Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01090 presentata da CANESI RICCARDO (PROG.FEDER.) in data 19950427
Ai Ministri dell'ambiente e dei beni culturali e ambientali. - Per sapere - premesso che: il Monte Sagro (1747 metri) e' uno dei monti piu' caratteristici e importanti delle Alpi Apuane, meta continua di visitatori e di turisti. Caposaldo settentrionale delle Alpi Apuane e' stato, fin dall'antichita' perno del mondo pastorale lunense, "monte Sacro" per eccellenza, monte simbolo per Carrara e per i naviganti dell'Alto Tirreno tanto da indurre il grande Michelangelo a pensare di scolpirlo; escavazioni intensive, in localita' Foce di Pianza, nel comune di Fivizzano (Massa-Carrara) lo stanno erodendo in maniera massiccia addirittura modificandone il profilo in corrispondenza della cresta ovest, con cio' violando le esigenze di tutela paesaggistica di una montagna; queste cave nella loro opera di devastazione hanno anche distrutto alcune trincee di grande interesse storico costruite dai partigiani durante la seconda guerra mondiale; la localita' di Foce di Pianza (1200 metri circa) dove insiste la cava, e' sede anche di un endemismo esclusivo della catena delle Apuane, il fiordaliso del Borla (centaurea montis-borlae), presente in un'unica stazione puntiforme e pertanto rarissimo esempio di flora endemica d'altitudine; l'attivita' estrattiva ha gia' distrutto i marmi che fanno da substrato a questa presenza unica e preziosa e sembra esaurita peraltro la possibilita' ulteriore di produrre blocchi; tale zona estrattiva e' circondata da una vasta area destinata a riserva naturale; ci preoccupa constatare che, dietro l'estrazione ufficiale di blocchi di marmo, si mascheri la produzione di granulato e carbonato di calcio con conseguenze, quindi, ben piu' devastanti per l'ambiente e minori benefici economici ed occupazionali; la convivenza tra la secolare attivita' estrattiva e il Parco regionale delle Alpi Apuane, secondo anche la regione Toscana e lo stesso Parco, trova una sua motivazione solo in caso di estrazione di materiali lapidei di importanza strategica per l'economia locale e non gia' per la produzione, a piu' alto impatto ambientale, del detrito che puo' avvenire, peraltro, con modalita' diverse (recupero dei "ravaneti" ossia degli scarti dell'estrazione); tale materiale si puo' infatti, produrre, come gia' in parte avviene, ad esempio recuperando i detriti (oltre il 70 per cento) provenienti dall'escavazione di blocchi di marmo dei restanti bacini, operazione che non implica gravi costi ambientali; gli interroganti sono ben consapevoli dell'importanza della secolare e vitale attivita' estrattiva sulle Apuane che deve, pero', avvenire nel rispetto della legge e delle zone di maggior pregio ambientale e storico; il Club Alpino Italiano e Legambiente hanno manifestato gravi preoccupazioni in merito alla regione Toscana e al parco regionale delle Alpi Apuane -: se l'attivita' estrattiva e' compatibile con quanto predisposto dalla normativa del parco regionale delle Alpi Apuane in considerazione anche della prevalenza della produzione di detrito; se l'attivita' estrattiva e' compatibile con le disposizioni della legge n. 431 del 1985 che prescrive la tutela delle zone vincolate a parco e per quelle poste ad una quota superiore ai 1200 metri; se sono state concesse le autorizzazioni ex legge n. 1497 del 1939 per l'attivita' di cava in zona tutelata ai sensi della legge n. 431 del 1985 e dal Parco delle Apuane; quali siano le ragioni per le quali il competente Ministero dell'ambiente non ha eventualmente provveduto ad annullare le autorizzazioni concesse in considerazione dell'altissimo pregio ambientale e paesaggistico dell'area interessata dalla attivita' estrattiva. (5-01090)