Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00443 presentata da MAIOLO TIZIANA (FORZA ITALIA) in data 19950405
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro di grazia e giustizia per conoscere quali ragguagli e quali valutazioni siano in grado di fornire in merito al grave episodio verificatosi al Tribunale del riesame di Palermo Sez. IV all'udienza del 21 luglio 1994 fissata per la discussione, in sede di rinvio della Corte di Cassazione a seguito di annullamento di precedente provvedimento di rigetto, del ricorso dell'avvocato Marco Clementi avverso l'ordinanza di custodia cautelare del GIP di Palermo emessa nei confronti di questi. La decisione del ricorso, con nuovo rigetto del richiesto riesame, costituita da trentadue pagine di motivazione risulta depositata in cancelleria entro l'ora di chiusura dell'ufficio alle ore 14, mentre il tribunale dopo la trattazione del ricorso dell'avvocato Clementi, risulta sia stato impegnato ininterrottamente in altri procedimenti in Camera di consiglio ed in pubblica udienza fino alla trattazione dell'ultima causa contro tale Beddio piu' quattordici altri imputati iniziata alle ore 12,30 come da verbale e protrattasi oltre le ore 14 come e' possibile verificare sia attraverso le testimonianze dei legali presenti, sia attraverso i documenti per i servizi di scorta degli imputati detenuti sia attraverso la valutazione delle attivita' compiute (costituzione delle parti, trattazione di eccezioni, Camera di consiglio per la decisione con ordinanza su di esse, eccetera). Risulta evidente dai verbali di cause e meglio puo' risultare da accertamenti, che il ricorso dell'avvocato Clementi e' stato deciso con ordinanza redatta prima della discussione con l'intervento del pubblico ministero e dei difensori e cio' malgrado la delicatezza del caso e l'apparente rilievo dato alla discussione (un sostituto procuratore rappresentante del pubblico ministero volle dichiarare che il procuratore Caselli era "presente in spirito") rivelatasi peraltro una mera messinscena. La Corte suprema di Cassazione Sez. V, pur non potendo indagare sul protrarsi dell'impegno del tribunale oltre le ore 12,30 ne' potendo accertare il falso, tuttavia, con la sentenza 17 ottobre-2 dicembre 1994 constato' che il tribunale non aveva preso in alcuna considerazione ne' aveva dato atto delle produzioni difensive effettuate nell'udienza di apparente trattazione e pertanto annullava ancora una volta la decisione impugnata con sentenza 17 ottobre 1994, n. 4479. Il tribunale della Liberta' di Palermo cui gli atti erano stati nuovamente rinviati, con ordinanza 29 dicembre 1994-11 gennaio 1995 preso atto del rilevato mancato esame nella fase precedente delle produzioni difensive e sulla base di esse, accoglieva finalmente il riesame e disponeva la scarcerazione dell'avvocato Clementi. Il comportamento della IV Sezione del tribunale di Palermo (presidente Nobile, giudici Lo Forte e Boni) riguardo all'ordinanza 21 luglio 1994 e' stato fatto oggetto di esposto al Ministro di grazia e giustizia fin dal 13 settembre 1994. La stampa ha dato ampio rilievo, oltreche' all'arresto dell'avvocato Clementi, anche al rigetto delle richieste di riesame ed in particolare ha sottolineato, dopo l'ordinanza 21 luglio emessa nelle condizioni di cui si e' detto, "che la posizione dell'avvocato Clementi si era aggravata" e cio' perche' dopo il primo annullamento da parte della Cassazione che aveva ritenuto inconcepibile il "concorso esterno in associazione mafiosa" era stato contestato al Clementi il "concorso interno". La stampa non ha dato invece praticamente alcun cenno sia del nuovo annullamento da parte della Corte suprema, sia della scarcerazione. Cio' premesso gli interpellanti intendono conoscere se il Ministro di grazia e giustizia abbia dato corso alle opportune indagini attraverso l'ispettorato a seguito dell'esposto in data 13 settembre 1994 o comunque a seguito della sentenza della V Sezione della Cassazione e se il Ministro sia informato se della questione sia stata investita la Procura della Repubblica di Caltanissetta competente ai sensi dell'articolo 11 del codice di procedura penale per i reati dei magistrati di Palermo. Chiedono di conoscere quali provvedimenti, anche di carattere legislativo, suggerisca il caso in questione per garantire il cittadino indagato dagli effetti di una informazione unilaterale e strumentalizzata dalle Procure della Repubblica delle quali evidentemente i cronisti attingono notizie talvolta destinate a rimanere riservate. Chiedono di conoscere quale sia l'indirizzo che intende assumere il Governo a fronte di gravi abusi nell'amministrazione della giustizia che rimangono senza adeguate reazioni da parte degli stessi organi giudiziari e quali iniziative intenda il Governo adottare per non lasciar vanificare il potere di promozione dell'azione disciplinare anche nei confronti dei magistrati che abbiano guadagnato ampio credito nella stampa, che, specie a seguito delle dichiarazioni del Procuratore generale della Cassazione Sgroi, ritengono di potersi considerare intoccabili. (2-00443)