; con decreto ministeriale, l'allora Ministro Tremonti proroga al 31 gennaio 1995 tali affidamenti; con ulteriore decreto il Ministro Fantozzi affida tutte le concessioni tranne 5, tra cui Teramo, che vengono con ulteriore decreto prorogate al 28 febbraio 1995; sono motivo della proroga per Teramo gli accertamenti del Servizio Ispettivo del Ministero delle Finanze, richiesti per acquisire ulteriori elementi di valutazione utili alla decisione per l'affidamento definitivo; ai primi di febbraio gli Ispettori Ministeriali iniziano a svolgere il loro mandato ispettivo sia alla SERIT che all'ESATER, che portano a conclusione in una quindicina di giorni; inoltre, in data 12 gennaio 1995 i sindacati confederali di categoria presentano un esposto alla Direzione regionale delle Entrate - Sezione staccata di Teramo (ex Intendenza di Finanza) e per conoscenza alla Procura di Teramo, con cui chiedono di sapere se la SERIT SpA di Montesilvano si sia servita per la notifica ai contribuenti della cartella esattoriale e degli avvisi di mora di personale non assunto alle proprie dipendenze con la qualifica e l'incarico di "messo notificatore", in apparente contrasto con la normativa vigente; che alla scadenza del 28 febbraio 1995 vengono affidate le concessioni sospese tranne Teramo, che con decreto viene commissariata dal Montepaschi - SERIT, che peraltro aveva gia' fatto domanda per concorrere all'assegnazione in gestione diretta; attualmente in corso ci sono inoltre due distinte inchieste: la prima, titolare la Procura di Pescara, riguarda il passaggio delle azioni SERIT alla Banca Popolare Abbruzzese e Marchigiana (attuale Banca Popolare dell'Adriatico) che vede coinvolti i vertici del Consiglio di Amministrazione sia della SERIT che della Banca; la seconda, titolare la Procura di Chieti, riguarda i presunti illeciti nella riscossione coattiva dei crediti comunali ed erariali e vede indagati funzionari della societa' SERIT SpA di Montesilvano e dipendenti che svolgevano mansioni di ufficiali di riscossione nella provincia di Chieti; l'inchiesta derivante da questo secondo filone si e' estesa per disposizioni delle Procure della provincia di Pescara, Chieti e Teramo, tra loro coordinate, anche nelle due restanti concessioni della SERIT, Teramo e Pescara B, dove gli inquirenti della Guardia di Finanza stanno svolgendo indagini a tappeto, come ampiamente riportato anche dalla stampa locale, e dalla conferenza stampa tenuta dalla stessa Guardia di Finanza di Chieti in data 14 marzo 1995 -: se il Ministro sia a conoscenza della succitata ispezione ministeriale a Teramo e delle sue conclusioni; qualora ne fosse a conoscenza, che relazione ci sia tra il risultato di tali ispezioni e il decreto di commissariamento; perche' nel decreto di commissariamento si giustifica il provvedimento con il ricorso alle indagini giudiziarie di Chieti che risulta a tutt'oggi affidata in via definitiva alla SERIT per dieci anni; se, quanto agli atti non configuri le condizioni per un analogo provvedimento nella concessione di Chieti dove si sono originati i fatti; se non si ravvisino gli estremi per disporre ulteriori accertamenti al fine di verificare la sussistenza di eventuali evasioni fiscali e contributive dalla SERIT SpA, relativa alla mancata assunzione dei messi notificatori, evidenziata dall'esposto, gia' nominato, delle OOSS territoriali di categoria; se alla luce di tale esposto non vadano rivisti gli indici di valutazione della SERIT SpA relativi all'incidenza del costo del personale per numero di abitanti serviti utilizzati come requisiti essenziali per l'affidamento definitivo; quali provvedimenti definitivi il Ministro intenda prendere al fine di garantire innanzitutto la legalita', l'efficienza, la trasparenza nella continuazione del servizio riscossione nella provincia di Teramo, nonche' di stabilizzare la situazione di precarieta' in cui si sono venuti a trovare gli 83 dipendenti della concessione di Teramo e a dare adeguate garanzie per il loro futuro, nell'interesse preminente della collettivita'; come intenda il Ministro porre rimedio all'inefficienza delle riscossioni coattive, con inevitabili ricadute negative sul bilancio dello Stato e non certo quale esempio di giustizia ed equita' fiscale per i cittadini contribuenti. (5-01005)