Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00447 presentata da DE BENETTI LINO (PROG.FEDER.) in data 19950406
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri degli affari esteri, del bilancio e della programmazione economica e il cordinamento delle politiche dell'Unione europea, per sapere - premesso che: nel 1996 si svolgera' la Conferenza intergovernativa per la revisione del trattato di Maastricht; gli stati membri del Consiglio Europeo il 24 e 25 giugno 1994, hanno costituito, per la preparazione della suddetta conferenza, un Gruppo di Riflessione, di cui fa parte anche un rappresentante italiano; Il Gruppo di Riflessione iniziera' i suoi lavori a giugno 1995 e terminera' a dicembre; i punti gia' stabiliti di modifica del trattato che verranno negoziati nel 1996 toccano problemi e temi di enorme rilevo per l'Italia; nel primo semestre 1996, quando si svolgera' la Conferenza Intergovernativa, all'Italia tocchera' il turno semestrale di presidenza; la Risoluzione approvata dal Parlamento in occasione della ratifica del trattato di Maastricht il 18 giugno 1992, comprendono impegni del Governo che devono far parte delle negoziazioni per la Conferenza intergovernativa del 1996; entro il secondo semestre del 1995 avra' luogo a Barcellona una conferenza euro-mediterranea che riunira' i paesi dell'Unione europea e i loro partner del Sud ai fini di giungere a un accordo su una serie di orientamenti economici e politici per la cooperazione euro-mediterranea nella prospettiva del XXI secolo e instaurare un "dialogo permanente e regolare su tutti gli argomenti di interesse comune" -: quali valutazioni e quali orientamenti abbia il Governo italiano in relazione all'Europa a cosiddette "due velocita'"; quali siano i criteri e gli indirizzi che il rappresentante italiano nel Gruppo di Riflessione intende apportare per la preparazione della Conferenza Intergovernativa del 1996 e in vista della relazione che sara' predisposta al Consiglio Europeo di dicembre 1995; quali indirizzi economici e politici il Governo italiano rappresentera' alla Conferenza euromediterranea a Barcellona; quali misure si intendano prendere per superare i limiti imposti dal trattato di Maastricht, in vista del negoziato della Conferenza intergovernativa del 1996 per quanto riguarda le seguenti proposte di riforma del trattato: unita' di tutta l'Europa in tempi brevi, come contributo esemplare anche all'integrazione di altre grandi aree regionali; accompagnare il processo di integrazione europea, che dovra' rapidamente comprendere tutta l'Europa sino ai paesi baltici compresi, con due processi di integrazione complementari: uno euromediterraneo (che dovra' essere lanciato con decisione sin dalla Conferenza di Barcellona dell'autunno 1995), ed uno riferito alla Russia ed a gran parte degli Stati dell'ex-Unione sovietica; due comunita' complementari, con un livello - per ora - piu' basso di integrazione, che potrebbero tuttavia avere trattati, obiettivi di cooperazione ed istituzioni comuni; l'azione dell'Unione per il rafforzamento e la riforma del diritto e delle organizzazioni internazionali (riforma dell'ONU e del Consiglio di sicurezza, istituzione di efficaci giurisdizioni internazionali, sia in campo ambientali che penale, agenzia internazionale dell'ambiente); la rappresentanza sempre piu' unitaria dell'Unione nei consessi e nelle conferenze internazionali; l'introduzione di un reale controllo parlamentare sulla politica estera e di sicurezza dell'Unione; decisioni a maggioranza qualificata in politica estera e di sicurezza; primo luogo strumenti non militari di pace e di sicurezza; un corpo civile di pace europeo, da utilizzare per fini di prevezione e mitigazione di conflitti, con compiti non militari di monitoraggio, mediazione e soccorso; il finanziamento delle azioni comuni di politica estera e di sicurezza dell'Unione sotto la responsabilita' della Commissione ed il controllo del Parlamento; difesa europea comune - salvo opting out - alle seguenti condizioni: a) reale controllo democratico sulla politica estera e di sicurezza e difesa (poteri del Parlamento europeo); b) rinuncia agli armamenti nucleari; c) sviluppo di strumenti civili (accanto a quelli militari) di politica estera e di sicurezza; una costituzione europea, frutto di un processo democratico sanzionata dal Parlamento europeo, dai Parlamenti nazionali e da referendum; trasparenza dei processi decisionali e delle basi su cui si fonda; possibilita' di referendum europeo su questioni di fondamentale importanza (per es. riforma dei trattati); doppia maggioranza (maggioranza assoluta dei votanti e maggioranza di se' nella maggioranza dei paesi membri); sviluppo della cittadinanza europea con diritti umani, civili, sociali, culturali, religiosi, di genere, etno-linguistici; una giurdisdizione suprema dell'Unione, legata alla cittadinanza dell'Unione, che vada al di la' dell'odierna funzione della Corte europea, includendo una garanzia contro possibili abusi nazionali; riconoscere e valorizzare l'azione delle ONG (Organizzazioni Non Governative) e di tutte le forme di volontariato civile, conferire loro un riconoscimento europeo se agiscono in almeno 5 Stati membri; una politica di sostegno e promozione del decentramento e dell'autogoverno locale; una politica di tutela e promozione dei gruppi etno-linguistici, e di buona convivenza interetnica; la sostenibilita' dello sviluppo, e dunque una ragionevole autolimitazione economica in favore del riequilibrio dei bilanci ecologici e della rigenerabilita' delle risorse naturali (norma base, da inserire in posizione preminente tra gli obiettivi dell'Unione); un vincolo di accurata valutazione di impatto ambientale, sociale e culturale di tutte le misure e le politiche dell'Unione, con un divieto di mutilazioni dannose irreversibili (norma base, da inserire in posizione preminente tra gli obiettivi dell'Unione); chiusura dei cicli ecologici di base al livello piu' basso possibile (energia, rifiuti, catena alimentare) come criterio di azione per l'Unione; impegno europeo a salvaguardia del mondo contadino superstite, come patrimonio umano, sociale, culturale ed ecologico europeo insostituibile; adeguamento della politica agricola a quell'obiettivo; politica dei trasporti: statuire la priorita' dei limiti ambientali; introdurre la nozione della "verita' dei costi", comprensiva dei costi ecologici e sociali; legislazione rigorosa a tutela dell'identita' biogenetica degli esseri viventi, azione per sottrarre la costituzione biologica di uomini, animali e piante ad ogni forma di sfruttamento industriale e commerciale; divieto di esportazione al di fuori dell'Unione di armamenti di ogni genere, di rifiuti di ogni genere, di sostanze chimiche o biochimiche non ancora conosciute nei loro effetti, di materiale nucleare di ogni genere; rafforzare sensibilmente l'azione comunitaria nel campo della cultura, dell'educazione, dell'istruzione, dell'informazione, privilegiando l'acquisizione di conoscenze e capacita' interculturali, formazioni europee, scambi culturali, ecc; ed istituendo accanto ai sistemi formativi nazionali o regionali esistenti qualche opzione di "scuola europea" direttamente sotto la responsabilita' delle istituzioni europee, e non destinata principalmente ai figli dei funzionari europei, bensi' a tutti quelli che lo desiderino. (2-00447)