Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00297 presentata da MUZIO ANGELO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19950406
La VI Commissione, premesso che: oltre 500.000 cittadini italiani appartenenti a fasce di reddito medie, avendo contratto, qualche anno fa, un mutuo in ECU (o altre divise estere) per acquistare casa, hanno visto il loro debito con le banche ingigantirsi a dismisura, a causa delle vicissitudini della lira; considerando il periodo tra il settembre 1992 e il dicembre 1994 la svalutazione della lira rispetto all'ECU e' stata del 30 per cento (da 1.540 a 1.970 lire); dallo scorso febbraio fino ad oggi si e' aggravata di un ulteriore 17 per cento (il valore attuale dell'ECU e' 2200 lire), determinando cosi' una perdita complessiva sul capitale residuo del 47 per cento. In pratica, chi ha un mutuo decennale di 50 milioni dal 1991, nel marzo 1995 ha dovuto calcolare sul capitale residuo di 37 milioni un aggravio di altri 17. Cosi', mentre tutto cio' che egli ha pagato finora e' andato a fondo perduto, i 54 milioni che gli restano da pagare (37 + 17) andranno versati in soli 6 anni, oltre naturalmente i relativi interessi; tenendo presente che i redditi medi delle famiglie coinvolte si aggirano intorno ai 2 milioni e mezzo mensili, si puo' comprendere cosa comportino aumenti tanto cospicui delle rate semestrali; ancora piu' allarmante, per tutti i mutuatari, e' l'incerta evoluzione della situazione monetaria, internazionale e nazionale, che a detta di molti esperti non si stabilizzera' in tempi brevi. Cio' determina una condizione di grande ansia per il futuro: per numerose persone si profila l'eventualita' di non riuscire a pagare il mutuo gia' a partire dalle prossime rate, il che significa perdere la casa. L'insolvibilita' di migliaia di creditori potrebbe in un prossimo futuro mettere in difficolta' le stesse banche; lo Stato sembrava garantire di fatto questi contratti con la sua permanenza all'interno dello SME assicurando una banda di oscillazione non superiore al 6 per cento in piu' o in meno. In altri termini le persone si sono risolte a contrarre i mutui inequi anche perche' nutrivano fiducia nello Stato, nella sua politica economica e monetaria; erano convinte che l'autorevolezza delle nostre istituzioni potesse ampliamente coprire i rischi connessi alla variabilita' dei tassi. Non sembra dunque giusto abbandonare i mutuatari al loro destino, come se si fossero arrischiati in chissa' quale speculazione finanziaria. Si tratta piuttosto di persone che hanno fatto sacrifici per acquistare la loro abitazione e, che pur di conservarla sono anche disposte a farne di nuovi: ma non in misura illimitata, senza un minimo di certezza per il futuro; l'obiettivo e' di trovare una soluzione che aiuti le persone a pagare in tempi e modalita' ragionevoli, e che in qualche modo impedisca una dilatazione illimitata del debito residuo, senza danneggiare le banche e senza chiedere allo Stato di accollarsi tutti gli oneri; impegna il Governo a porre allo studio un provvedimento urgente che permetta a tutti i proprietari di prima casa di scalare al cento per cento dalla dichiarazione dei redditi la svalutazione della nostra moneta rispetto all'ECU, calcolata oltre il livello del + 6 per cento (limite SME). La copertura finanziaria (al piu' 1200 miliardi) potrtebbe venire da tre mesi di fondi Gescal, "congelati" in apposito fondo; ad integrazione della proposta precedente, per favorire coloro che, non usufruendo del modello 730 beneficerebbero della detrazione solo dopo alcuni anni, senza riuscire nel frattempo a sostenere le spese del mutuo, a concedere a tutti coloro che ne facessero espressa richiesta, la possibilita' di convertire il mutuo ECU in lire italiane, a tassi agevolati e riducendo al minimo le spese accessorie. L'agevolazione dovrebbe consistere in un tasso prime rate, ossia il medesimo tasso di interesse attualmente percepito dagli acquirenti di titoli di Stato. In altri termini, si tratterebbe di un prestito che lo Stato farebbe ai mutuatari. I pagamenti potrebbero essere dilazionati oltre il periodo previsto, attraverso opportune rateizzazioni. Tale soluzione sarebbe oltremodo vantaggiosa: per lo Stato, che sanerebbe una situazione di grave disagio sociale, riaffermando nel contempo la propria funzione di garante e regolatore del sistema economico; per le Banche, le quali vedrebbero la rivalutazione del capitale al 100 per cento, senza problemi di contenzioso con i mutuatari; per i cittadini coinvolti, i quali, pur a costo di ulteriori e non lievi sacrifici, avrebbero comunque la possibilita' di completare il pagamento; ad istituire un fondo di solidarieta', per coloro che intendano convertire il mutuo da ECU in lire, che consenta di ottenere dallo Stato una cifra forfettaria una tantum, a copertura del maggior onere derivato dalla svalutazione della lira. (7-00297)